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31 marzo 2017
24 marzo 2017
LOVE IS LOVE
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06 settembre 2013
INCHIESTA DE "L'ESPRESSO": IL PAESE DEI NO GAY
Rapporto sulle discriminazioni in una lunga inchiesta pubblicata su "L'Espresso" n.36 del 12 Settembre 2013.
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30 marzo 2013
TIME: IL MATRIMONIO GAY HA GIA' VINTO
"Il matrimonio tra persone dello stesso sesso ha già vinto. La Corte Suprema non ha ancora preso una decisione, ma l'America si".
Recita in questi termini la famosa rivista "Time" che ha deciso di pubblicare una doppia copertina (numero dell'8 Aprile 2013) su cui troneggia la frase ''How Gay Marriage Won". Una delle due copertine è dedicata al bacio tra due donne, nell’atra due uomini.
Il "Time" dedica un ricco articolo in cui viene riportato che "secondo un'analisi bipartisan i sondaggi dello scorso novembre hanno mostrato come l’83% degli americani ritiene che tra cinque o dieci anni le unioni gay saranno legali in tutto il Paese" e che, in virtù di una recente indagine, un americano su sette sostiene di non nutrire più pregiudizi contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
L'iniziativa della rivista "Time" arriva nel momento in cui la Corte Suprema Americana si imbatte nella "Proposition 8" (referendum che ha modificato la Costituzione della California e che vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso) e il "DOMA" ("Defence of Marriage Act", legge che riconosce solo il matrimonio tra uomo e donna).
La legge "Defence of Marriage Act" firmata nel 1996 dal Presidente Clinton, oggi è ritenuta incostituzionale dallo stesso ex presidente e dall'amministrazione Obama. La maggioranza dei giudici della Suprema Corte, cinque su nove, ha espresso forti dubbi proprio sulla costituzionalità del provvedimento.
Il pronunciamento della Corte è previsto non prima di Giugno.
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13 febbraio 2013
LEGALIZE LOVE, FEBRUARY 14th 2013
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11 febbraio 2013
"HAPPY GAY" SU INTERNAZIONALE
A questo tema "INTERNAZIONALE" n°986 - 8/14 FEBBRAIO 2013 dedica la copertina e l'approfondimento con un articolo di Alex Ross pubblicato originariamente sul "New Yorker". (Illustrazione di Polly Becker)
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05 dicembre 2012
L'OMOFOBIA DI FLAVIA VENTO
Durante la puntata di "Cristina Parodi Live" del 20 novembre 2012, programma condotto da Cristina Parodi e andato in onda su La7, si è parlato di matrimoni gay; ospiti in studio Alba Parietti, Licia Nunez, Diego Passoni e Flavia Vento che ha dato il "meglio" di se mascherando la sua omofobia con stereotipi ormai obsoleti e discorsi a dir poco imbarazzanti.
Ecco qualche chicca:
"Innanzitutto volevo dire che io ho moltissimi amici gay che adoro che gli voglio bene e hanno una marcia in più nel senso che sono veramente spiritosi non so perché hanno questa marcia in più, pero' sono abbastanza contraria al matrimonio non credo che una famiglia sia fatta da due uomini. Credo che la famiglia sia fatta da un uomo e una donna."
"Una famiglia è composta in natura da un uomo e da una donna. Adamo ed Eva se vogliamo parlare della Bibbia…"
"Quindi secondo te è giusto che due gay adottano un bambino, il bambino non cresce con dei problemi?"
"Io sono cresciuta e ho fatto scuole si suore. Non voglio parlare di chiesa o non chiesa pero' io rimando dell'idea che se due gay si amano vivono insieme sono felici pero' di sposarsi in chiesa col vestito bianco insomma fa un po' ridere come cosa..."
"Io trovo assurdo e veramente perché siamo comunque credo in molte cose, trovo assurdo che due gay possono adottare un bambino, lo trovo veramente una cosa innaturale e contro natura. Questo è il mio pensiero. Siamo in democrazia e ognuno pensa quello che vuole."
"Si parla di natura. Perché è il corso della natura, se uno vuole seguire la natura è che due persone procreano, uomo e donna, e fanno i figli. E il figlio chi lo cresce? La madre, no? La natura è questa. Vogliamo pure andare contro la natura? La natura è che quando un uomo va a letto con la donna procrea."
