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22 giugno 2016

LAURA PAUSINI come WONDER WOMAN per "VANITY FAIR Italia"

Wonder Woman studiava nella cucina di un ristorante: «Mentre mio padre preparava le serate di piano bar e io correggevo i compiti di matematica con il cuoco o con il cameriere». Wonder Woman non era mai stata a Milano: «Ero la versione femminile di Renato Pozzetto nel cugino di campagna, la vidi e mi sembrò gigantesca. Le ragazze indossavano abiti che io avrei messo solo per andare a un matrimonio». Wonder Woman, figlia di Gianna e Fabrizio, si chiamava Laura Pausini, abitava in un paese di quattromila abitanti e cantava Romagna mia: «A Riolo Terme, nei pomeriggi in cui i miei compagni si mettevano in fila per prendermi per il culo».

70 milioni di copie vendute, i tour mondiali tra Toronto e Medellín, la Tv, gli stadi pieni, i talent, il disco Simili, uscito in 60 Paesi e in classifica da novembre, quattro Grammy Award, decine di riconoscimenti e poi il premio più importante. Quello che la emossiona. Paola ha tre anni e mezzo: «Ed è arrivata nella mia vita, scioccandomi, quando dopo averla tanto cercata, mi stavo abituando all’idea che il mio vero sogno non si sarebbe mai realizzato». Pausini non le ha ancora mostrato la foto della mamma in costume da Wonder Woman. «Che è un modo di prendermi in giro e di rispondere a tutti quelli che mi chiamano Wonder e mi chiedono sorpresi: “Ma quanta roba fai?”. Io sono stupita del loro stupore, e mi pare sempre di essere un passo indietro a quel che potrei davvero fare». Marco se ne è andato più di vent’anni fa e Laura ha cercato altre stazioni. Non si è mai sentita un supereroe: «Veramente io sognavo di restare dov’ero nata, a Solarolo, vicino a Faenza». 


Laura Pausini su Vanity Fair Italia n°25 del 20 giugno 2016

20 agosto 2015

TIZIANO FERRO in copertina su "VANITY FAIR"

Tiziano Ferro è in copertina sul n° 33 del 26 agosto 2015 dell'edizione italiana di "VANITY FAIR" fotografato da Wayne Maser.
Purtroppo, mi rincresce dirlo, ma la scelta della cover di questa settimana non è una delle migliori.  Il lavoro fatto durante il photo editing è alquanto approssimativo. L'immagine è stata elaborata tanto da sembrare quasi un fotomontaggio fatto male. La testa di Tiziano risulta essere decisamente più grande rispetto al corpo (notevolmente smagrito). Per non parlare poi dei contorni, dell'assenza delle rughe di espressione e della lunghezza spropositata delle braccia delle modelle. 

Un uso smodato di Photoshop che ha reso tutto troppo innaturale.

05 marzo 2015

MADONNA per la decima volta in copertina su "VANITY FAIR" Italia

Madonna è per la decima volta in copertina su "VANITY FAIR" Italia (No.9. 17 Marzo 2015). Una Lady Ciccone versione 8 marzo nell'intervista esclusiva rilasciata a NYC lo scorso gennaio al giornalista Marco De Martino, dove racconta quali valori ha trasmesso ai suoi figli «castigando» chi la critica per via dell’età.
Fotografie di Terry Richardson.
 

19 febbraio 2015

JULIANNE MOORE in copertina su "VANITY FAIR Italia"

Superati i trent’anni, Julianne Moore si sentiva persa: se la sua vita professionale aveva preso il volo, quella privata era ridotta ai minimi termini. «Mi sentivo sola, non ero felice. Avevo passato dieci anni a lavorare sodo nel tentativo di arrivare non si sa bene dove, e infatti non ero arrivata da nessuna parte: avevo solo un lavoro, mentre io volevo una famiglia». Confusa sul da farsi, si rivolse a una psicologa, che andò subito al dunque: doveva dare al privato lo spazio che meritava. «Ho capito che era importante esattamente come la carriera. Il tempo non lo sfruttavo. Non lo investivo. Come dico spesso alle amiche, tutti pensano che la vita privata proceda da sola, mentre quella professionale ha bisogno di cure. Ma non è vero: bisogna curarle entrambe».
Julianne Moore ne parla a "VANITY FAIR Italia" che le dedica la copertina n°7 del 25 febbraio 2015.

