14 agosto 2010

L'ESTATE CHE VERRA'

Questa per me non è una vera estate. Questa per me non sarà un'estate. Ho sperato non arrivasse mai e per quel poco che rimane mi auguro passi in fretta. Non la sento mia e non riesco a viverla come avrei voluto e sperato che fosse. Sento di essere stato privato di qualcosa ma se ci penso non riesco ancora a capire esattamente “cosa”. Mi guardo intorno e mi sembra tutto così ridicolo e surreale. Un nonsense infinito e profondo di superficialità e pressappochismo. Illusione e insoddisfazione. Falsi ideali. Tempo perso.
Indelebili immagini fissate nella mia mente. Lenzuola e coperte stese al sole. Tende lavate all’aria aperta. Polvere di borotalco dispersa col vento. Prendevo il pullman per andare al lavoro. Mi coprivo la notte quando dormivo. Mi asciugavo i capelli con un phon anni '80. Prendevo una coca ghiacciata dal frigo in cantina. Bevevo un Martini in giardino e mi divertivo ad inserire l'allarme perimetrale. Mi chiedevo come il profumo di buono potesse durare così a lungo nel tempo. Un gallo mi svegliava al mattino e il giornale era pronto sul cancello. Voci vicine. Sguardi lontani. Una tavola apparecchiata. Briciole di pane. Un dolce al limone. Polvere di stelle. Lenzuola scure. Pile di riviste al mio fianco. Libri tutt'intorno. Ero lì in un regno tutto speciale. Unico nel suo genere. Interdetto a molti. Solo per pochi. Pieno di segreti e, a volte, bugie. Fabbrica di idee, sogni, aspettative, pensieri, tormenti, desideri. Punto di partenza e punto di arrivo.
Era estate e un'altra ancora. Mi chiedo quando finiremo di farci del male e di essere così stupidi.
Aspettando nel frattempo una nuova estate che verrà...


Giorgio SuperPop