Il video si commenta da solo.
Plauso a tutti gli altri ospiti e alla conduttrice.
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28 novembre 2012
GRAFICO DELLE POSIZIONI LGBT DI RENZI E BERSANI. PERCHE' NON ANDREBBERO VOTATI
Sarei curioso di conoscere il parere di Ivan Scalfarotto e di tutti i sostenitori omosessuali di Mattero Renzi: come argomentano questa carenza di proposte sensate e concrete relative ai diritti civili delle persone LGBT?
In questi giorni sentendo parlare i due candidati e leggendo questa impeccabile analisi, consiglierei a chiunque di non votare nessuno. Ma non si può; il primo turno ha scaraventato fuori dalla "competizione finale" due dei candidati più credibili e seri: Nichi Vendola e Laura Puppato.
Ora come ora è indispensabile un vero cambiamento e non trovo logico, corretto e serio riscaldare la solita minestra che ci vien data in pasto ormai da anni. Troppi.
E siamo al rush finale. Questi sono gli ultimi giorni per decidere chi guiderà il centrosinistra e forse anche il Paese. Come già Michele Darling aveva fatto per la prima manche, è sembrato opportuno sintetizzare e mettere a confronto le proposte dei due candidati rimasti in corsa.
Ad una veloce occhiata, non ci sono comunque molte differenze tra Renzi e Bersani: si può notare infatti una sostanziale uniformità tra le due proposte programmatiche qui esaminate. Ma, del resto, provengono entrambi dallo stesso partito.
Sul versante delle unioni civili, la proposta di Renzi pare di poco superiore a quella di Bersani, dato che le Civil Partnership si risolvono, in termini di "quantità di diritti", in un'assimilazione al matrimonio comunque maggiore rispetto alle unioni civili tedesche. Ma per una disamina delle differenze tra le due tipologie di unioni civili, vi rinvio al post appositamente scritto QUI.
Non dimentichiamo, però, che entrambe le soluzioni proposte dai democratici, in quanto "ad hoc", cioè per le sole coppie gay, si riallacciano alla cd. dottrina del Separate but Equal, la stessa che giustificava la segregazione razziale negli Stati Uniti. Per un approfondimento, vedi QUI.
Anche sul versante della genitorialità, la proposta di Renzi merita un mezzo punto in più, stante la proposta (confermata, però, solo in corsa) del SI all'adozione disgiunta, inserita adesso nero su bianco nel programma. Anche Bersani ha, però, aperto - durante il confronto pubblico a SkyTg24 - ad una qualche forma di riconoscimento dei bambini già presenti delle famiglie omogenitoriali. Se questo significhi anche un SI all'adozione disgiunta, io non lo so. E infatti non l'ho scritto nel grafico. Ma credo di sì (e per questa ragione ho riportato solo il virgolettato: decidete voi).
Rimane, comunque, il fatto che tutte quelle persone LGBT che, nei prossimi cinque anni, si troveranno in età da genitori potranno dimenticare (probabilmente per sempre) di poter accogliere nella propria famiglia un/a figlio/a: non tutti, infatti, hanno i soldi per fare i viaggi della speranza e la crisi economica sta certamente svuotando ulteriormente i portafogli. In questo senso, la vera vincitrice di queste primarie è Rosy Bindi, Presidente del PD, la quale aveva affermato: "Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare. [...] Non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E' meglio che un bambino cresca in Africa".
Sorprende (ma non tanto, visto che era già intuibile in un'intervista a Gay.it), il no all'estensione della Legge Mancino ai crimini d'odio omo-transfobici, da parte di Renzi (per una spiegazione, vedi QUI).
Sorprende ancor di più che il comitato frociarolo di Renzi non sia stato in grado di far capire al proprio leader l'inutilità di un'aggravante generica che sanzioni i reati con movente omo-transfobico. Sempre su tale versante, neanche Bersani certamente brilla, data l'assoluta inconsistenza programmatica della laconica e insignificante frase presente nel suo programma: "E' necessaria una legge urgente contro l'omofobia". Sì, bravo, ma quale?
Il no al matrimonio da parte di entrambi, infine, recide definitivamente la speranza che, nei prossimi cinque anni, l'eventuale governo di centrosinistra riconosca parì dignità giuridica e sociale alle coppie omosessuali. Anche se io ho una mia teoria QUI, per quel che vale.