27 novembre 2014

TIZIANO FERRO in copertina su "VANITY FAIR"

Tiziano Ferro è per la 4^ volta in copertina sull'edizione italiana di "Vanity Fair". 
Ecco alcuni estratti dell'intervista pubblicata sul n°47 del 03 dicembre 2014 corredata da scatti di fotografato da Mariano Vivanco

"Conosco molti che sono diventati dipendenti dalle chat o dai locali. Hai mai passato una serata a cena con un gruppo di gay che hanno quel tipo di applicazione sul cellulare, quella che ti dà anche la localizzazione degli altri utenti? Stanno tutto il tempo a vedere chi c'è nei paraggi e non c'è verso di scambiare più di cinque parole. Quel genere di frequentazione non è il massimo, soprattutto per le persone sensibili. Alla fine ti ritrovi ancora più solo e triste. Io triste, almeno non lo sono.

"Le coppie gay sono un dato di fatto: perché scendere in piazza per protestare contro la loro esistenza? Io non m ene intendo di leggi o di politica ma, per esempio: perché accollarsi tutta quella fatica per rendere nulle le registrazioni delle coppie gay fatte dal sindaco di Roma marino, quando in Italia C'è tanto altro da fare? Non siete d'accordo, e va bene, ma davero vale la pena di spendere tutto quel tempo e quelle energie?

QUI, QUI e QUI le precedenti copertine.
 

17 giugno 2014

MICHAEL JACKSON, a cinque anni dalla sua scomparsa, in copertina su "VANITY FAIR" Italia

A cinque anni esatti dalla sua scomparsa, VANITY FAIR Italia dedica a Michael Jackson la copertina del 25 giugno 2014 (n°24 in edicola da mercoledì 18 giugno) con un bellissimo scatto di Annie Leibovitz
I segreti degli ultimi giorni raccontati da chi c'era...

02 marzo 2014

ARISA in copertina su: TV SORRISI E CANZONI, OGGI, VISTO, VANITY FAIR

Con la partecipazione e la vittoria al 64° Festival di Sanremo, Arisa conquista la prima pagina di numerose riviste italiane. Doppia copertina per “TV Sorrisi e Canzoni” n°9 2014. L’edizione standard, che la vede affiancata ai secondi classificati Raphael Gualazzi & The Bloody Bootroots ed il terzo classificato Renzo Rubino , ed un’altra cover alternativa, limitatissima e praticamente introvabile, dove viene immortalata da sola con l’ambito premio.

"OGGI" n°10 del 05 Marzo 2014

"VISTO" n°9 del 27 febbraio 2014

"VANITY FAIR" n°7 del 19 Febbraio 2014

"OGGI" n°7 del 12 Febbraio 2014

02 maggio 2013

RICCARDO SCAMARCIO in copertina su "VANITY FAIR"

Riccardo Scamarcio è in copertina sul n.18 (08 maggio 2013) dell'edizione italiana di Vanity Fair fotografato da Wayne Maser
Io continuo a dire che una bottarella....

05 dicembre 2012

L'OMOFOBIA DI FLAVIA VENTO

"Innanzitutto volevo dire che io ho moltissime amiche come Flavia Vento, che adoro e a cui voglio bene però non credo che il mondo abbia bisogno di una come lei!"

