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22 giugno 2016

LAURA PAUSINI come WONDER WOMAN per "VANITY FAIR Italia"

Wonder Woman studiava nella cucina di un ristorante: «Mentre mio padre preparava le serate di piano bar e io correggevo i compiti di matematica con il cuoco o con il cameriere». Wonder Woman non era mai stata a Milano: «Ero la versione femminile di Renato Pozzetto nel cugino di campagna, la vidi e mi sembrò gigantesca. Le ragazze indossavano abiti che io avrei messo solo per andare a un matrimonio». Wonder Woman, figlia di Gianna e Fabrizio, si chiamava Laura Pausini, abitava in un paese di quattromila abitanti e cantava Romagna mia: «A Riolo Terme, nei pomeriggi in cui i miei compagni si mettevano in fila per prendermi per il culo».

70 milioni di copie vendute, i tour mondiali tra Toronto e Medellín, la Tv, gli stadi pieni, i talent, il disco Simili, uscito in 60 Paesi e in classifica da novembre, quattro Grammy Award, decine di riconoscimenti e poi il premio più importante. Quello che la emossiona. Paola ha tre anni e mezzo: «Ed è arrivata nella mia vita, scioccandomi, quando dopo averla tanto cercata, mi stavo abituando all’idea che il mio vero sogno non si sarebbe mai realizzato». Pausini non le ha ancora mostrato la foto della mamma in costume da Wonder Woman. «Che è un modo di prendermi in giro e di rispondere a tutti quelli che mi chiamano Wonder e mi chiedono sorpresi: “Ma quanta roba fai?”. Io sono stupita del loro stupore, e mi pare sempre di essere un passo indietro a quel che potrei davvero fare». Marco se ne è andato più di vent’anni fa e Laura ha cercato altre stazioni. Non si è mai sentita un supereroe: «Veramente io sognavo di restare dov’ero nata, a Solarolo, vicino a Faenza». 


Laura Pausini su Vanity Fair Italia n°25 del 20 giugno 2016

12 agosto 2011

WONDER WOMAN DAL 17 AGOSTO SU FOX RETRO

La prima stagione in prima visione per l'Italia del telefilm culto degli anni '70 Wonder Woman:
è il regalo che FoxRetro (canale 132 di Sky) fa, per festeggiare i suoi primi due anni di vita, a tutti gli appassionati delle serie vintage.
Dal 17 agosto ogni mercoledì alle 21 andrà in onda la prima stagione di Wonder Woman, trasmessa negli USA nel 1975, in versione originale, sottotitolata in italiano.

Basata sulle avventure del personaggio dei fumetti DC Comics e creata da William Moulton Marston, la serie vede protagonista la splendida Lynda Carter (Miss Universo nel 1973) nel ruolo di Diana, principessa del regno delle Amazzoni proveniente dalla remota isola Paradiso.
Giunta in America per combattere la tirannia e difendere la democrazia, la giovane Diana lascia l'isola con uno speciale equipaggiamento e numerosi superpoteri, tra cui un lazo d'oro in grado di indurre chi lo tocca a dirle la verità; una tiara d'oro con una stella al centro che simboleggia il suo essere principessa e che utilizza come arma a distanza, due polsiere in grado di respingere i proiettili ed un cinturone che le conferisce una forza sovraumana. Durante il primo episodio dal titolo Wonder Woman e la baronessa Von Gunther, vedremo apparire la principessa Diana con il suo famoso costume da combattimento, un corpetto rosso con un'aquila al centro e delle culotte azzurre a stelle bianche, intenta a salvare il Maggiore Steve Trevor (Lyle Waggoner) dall'accusa di alto tradimento ai danni degli Stati Uniti d'America.






02 dicembre 2009

L'OSPIZIO DEI SUPEREROI

Ecco le immagini di come sarebbero i nostri supereroi preferiti in un ospizio per anziani. Le riproduzioni sono state realizzate dall'artista contemporaneo Gilles Barbier il quale ha voluto rappresentare un ipotetico ospizio per anziani supereroi. Da sinistra verso destra potete vedere Wonder Woman (Diana Prince) prestare cure mediche ad un agonizzante Captain America (Steve Rogers). Al centro, seduto al tavolino Mr. Fantastic (Reed Richards) mostra segni senili aterosclerotici. L'Incredible Hulk (Bruce Banner) con paresi, dialoga con Superman (Clark Kent) con stampelle, probabilmente di politica o di sport. Mentre l'esausta Catwoman (Seline Kyle) si sarà assopita dopo la visione di una qualsiasi trasmissione di Mario De Filippi.