Ancora una volta, il Partito Democratico, lungi dall'essere una soluzione, si pone come un ostacolo alla piena consacrazione dei diritti LGBT.
E lo è ancora di più nella misura in cui non ha consentito che, durante queste primare, i cittadini potessero votare per i 6 referendum, che Civati & Co. avevano meritevolmente tentato di mettere in piedi. Prima ancora che nel flop di partecipazione, è esattamente in questo che può ravvisarsi il fallimento delle primarie: non permettere alle persone di esprimersi sulle posizioni politiche – cioè sulla vita e sul futuro – ma
illuderli di poter scegliere il candidato premier, quando invece è assai probabile che ci sarà un Monti-bis.
22 novembre 2012
I PAESI IN CUI IL MATRIMONIO GAY E' LEGALE
persone dello stesso sesso, mentre il Maine ha approvato una legge di iniziativa popolare per legalizzare il matrimonio omosessuale. Sono i primi tre stati americani ad approvare la proposta attraverso una consultazione popolare.
Negli Stati Uniti gli stati in cui il matrimonio gay è legale sono diventati così nove, più il District of Columbia: Massachusetts (il primo a legalizzare il matrimonio nel 2004), Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Maine, Maryland e Washington. Le leggi dei singoli stati sulla questione sono molto diversificate: California, Colorado, Delaware, Hawaii, Illinois, Nevada, Oregon, Rhode Island e Wisconsin riconoscono le unioni civili, anche se ogni stato prevede un diversoinsieme di diritti e doveri. In New Jersey e Rhode Island le persone gay non possono sposarsi, ma vengono riconosciuti i matrimoni celebrati negli altri stati.
Nove stati proibiscono il matrimonio gay nel loro statuto e trenta lo dichiarano illegale nelle loro carte costituzionali. Nei prossimi mesi sarà discussa davanti alla Corte Suprema americana la costituzionalità del Defense of Marriage Act, una leggefederale del 1996 che riconosce come matrimonio soltanto l'unione tra uomo e donna. Questo significa che al momento uno stato
americano non ha l'obbligo di riconoscere un matrimonio gay celebrato in un altro stato, e che il governo federale non è tenuto a riconoscere a una coppia sposata omosessuale gli stessi diritti giuridici ed economici garantiti a una coppia sposata eterosessuale. Se la legge fosse dichiarata incostituzionale, la legislazione di molti stati potrebbe rapidamente cambiare a favore del riconoscimento delle coppie gay.
Il primo paese al mondo a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso furono i Paesi Bassi nel 2000 (la legge entrò in vigore il primo aprile 2001). Nel 2003 fu la volta del Belgio e nel 2005 della Spagna e del Canada. Il Sudafrica legalizzò le coppie dello stesso sesso nel 2006, la Norvegia nel 2008 e la Svezia nel 2009. Il 2010 è stata la volta di Portogallo, Islanda e Argentina, e nel 2012 della Danimarca. Gli stati sono quindi undici. Il matrimonio gay è legale anche in Messico, ma solo nel distretto di Città del Messico. A questo elenco si aggiungono i paesi in cui è possibile ricorrere alle unioni civili, alcuni dei quali stanno lavorando per l'approvazione del matrimonio gay (come in Francia o in Regno Unito).
L'Italia non prevede né il matrimonio gay né le unioni civili.
Questo è l'elenco dei paesi che hanno forme di vario tipo nei loro ordinamenti per le unioni civili.
- Andorra
- Brasile
- Austria
- Colombia
- Repubblica Ceca
- Ecuador
- Finlandia
- Francia
- Germania
- Groenlandia
- Irlanda
- Israele
- Lussemburgo
- Nuova Caledonia
- Nuova Zelanda
- Slovenia
- Svizzera
- Wallis e Futuna
- Regno Unito
- Ungheria
- Uruguay
Fonte: Il Post
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13 novembre 2012
LA POSIZIONE DULLE TEMATICHE LGBT ASSUNTE DAI CANDIDATI ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA
Per quanto riguarda i matrimoni gay, solo Vendola e Puppato si dicono a favore: gli altri sono fermi sulla posizione che quel termine debba rimanere un'esclusività delle coppie eterosessuali.