Durante la puntata di "Cristina Parodi Live" del 20 novembre 2012, programma condotto da Cristina Parodi e andato in onda su La7,  si è parlato di matrimoni gay; ospiti in studio Alba Parietti, Licia Nunez, Diego Passoni e Flavia Vento che ha dato il "meglio" di se mascherando la sua omofobia con stereotipi ormai obsoleti e discorsi a dir poco imbarazzanti. 
Ecco qualche chicca:

"Innanzitutto volevo dire che io ho moltissimi amici gay che adoro che gli voglio bene e hanno una marcia in più nel senso che sono veramente spiritosi non so perché hanno questa marcia in più, pero' sono abbastanza contraria al matrimonio non credo che una famiglia sia fatta da due uomini. Credo che la famiglia sia fatta da un uomo e una donna."
 

"Una famiglia è composta in natura da un uomo e da una donna. Adamo ed Eva se vogliamo parlare della Bibbia…"

"Quindi secondo te è giusto che due gay adottano un bambino, il bambino non cresce con dei problemi?"

"Io sono cresciuta e ho fatto scuole si suore. Non voglio parlare di chiesa o non chiesa pero' io rimando dell'idea che se due gay si amano vivono insieme sono felici pero' di sposarsi in chiesa col vestito bianco insomma fa un po' ridere come cosa..."


"Io trovo assurdo e veramente perché siamo comunque credo in molte cose, trovo assurdo che due gay possono adottare un bambino, lo trovo veramente una cosa innaturale e contro natura. Questo è il mio pensiero. Siamo in democrazia e ognuno pensa quello che vuole."

"Si parla di natura. Perché è il corso della natura, se uno vuole seguire la natura è che due persone procreano, uomo e donna, e fanno i figli. E il figlio chi lo cresce? La madre, no? La natura è questa. Vogliamo pure andare contro la natura? La natura è che quando un uomo va a letto con la donna procrea."

Il video si commenta da solo. 
Plauso a tutti gli altri ospiti e alla conduttrice.


08 novembre 2012

ED TESTA, COMPAGNO DI NICHI VENDOLA: CHIAMATEMI FIRST GENTLEMAN

Nel processo per abuso di ufficio ha scelto, per la prima volta, di stargli pubblicamente accanto. E all’indomani dell’assoluzione Ed Testa, compagno italo-canadese del governatore della Puglia Nichi Vendola , si racconta a Vanity Fair (n°45 del 14 novembre 2012), che pubblica la lunga intervista nel numero in edicola da ieri questa settimana.

 Come si è sentito, al processo, nel ruolo di «first lady»? «Preferisco l’espressione 'first gentleman'. In passato ho sempre preteso il rispetto più assoluto della mia riservatezza e della mia privacy. Ora non ho più intenzione di nascondermi. Ogni volta che potrò, e ogni volta che vorrò, sarò accanto a Nichi».

Come vi siete conosciuti?
«E' stato un incontro del tutto casuale, in un bar della capitale in una caldissima serata di inizio settembre. Abbiamo cominciato a chiacchierare,
Nichi  si è subito offerto di accompagnarmi a scoprire alcuni angoli incantati della vecchia Roma. Davvero una bella passeggiata, non è mai più finita».

Oggi dove vivete?
«Nel borgo antico di Terlizzi... Tutti sanno di noi, ma mai un episodio spiacevole: siamo sempre accolti con grande cordialità. Il Sud Italia è molto, molto più aperto di quanto non si immagini. Io e
Nichi ci sentiamo piuttosto discriminati da uno Stato che non riconosce i nostri diritti, che quasi non ci vede, e che sembra troppo condizionato da una classe dirigente ipocrita e arretrata».

Stiamo parlando di matrimoni gay?
«Parliamo di stessi diritti per tutti».

Anche di avere dei figli?

«Noi ne vorremmo più di uno».

Non ci dica che in casa Vendola parla come ai comizi.
«Per me è sempre lo stesso
Nichi. Spesso intona delle canzoncine che inventa lì per lì, facendomi credere che si tratti di vecchie canzoni d’amore. E io ci casco».