Per quanto riguarda le unioni, invece, eccezion fatta per Tabacci), tutti gli altri candidati si dicono a favore del riconoscimento giuridico delle coppie, con Renzi che propone le Civil Partnership per le coppie gay, mentre Bersani propone il metodo alla tedesca.
Solo Vendola si dice anche a favore delle adozioni gay, mentre Puppato lascia aperto un piccolo spiraglio dicendo di non aver ancora deciso sull'argomento.
Il governatore pugliese è anche l'unico candidato ad aver espressamente affrontato nel proprio programma il tema dell'omofobia. Renzi ha dichiarato di non averci neanche pensato, mentre Bersani ha affamato genericamente che «è necessaria una legge», senza addentrarsi in ulteriori particolari.
Per un voto consapevole, vi consiglio vivamente di leggere gli interessanti approfondimenti direttamente sul blog di Michele Darling. QUI.
Fonte: Gayburg e Michele Darling Blog
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12 novembre 2012
ILONA STALLER, CICCIOLINA, PRESENTA IL SUO NUOVO PARTITO: D.N.A. - DEMOCRAZIA, NATURA, AMORE.
La conferenza di presentazione si è tenuta ad Isola Farnese ed insieme hanno dichiarato di voler portare il nuovo partito a Montecitorio .
Secondo quanto hanno dichiarato, "il DNA è un terzo stato all’interno dello stato, poiché è al di sopra di ogni interesse e contrapposizione di partito politico ma per l’interesse sociale e quindi nazionale. Il DNA non fa battaglie politiche contro gli altri partiti, ma battaglie per la politica popolare".
Le loro proposte sono il salario garantito per i giovani, eliminazione dei privilegi di casta (tra cui le auto blu) il funzionamento della giustizia e matrimoni gay anche in Chiesa e non solo in Comune.
L’ex parlamentare è già stata a Montecitorio nel 1986 e fino al 1992 nelle liste del Partito Radicale . Dell’avvocato si è detto che nei suoi programmi futuri ci sarebbe un film hot con Nicole Minetti . La campagna elettorale del nuovo partito verrà portata avanti attraverso Facebook, spendendo non oltre centomila euro.
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07 novembre 2012
20 settembre 2012
PUBBLICO GIORNALE: QUESTA E' FAMIGLIA
Chi avesse perso il primo numero di "Pubblico" può trovarlo QUI.
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05 settembre 2012
LA PROPOSTA (INSENSATA) DI GIOVANARDI PER LE UNIONI CIVILI
Un svolta dal sapore elettorale, giunto a fine legislatura (lui stesso afferma di sapere che non ci sarà il tempo per poterne discutere in aula) e con una sinistra che pare incapace di trovare il coraggio di parlare di matrimoni gay. E di matrimoni non ne parla neppure l'ex sottosegretario alla famiglia, preferendo il ricorso ad un "contratto di convivenza e solidarietà" che potrà essere sottoscritto da chi vive una convivenza di qualsiasi tipo (anche fra amici, purché residenti nello stesso domicilio) e che dovrà essere sottoscritta alla presenza di un notaio per poi essere depositato all'anagrafe del Comune. In tal modo ci si potrà assicurare una serie di diritti, come l'eredità, l'assistenza sanitaria, la cointestazione dell'abitazione e le decisioni in materia di salute in caso di incapacità di intendere e volere dell'altra persona.
Ma è lui stesso a mettere le mani avanti e a precisare come non sia previsto alcun "accostamento alla famiglia tradizionale" dato che, perlomeno secondo il suo parere, il matrimonio è un lusso che deve rimanere riservato alle coppie eterosessuali.
Immediata è giunta la replica di Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, che ha commentato: "Chi è omofobo lo resta, e una proposta di questo tipo la respingiamo al mittente: sicuramente è una mossa pubblicitaria e la prendo in quanto tale. Ma l'unica cosa credibile è la sua omofobia [...] Questo disegno di legge poteva essere presentato, al massimo, negli anni '80. Al di là del fatto che provenga da lui, è a una distanza siderale dall'unica proposta che ci interessa: realizzare l'eguaglianza tra le persone come vorrebbe la nostra Costituzione, ovvero l'estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali"
Fonte: Gayburg
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28 agosto 2012
IO STO CON CL: NO AI MATRIMONI GAY!
Comunione e Liberazione dice no al matrimonio tra omosessuali. C'è il rischio che non nascano più bambini: i nostri preti sarebbero costretti a molestare dei maggiorenni, ed è una cosa che non possiamo permettere che accada.
Per prima cosa la carne dei maggiorenni è stopposa: i sacerdoti più anziani, abituati alla morbidezza delle carni giovani, rischierebbero di scheggiare le dentiere che si sono comprati con il nostro 8×1000. E poi avere rapporti con un maggiorenne non costituirebbe reato, quindi dovrebbero escogitare altro per farsi trasferire in un'altra diocesi ed insabbiare tutto con l'aiuto del proprio vescovo.Permettere ai gay di sposarsi porterà ad un'inevitabile conclusione: l'estinzione degli italiani. I maligni potrebbero dire che, alla luce delle dichiarazioni di CL, non sarebbe poi una perdita così grave, ma il vero problema è un altro. Vogliamo forse che i nostri sacerdoti siano costretti a diventare tutti missionari e volare all'estero a molestare negretti?
E' come per il calcio. Un tempo tutte le stelle venivano a giocare da noi perché avevamo il campionato più bello del mondo, adesso scelgono tutti altri Paesi. Per la pedofilia ecclesiastica rischiamo lo stesso esodo. Che ne sarà della nostra immagine?
E poi lo sappiamo tutti che in Africa i bambini sono denutriti, non sono mica resistenti come i nostri cresciuti con pane e nutella. C'è il rischio che si facciano male. Poveri piccoli, vogliamo forse traumatizzarli per tutta la vita?
C'è inoltre chi fa notare che i matrimoni gay non durerebbero, ed è un dato di fatto. Non sono solidi come quelli dei cattolici. Vedi ad esempio Berlusconi, Casini e Fini, uomini di chiesa che, nonostante i problemi quotidiani con le rispettive mogli, continuano stoicamente a portare avanti il loro primo matrimonio senza mai pensare neanche per un istante al divorzio.
Per finire un'ultima considerazione, e cioè che non si può andare contro natura. E la natura esige che a picchiare la moglie sia il marito, e non un'altra donna. E' un matrimonio, cazzo, mica una lotta nel fango!
Fonte: Blog di Silvio Di Giorgio
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23 luglio 2012
E IO MI SPOSO LO STESSO
E' il matrimonio gay all'italiana. Fai-da-te. Perché se per lo Stato quel "sì" non conta nulla, per loro vale tanto quanto quello di mamma e papà: "Bisogna ridurre lo spread dei diritti civili fra Italia e Europa", ripete a tutti i neosposi l'assessore Scaletti. E così, nell'Italia dei diritti negati, fanalino di coda dell'Unione europea, nel Paese dove il PD si spacca non appena si discute di unioni civili, e dove il Vaticano lancia anatemi contro i politici che aprono agli omosessuali, le coppie gay non stanno a guardare: "La politica non ci vuole dare i diritti? E chissenefrega. Ci sposiamo lo stesso. Prima o poi lo Stato se ne accorgerà", ripetono i novelli sposi. Luca e Paolo. Marco e Francesco. Sabina e Laura. Ester e Vanessa. Un elenco lungo come una lista di nozze.
Quest'anno, poi, c'è stato un boom. E, sarà una coincidenza, per le nozze gay all'italiana ricorre un anniversario molto particolare. Era il 27 giugno 1992 quando a Milano, in piazza della Scala, il consigliere comunale Paolo Hutter celebrò il primo matrimonio gay. Una simulazione, come è ovvio, organizzata proprio per chiedere il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso. Con tanto di fascia tricolore, simile ma non identica a quella ufficiale, per il celebrante. Fiori e applausi per le dieci coppie, nove di uomini e una di donne, che venivano dichiarate per la prima volta "unite civilmente". Fra loro Ivan Dragoni e Gianni Delle Foglie, diventati poi la famiglia gay simbolo della battaglia per i diritti civili. "Si scatenò il putiferio", racconta Hutter. "Il prefetto scrisse al sindaco Borghini. Ma la folla, che all'inizio ridacchiava, si fece trascinare da euforia e commozione, proprio come a un matrimonio vero. Poi, quando Ivan e Gianni tornarono a casa, il taxista volle offrire la corsa". Da quel 27 giugno in materia di diritti non è cambiato nulla. Ma centinaia di coppie gay hanno voluto sancire, come a Milano, la loro unione. E così a Padova qualche anno dopo. Alessandro Zan celebrò in municipio le nozze di Luigi e Andrea, inaugurando "i Pacs alla veneta". Anche qui prese di distanza e precisazioni dei politici di turno. Ma anche molti "seguaci", che hanno poi chiesto al consigliere di sposarli nella loro città. Fino al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, a cui s'erano rivolte Antonella e Debora, conviventi da nove anni. E che alla fine, fra le polemiche, si presentò alla cerimonia che le univa in matrimonio.