02 maggio 2012

MADONNA in copertina su "VANITY FAIR"

Madonna è per la nona volta in copertina su "Vanity Fai Italia" (n° 18 del 09 maggio 2012). Settima volta se si considerano solo le copertine della "nuova" edizone settimanale e seconda volta per l'anno 2012.

L'immagine scelta è tratta dal set della campagna della nuova fragranza "Truth or Dare by Madonna".
Potete leggere un'anticipazione dell'intervista esclusiva di Paola Giacobbi sul sito web di Vanity Fair  cliccando QUI.
  Grazie agli insostituibili amici di MadonnaTribe per il collage.

21 marzo 2012

RAOUL BOVA in copertina su "VANITY FAIR": "LE COPPIE GAY NON SONO DI SERIE B"

Raoul Bova è in copertina sul n°12 di "Vanity Fair"del 28 marzo 2012.

"Sono cattolico, battezzato e spostato in chiesa". Ma quando, a 16 anni, ha visto un ragazzo innamorarsi di un altro ragazzo, ha capito che certe differenze non contano. L'attore lo racconta a Vanity Fair, sulla copertina del numero che lancia al governo un appello per i diritti dei gay.


Alfano: "Se vince la sinistra avremo i matrimoni gay". Bindi: "Non userei la parola matrimonio". Europarlamento e Cassazione: "Le coppie omosessuali devono avere pari diritti". Domanda: ma l'Italia è davvero quella della politica bipartisan che continua a negare, come nel resto della Ue avviene solo in Grecia, questi diritti? È solo quella dei violenti che hanno picchiato sette ragazzi in discoteca?

A chiederselo è Vanity Fair che pubblica una lettera rivolta al ministro Elsa Fornero (che ha delega alle pari opportunità) in cui chiede formalmente di portare all'attenzione del governo il problema della disparità tra le coppie conviventi, a seconda dell'orientamento sessuale.
Testimonial d'eccezione della petizione è Raoul Bova, a cui Vanity Fair dedica la copertina e un'intervista all'interno del servizio. Quarant'anni, sposato dal 2000 con Chiara Giordano, due figli, l'attore è stato scelto dalla prestigiosa rivista per dire che il matrimonio, o comunque l'insieme di garanzie che ne deriva, è un diritto di chiunque scelga di legarsi a un'altra persona, di qualunque sesso sia. E che questa non è una battaglia dei gay: è una battaglia di tutti.

Quando ha scoperto che esisteva l'omosessualità?
"Intorno ai sedici anni, quando mi accorsi che il mio migliore amico era innamorato di un ragazzo, mentre a me interessavano le ragazze. Non cambiò nulla nella mia amicizia per lui e nel bene che gli volevo: troppe le cose che avevamo in comune perché quell'unica differenza avesse importanza".

Come fa un classico ragazzo italiano a liberarsi dei pregiudizi sull'omosessualità?
"Nel mio caso, mi hanno aiutato molto i viaggi all'estero e la conoscenza di persone che venivano da culture meno conservatrici e machiste della nostra. Ma sono serviti anche le letture e il cinema. E non mi riferisco solo a film che raccontano storie gay, come quelli di Almodóvar. Mi riferisco a qualunque film ti faccia riflettere sulla necessità di permettere a tutti di integrarsi e avere gli stessi diritti. Qualunque film sugli ebrei, gli afroamericani, i diversamente abili. Non è questione di gusti sessuali diversi dai miei, è questione di fratellanza universale e cristiana. Gesù considerava suoi figli anche gli assassini, come si fa a non rispettare un fratello essere umano semplicemente perché è omosessuale?".

Quando un personaggio famoso fa coming out, che cosa pensa?
"Penso che, se ancora c'è chi sente il bisogno di gridarlo al mondo, vuol dire che l'uguaglianza è lontana. Io non mi presento dicendo: "Piacere, sono Raoul Bova, eterosessuale".