A Pinerolo, poi, ci si sposa addirittura in chiesa. Quassù ci pensa don Franco Barbero, 74 anni, sacerdote da mezzo secolo e anima della comunità di base Viottoli, a unire gay e lesbiche credenti nel sacro vincolo. Don Franco le chiama "promesse d'amore" ma, a vederli, sono matrimoni in piena regola. Abito talare, leggio, omelia e citazioni del Vangelo. "Dio non fa pezzi sbagliati, Dio non è mica la Fiat", va ripetendo. In questi anni ha sposato 305 coppie e, racconta, "il boom di chi chiede di unirsi nel segno della fede si è registrato negli ultimi due anni". Poi gli sono arrivate oltre 8 mila mail di altri preti come lui e, racconta, almeno 300 farebbero come me: "Preti che si interrogano e che pensano che la Chiesa dovrebbe accogliere le coppie gay", dice. Non sono dello stesso avviso al Sant'Uffizio, che nel 2003 ha scagliato i suoi fulmini sul prete dei gay. Un decreto pontificio vergato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger lo spoglia della tonaca. Ma non gli toglie i fedeli. Né l'entusiasmo: "Per la gente di qui io sono il prete, in tutto e per tutto. Quel che pensano a Roma non mi leva l'appetito". Anche perché fra i seguaci di Cristo non è il solo. Il 21 maggio di un anno fa a Cormano, vicino a Milano, madre Maria Vittoria Longhitano, parroca anglicana, ha sposato Agnese Cichetti e Letizia Torrisi con rito vetero-cattolico, con tanto di fedi scambiate e sacramenti.
E mentre gay e lesbiche s'arrangiano, attorno alle nozze cresce il business. Agenzie di viaggio specializzate. Mete esotiche per la luna di miele omosex. Cocktail dedicati. E pure un servizio legale: documenti e visti per sposarsi all'estero e poi festeggiare in Italia. C'è Quiiky, che organizza viaggi di nozze omo e cerimonie ufficiali dal 2007. "Sia nei Paesi dove è legale, sia dove si celebra una "promessa di matrimonio" che non ha valore per la legge, come in Italia, ma ne ha molto chi vuole sancire la propria unione", spiega l'ad Alessio Virgili. E così molte coppie fanno il doppio rito. Prima volano all'estero, dove lo scambio di anelli ha valore legale. Poi se ne tornano in Italia, dove invece quel certificato è carta straccia. E così si sposano di nuovo. Con i parenti e gli amici. Edoardo e Alessandro hanno scelto Dublino: "Lì ci lavora Edo, ma abbiamo rifatto la festa a casa nostra, a Roma. E' qui che ci volevamo sposare". Idem per Michele e Gonzalo. Sono volati in Spagna, poi se ne sono tornati a Oriolo, alle porte della capitale, e hanno spedito le partecipazioni agli amici. "Molti sono venuti, altri non si sono più fatti vivi. Ma non importa. Il nostro matrimonio vale molto più del pregiudizio. È vero. Autentico. Per sempre", raccontano. C'è pure Twizz, altra agenzia specializzata. Con tanto di pranzi di nozze, lune di miele e bomboniere. "Come per gli etero, l'offerta cambia in rapporto al budget", spiega l'ad Franco Fumagalli: "La clientela più esclusiva sceglie come meta Istanbul o Bodrum, che sono di questi tempi le città più gettonate dai gay benestanti. L'ultima mania è affittare i caicchi per godersi il mare". Ma c'è pure chi noleggia un'intera terrazza sui grattacieli di New York dove Twizz organizza feste con tanto di fuochi d'artificio. Se vuoi spendere meno, invece, il viaggio di nozze gay fa rotta sulle Canarie. In particolare Fuerteventura. Poi c'è il Sudamerica, ultima frontiera dei diritti LGBT. Da pochi mesi, infatti, Messico e Argentina hanno legalizzato i matrimoni gay. E subito è esplosa l'onda latina, che sta togliendo fette di mercato a Stati Uniti e Nord Europa. "Abbiamo messo a punto un pacchetto che si chiama "Amore, leggenda e magia" rivolto a gay, che consente di celebrare un vero rito Maya. Poi rotta verso l'Isla de Holbox, per godersi la luna di miele tra le tartarughe giganti", aggiungono a Quiiki.
Anche su gadget e confetti l'Italia dei matrimoni gay è più avanti della sua classe politica. Torte alla crema con gli sposi in tight, lui e lui. Cuori di panna con le spose-sirene. Lei e lei. Poi c'è l'azienda di confetti più famosa al mondo, la Pelino di Sulmona, che s'è buttata sulle nozze omo. E l'omonima deputata del PdL, Paola Pelino, amministratore del colosso dolciario, che dedica agli sposi omosessuali un confetto molto particolare. Il colore è il lilla, il gusto è il classico alla mandorla e il nome è tutto un programma: Gay Bride.
In Toscana, una coppia gay s'è inventata il vino per i banchetti omosex. Due etichette di rosso pregiato, dedicate appunto a gay e lesbiche. Per i maschietti c'è il "Vinocchio", Merlot e Cabernet. Per le femminucce c'è "Uvagina", rosso perlato, entrambi selezionati dall'enologo Maurizio Saettini. Si comprano sul sito "ProdigioDivino.com" e i proventi servono a "finanziare la battaglia per ottenere anche in Italia i matrimoni gay", spiega la coppia di vinaioli, che convive da ben 35 anni. Ad Avellino, invece, c'è un negozio che ha inaugurato la lista di nozze per soli omosex. E ha scelto come testimonial del nuovo business una coppia di bei ragazzi appena convolati a giuste nozze. Lo slogan parla chiaro: "Ognuno ha i suoi gusti... E tu che gusti hai?". E così mentre la città s'è risvegliata tappezzata di manifesti, in Italia il fenomeno già dilaga. È spuntato a Milano. Poi a Genova. E addirittura a Trieste. Tutti a caccia di sposi pronti a cacciare la grana, in tempi di crisi economica e matrimoni tradizionali ridotti all'osso. E ben vengano, allora, queste nozze un po' clandestine, un po' romantiche. Viva gli sposi. Rigorosamente gay.
Fonte: Cinemagay
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16 luglio 2012
NO AL MATRIMONIO GAY. COSI' IL PD DIVORZIA DAL FUTURO
Avere impedito un voto su un tema così profondamente correlato alla realizzazione del principio di eguaglianza non può trovare nessuna giustificazione se non nel rifiuto preciso e secco dell'eguaglianza stessa. Con questo no il PD si assume la responsabilità di fronte alla storia di rappresentarsi come portatore di apartheid.
Chi mortifica la rivendicazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso non è credibile nella rivendicazione di nessuna istanza di eguaglianza in nessun campo dal lavoro, alla salute, alla cittadinanza.
Le assemblee locali del partito dovrebbero dissociarsi da questo voto e ad assumere iniziative concrete di protesta approvando documenti che riconoscano l'eguaglianza delle persone gay e lesbiche ed il diritto fondamentale a sposarsi, senza se, senza ma e senza forse. La base del PD è diversa? Ce lo dimostri una volta per tutte.
Ci sono altri dirigenti, altri uomini ed altre donne, in questo partito, che hanno voglia di costruire il futuro di un paese moderno ed europeo che riconosca a gay, lesbiche e transessuali il diritto alla pienezza dell'eguaglianza e della cittadinanza? Ce lo dimostrino. Bindi e Bersani parlano di "primi passi"? Dopo 40 anni di storia del Movimento di liberazione omosessuale? Con questa Europa? Con questi "passi" il PD non andrà mai da nessuna parte e non contribuirà mai al cambiamento del paese.