A proposito, lei lo interpreterebbe un gay al cinema?
"Certo. Non è mai capitata la sceneggiatura giusta, ma se arrivasse, perché no?". E se uno dei suoi figli, tra qualche anno, venisse a dirle: "Papà, sono gay"? "Penserei che se ha deciso di parlarne con me, di concedermi la sua fiducia su un aspetto così intimo della sua vita, è segno che, come padre, ho fatto un buon lavoro".

L'intervista completa su Vanity Fair in edicola dal 21 marzo.

20 marzo 2012

CARA FORNERO, #nocoppiediserieB

Vanity Fair lancia un appello al Ministro del Lavoro a favore dei diritti delle coppie omosessuali. Tra i firmatari Raoul Bova, Roberto Saviano, Geppi Cucciari, La Pina, Don Ciotti, Paola Concia, Milena Gabanelli, e Mina...
Firma anche tu, scrivendo una mail con il tuo nome e cognome, età, luogo e data di nascita e occupazione all'indirizzo redazioneonline@vanityfair.it


"Spett. ministro Fornero,

ci rivolgiamo a Lei in quanto titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità. L'Italia, assieme alla Grecia, è l'unico Paese dell'Unione Europea a non offrire alle coppie omosessuali alcuna opzione: né matrimonio né patto civile. Si crea così una palese disparità tra le coppie conviventi a seconda dell'orientamento sessuale. Questa disparità porta a gravi ed evidenti discriminazioni che vanno a toccare diritti fondamentali di ogni cittadino: dalla possibilità di assistere il compagno/la compagna ricoverato/a in ospedale alla presenza nell'asse ereditario. Con l'attuale assetto legislativo, le coppie eterosessuali possono decidere di sposarsi e dunque accedere ai diritti di cui sopra; se scelgono diversamente sanno che non ne godranno. Questa possibilità di scelta è invece preclusa a tutte le coppie omosessuali: a loro l'accesso a quei diritti è sempre e comunque negato.

Vanity Fair e i firmatari di questo appello la invitano quindi a farsi carico del problema, e a portarlo all'attenzione del governo di cui fa parte."

QUI l'articolo con le firme, tra cui anche quella del sottoscritto.

14 marzo 2012

ARISA in copertina su "VANITY FAIR"

Arisa è in copertina su VANITY FAIR n°11 del 21 marzo 2011 fotografata da Alan Gelati.

"Gli uomini mi guardano e non so cosa vogliono. Anzi, lo so. Vogliono scoparmi. Ma io non voglio, io per fare l'amore ho bisogno di tempo. Una botta e via mi è successo, ma sono cose tristi, non solo dopo. Anche durante".

03 gennaio 2012

MADONNA in copertina su "VANITY FAIR" Italia

Apertura in grande stile per il primo numero dell'anno dell'edizione italiana di "VANITY FAIR".
Madonna infatti è, per l'ottava volta, in copertina proprio sul n°1 dell'11 Gennaio 2012 immortalata in un celebre scatto dal sapore "vintage"(...correva l'anno 1987) del grande Herb Ritts.

30 dicembre 2011

"A TROIA" IL NUOVO SINGOLO DI STEFANIA ORLANDO

Si salvi chi può: Stefania Orlando pare averci preso gusto a cantare. Dopo l'estiva "Crazy Dance", trash-fenomeno della rete, e la "celebre" "Sotto La Luna", la conduttrice di "Uno Mattino in Famiglia" (Rai Uno) ha inciso un nuovo brano, intitolato nientemeno che "A Troia".
Ma non siate maliziosi: quello del titolo, infatti, non è un riferimento a una allegra signorina, bensì una metafora. Nella canzone, in vendita su iTunes dallo scorso 26 novembre (e che sarà il motivo portante del suo nuovo show con la band Gli Orlando Furiosi), Stefania immagina di entrare in sella al suo cavallo nella città di Troia, luogo di perdizione all'insegna del vizio. "Ho cercato di descrivere un sistema attuale corrotto, la difficoltà per tutti di trovare un lavoro e la mancanza di meritocrazia, in un'eclissi totale di valori", ha spiegato lei. Con buona pace di Omero, Ettore, Agamennone e Achille.