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08 giugno 2012
L'EBRAISMO CONSERVATORE APRE AI MATRIMONI GAY
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24 maggio 2012
PER CONSENTIRE IL MATRIMONIO ALLE COPPIE GAY E LESBICHE NON E' NECESSARIO CAMBIARE LA COSTITUZIONE
Dopo le dichiarazioni di alcuni segretari ed esponenti di partito secondo i quali la Costituzione non consentirebbe di approvare una legge sui matrimoni tra persone dello stesso, l'Associazione ha scritto una lettera ad Alfano, Bersani, Casini, Di Pietro, Fini, Grillo e Vendola chiedendogli un incontro per poter illustrare le ragioni dell'infondatezza giuridica di certe affermazioni.
Scrive Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford: "Il Parlamento, per ragioni giuridiche, prima ancora che politiche, ha il dovere di legiferare con sollecitudine aprendo il matrimonio a tutti i cittadini e le cittadine senza discriminarli a causa del loro orientamento sessuale. Fino a quando le persone lesbiche e gay non potranno scegliere di esercitare il diritto fondamentale di sposarsi, anche se saranno introdotti nuovi istituti oggi inesistenti, permarrà nei loro confronti una discriminazione irragionevole basata sul loro orientamento sessuale e quindi una violazione della Costituzione. Saranno cittadine e cittadini di serie B".
Avvocatura per i Diritti LGBTI - i cui componenti hanno patrocinato tutte le cause che hanno portato alla sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010 sul matrimonio e la causa sulla trascrizione del matrimonio contratto all'estero da due uomini italiani su cui si è recentemente espressa la Corte di Cassazione - ricorda che: "già oggi migliaia di bambini crescono all'interno di coppie formate da genitori dello stesso sesso e non è pensabile immaginare istituti alternativi al matrimonio che non tengano conto di questa realtà".
La giurisprudenza ha chiarito che spetta al Parlamento consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso e tutelare i loro figli. Per questa ragione l'Associazione chiede a tutti i rappresentanti di partito che all'incontro si facciano assistere da propri giuristi o tecnici di fiducia, che potranno confermare la correttezza giuridica delle ragioni verranno illustrate.
Conclude l'Associazione: "Siamo sicuri che i rappresentanti dei partiti e dei movimenti accoglieranno la nostra richiesta. Se è vero che hanno a cuore la buona politica, non possono esimersi dall'ascoltare coloro che sono chiamati a rappresentare in Parlamento. Del resto, la Costituzione non è né di destra né di sinistra, poiché è posta a garanzia dei diritti fondamentali di tutte e di tutti".
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22 maggio 2012
DIETROFRONT DELLA FORNERO: NO AI MATRIMONI GAY
Su Avvenire di ieri il Ministro Fornero ha precisato il suo pensiero in merito a matrimonio e unioni, sostenendo che: "Non ho quindi auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento. Senza queste risposte, si acuirebbe un altro fattore di instabilità sociale, oltre a quelli di carattere economico resi più acuti dalla crisi in atto".
Il tutto condito da considerazioni sulla sua vita personale del tutto fuori luogo.
Incomprensibili, incoerenti e davvero strabiche come dichiarazioni, sia rispetto a quanto accade nel resto dell'Europa, sia rispetto agli sviluppi della stessa giurisprudenza costituzionale italiana che ben due anni fa, con una sentenza che evidentemente pochi hanno letto con attenzione, scioglie del tutto ogni tipo di riserva sule unioni tra persone dello stesso sesso ed il valore costituzionale che le stesse unioni hanno.
Il Ministro Fornero, e tutti coloro che la pensano come lei, devono spiegare agli italiani in base a quale cultura, principio o idea le persone omosessuali non possono accedere a una forma riconosciuta di matrimonio o di unione, NON sulla base dei loro diritti individuali (ci mancherebbe pure...) ma sulla base del valore che l'unione in sè ha per la società e non solo per gli individui che la compongono. E per quale motivo le unioni tra persone eterosessuali NON matrimoniali non debbano avere piena uguaglianza: ci dica, Signora Ministro, in uno stato laico chi è che decide il valore delle unioni tra persone? Il Vaticano o le persone stesse? E in base a quale criterio quelle celebrate con matrimonio sono "migliori" di quelle che non vogliono, o non possono, celebrarsi?
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