Fonte: Vanity Fair


14 dicembre 2011

"GRAZIE A TIZIANO FERRO HO DETTO A PAPA' CHE SONO GAY"

Dal sito di "Vanity Fair" la testimonianza di Antonio da Ischia, un giovane che dopo aver letto l'autobiografia di Tiziano Ferro ha avuto la forza di parlare della sua omosessualità ai genitori.

Anche io, come Tiziano, ho appena festeggiato il primo anniversario dal mio "coming out" (solo, però, uff!). E non è una coincidenza, perché se sono riuscito a dire ai miei che sono gay è grazie a lui. Quel giorno di metà novembre lo ricordo bene: ero in stanza e avevo appena finito di leggere la sua autobiografia.
Ho segnato con una linguetta la pagina dove lui dice al padre di essere omosessuale, poi ho chiamato mia madre e le ho lasciato il libro. Dopo un'ora è tornata e mi ha abbracciato. "Non dire nulla a papà", le ho detto, "devo trovare io la forza". Una sera gli ho chiesto: "Papà, come la prenderesti se avessi un figlio gay?". Attimi di mutismo interminabili, poi: "E come la dovrei prendere?", e abbiamo cercato di buttarla sul ridere.
Certo, non hanno ancora completamente metabolizzato la cosa, ma capisco i loro tempi, ci sono passato anche io: solo nel 2005, a 23 anni, ho preso piena coscienza di me - prima ero stato fidanzato anche a lungo con ragazze - quando mi sono innamorato di un uomo e con lui ho avuto la mia prima (e finora unica) storia. Non l’ho presa benissimo: come Tiziano, mi sono chiuso in me stesso, buttandomi nel cibo. E se lui è arrivato a pesare 111 chili, i miei erano 146! Con l'aiuto di una psicologa ce l’ho fatta ad accettarmi, e oggi i finti etero che vedo mi fanno pena.
A Tiziano dico grazie - perché esporsi, da parte di un gay famoso, può dare coraggio a tanti ragazzi che non ce la fanno - e bravo - perché, nonostante fosse l'idolo di tante ragazzine, ha corso il rischio di perdere pubblico pur di dire quello che era. Magari avrà perso qualche bimbaminkia, ma si sarà guadagnato un pubblico più intelligente, che ascolta le sue canzoni senza domandarsi "l'avrà dedicata a una donna o a un uomo?". Perché l'amore è universale.

30 novembre 2011

TIZIANO FERRO in copertina su "VANITY FAIR": MI SONO INNAMORATO DI LUI

Tiziano Ferro è per la terza volta in copertina su "Vanity Fair" Italia n°48 del 07 Dicembre 2011 Tiziano sta vivendo un momento davvero positivo sia della sua vita lavorativa che di quella privata e forte della pubblicazione del suo nuovo album "L'Amore è Una Cosa Semplice", uscito lunedì 28 Novembre, che è balzato subito ai vertici della classifica i-Tunes degli album, raggiungendone la vetta in soli 35 minuti dalla pubblicazione. A soli due giorni dall'uscita del disco, anticipato dal singolo "La Differenza Rra Me e Te" che ad oggi ha superato i 30mila download e risulta tra i brani più trasmessi in radio, Tiziano ha deciso di raccontarsi in una unga intervista a Vanity Fair. Il cantautore di Latina che aveva scelto le pagine della stessa rivista per fare coming-out, torna oggi per annunciare di aver trovato l'amore. Dalle parole con cui aveva dichiarato apertamente la propria omosessualità è passato un anno, un anno fatto di nuove esperienze e di incontri che però non erano serviti a donare la felicità a Tiziano che in uno stralcio dell'intervista, disponibile su Vanity Fair, confessa: "Ho cominciato a vedere un mucchio di persone, a frequentare posti. Il muro che avevo alzato tra me e gli altri era crollato, in giro c'era un sacco di buona disponibilità, ma io non ci stavo di testa: non ero cambiato molto, e gran parte delle mie insicurezze e insoddisfazioni erano ancora lìpsicoanalista, e via dicendo. Insomma, l'inizio è stato piuttosto inconcludente, e anche un po' deprimente... E proprio nel momento in cui ho deciso che stavo già bene così, è arrivata una persona speciale". La persona speciale a cui Tiziano Ferro si riferisce è il suo compagno al quale è legato dallo scorso Natale e del quale parla a Vanity Fair con discrezione e molta gioia, descrivendo il rapporto come "una relazione stabile" attraverso la quale è riuscito a superare i limiti derivati da lunghi anni vissuti in una solitudine che gli consentiva un'indipendenza assoluta che ora cede il passo ad compromessi e alle piccole rinunce tipiche della vita in due: "Faccio un po' fatica a parlarne perché non mi conosco da questo punto di vista. Non ho mai parlato d'amore. Tanto meno in italiano. Ma me la sto cavando piuttosto bene. Quando ti scopri persona che ama in età adulta, ti manca tutta l'esperienza che gli altri si creano nel tempo: la casistica del bigliettino, della ricorrenza, della condivisione. Ci vuole tanta pazienza, anche da parte dell'altro. Tra i miei timori c'era quello di dover sacrificare tante vittime prima di sentirmi disposto a consegnarmi". Sull'identità del suo amore Tiziano Ferro però vuole mantenere il più stretto riserbo per non permettere che la sua notorietà e l'esposizione mediatica alla quale è sottoposto valichi anche il confine della vita privata. Così il cantante sceglie di non rivelare il nome del suo compagno con il quale racconta di vivere una storia serena libera dall'ansia di essere scoperti: "L'unico lato che subisco del mio lavoro è l'esposizione pubblica. Non dico che mi dia fastidio, ma nemmeno mi piace. Fa parte del pacchetto e io non sono il tipo che ama lamentarsi, però non potrei chiedere a un'altra persona di sottoporsi allo stesso scrutinio. Oltretutto a uno che non ha nessuna intenzione di vivere sotto i riflettori". Sul segreto che fa funzionare la storia, infine, spiega che il compagno ha una storia simile alla sua: "Se hai pagato le conseguenze delle disfunzioni del tuo cuore, rispettare i limiti degli altri è più facile".

QUI la prima copertina del 2006. QUI, invece, quella del celebre coming-out.

14 novembre 2011

LAURA PAUSINI in copertina su "VANITY FAIR"

Laura Pausini è in copertina su "Vanity Fair" n°45 del 16 Novembre 2011.

"Ho fatto una vita normale. Sono andata a stare dai miei a Castel Bolognese, facevo colazione con mia madre, andavo in bici, vedevo i miei compagni di classe. Poi ho voluto imparare a fare le cose pratiche che di solito gli altri fanno per me: lavare i piatti, fare la lavatrice, la spesa e sapere quanto costa un litro di latte. Ero in grado di fare un piano marketing per un disco, ma non avevo idea di come pagare una bolletta: mi sentivo immatura".
Ora il "ritiro" nella sua Romagna è finito e, dopo una pausa di due anni, Laura Pausini torna con il suo undicesimo, attesissimo album, "Inedito", preceduto da un singolo, "Benvenuto", che ha fatto impazzire la Rete. Vanity Fair l'ha seguita, tra un aereo, un hotel, uno studio televisivo e una folla di fan, nel tour promozionale in America Latina dove Laura racconta i due anni in cui si è "fermata".




27 ottobre 2011

MONICA VITTI in copertina su "VANITY FAIR"

Monica Vitti, la più grande attrice italiana, il 3 novembre, compie 80 anni, nel silenzio di una lunga malattia. Vanity Fair la celebra dedicandole la copertina del n.43 del 02 Novembre 2011 accompagnata da una serie di ritratti di gente che l'ha conosciuta bene.
Quanto ci manca!!!