16 agosto 2014

12 agosto 2014

THE FINAL CUT - #RIPRobinWilliams

A me Robin Williams piace ricordarlo così: con le bretelline rainbow in "Mork & Mindy", con le parrucche in "Mrs. Doubtfire", con il suo accento spagnolo in "A Wong Foo, Grazie di Tutto! Julie Newmar" e con le camicie Gianni Versace in "Piume Di Struzzo" (dove imita Madonna in Vogue - QUI).
"
Al Di Là Dei Sogni" la sua vita non è stata altro che "Il Film Più Pazzo Del Mondo".

"Al maestro degli affari John Jacob Jingleheimer Schmidt, grazie di tutto!
SuperPop".
 

28 luglio 2014

KYLIE MINOGUE in copertina su "GQ Italia"

Kylie Minogue è in copertina sul numero di Agosto 2014 di "GQ Italia" fotografata in esclusiva da Steve Shaw.

17 luglio 2014

"GLOBAL GAY" DI FRÉDÉRIC MARTEL: UN RACCONTO COLORATISSIMO, DRAMMATICO, PIENO DI VITA

Dalle serate di tango gay a Buenos Aires alle feste di samba a Rio, dai love hotels di Tokyo alle squadre gay di dragon boating a Singapore, il sociologo Frédéric Martel ha compiuto un lungo viaggio in giro per il mondo alla ricerca di un "Global Gay Way of Life": un sentire comune - culturale e di vivere civile - che caratterizza le minoranze sessuali.

Il suo bel saggio "
Global Gay" (Feltrinelli, pp. 328, euro 18) mette a confronto la straordinaria rivoluzione sessuale che si sta compiendo in America latina con le intolleranze odiose perpetrate dalla maggior parte dei paesi musulmani; ripercorre la storia delle prime rivendicazioni dei movimenti LGBT in Nord America e traccia un quadro affascinante del presente, dove a Cuba come nei paesi arabi la comunità gay rivendica i propri diritti in un processo culturale lento, ma per fortuna - si spera - inarrestabile.

Nel suo libro parla di "global gay way of life", cosa significa? 

Affrontando questo racconto mi sono chiesto: esiste un modo di vivere gay uguale per tutti a prescindere dal posto in cui si vive? Oppure le sottoculture gay nei vari paesi sono profondamente diverse? La mia risposta è stata sì, finché le minoranze gay saranno discriminate, finché saranno in lotta con la loro cultura locale, finché non saranno integrate e i gay accettati ovunque come cittadini "normali", allora una "cultura" e un modo di vivere gay saranno in comune a tutti i gay del mondo. Senza per questo dimenticare le dovute differenze dell'essere omosessuale in un paese piuttosto che in un altro.

Nel suo libro sottolinea quanto siano state importanti le rivendicazioni del movimento Lgbt negli Stati Uniti per l'emancipazione dei gay nel mondo occidentale... 

I Moti di Stonewall sono stati l'inizio di tutto: stanchi di essere perseguitati, i gay che frequentavano lo Stonewall Inn al Greenwich Village una sera, quando la polizia ha fatto irruzione nel locale, hanno deciso di reagire. Era l'estate del 1969 e da quel momento il 28 giugno è diventata una data simbolica per l'orgoglio gay. Gli USA sono stati il simbolo della rivoluzione Lgbt nel mondo e non - come pensano certi gay di sinistra - paesi come l'URSS, la Cina o Cuba. Oggi la situazione è più complessa: l'America resta un simbolo, anche grazie ad Obama che ha ricordato Stonewall nei suoi discorsi, ma i matrimoni gay sono accettati in una piccola parte del paese, mentre da questo punto di vista l'Europa e il Sud America sono all'avanguardia. Spagna e Portogallo hanno avuto un ruolo importante nel riconoscimento dei diritti civili dei gay, mentre l'Italia è purtroppo molto indietro.

Un ulteriore passo in avanti viene dai paesi del centro e sud America, come è vissuta la la cultura gay? 

L'America latina ha compiuto straordinari passi in avanti: siamo passati, come è successo prima in Europa, dalla criminalizzazione dell'omosessualità alla criminalizzazione dell'omofobia! Il fatto che città come Buenos Aires o Brasilia abbiano un atteggiamento più liberale di tante città degli States o di Parigi la dice lunga sulla globalizzazione. I paesi emergenti stanno venendo alla ribalta con le loro economie, ma anche con la loro cultura, con internet e con dei valori specifici, tutti argomenti trattati nei miei libri. Il primato sui diritti civili delle minoranze apparteneva ad Europa e Stati Uniti, ma il XXI secolo segna il sorpasso dell'America latina.

Nel suo libro, oltre a raccontare le mille sfaccettature della cultura gay globale, sottolinea quanto sia difficile e pericoloso essere omosessuale in alcune parti del mondo? 

I paesi musulmani rappresentano una realtà difficile: ci sono ancora otto paesi che applicano la pena di morte, come l'Iran e l'Arabia Saudita. Io chiamo questo fenomeno "hot omofobia", perché la legge dello stato deriva da credenze religiose. Al secondo posto c'è l'Africa, in particolare Uganda, Malawi, Camerun e Nigeria, dove l'omofobia è connessa all'islamismo o all'evangelismo. Poi c'è quell'atteggiamento che nel libro descrivo come "cold omofobia" che appartiene soprattutto alla Russia, alla Bielorussia e ad una parte dell'Europa dell'Est. Infine c'è la maggior parte dell'Asia che non si esprime chiaramente, di fatto paesi come la Cina o il Vietnam non condannano le minoranze gay, ma di certo non proteggono i loro diritti. Poi ci sono democrazie più sviluppate, vedi il Giappone, e altre più arretrate come l'India.

Qual è la situazione in Europa? Siamo abbastanza liberali nell'affrontare la questione dei diritti civili dei gay?
 

L'Europa è spaccata in due: i paesi del Nord - come Danimarca, Belgio e Olanda - e la parte occidentale rappresentata da Spagna e Portogallo sono all'avanguardia su questi temi; la Francia sta nel mezzo e l'Italia, come ho detto, è ancora molto indietro. L'influenza del Vaticano sullo stato italiano è sempre stata molto forte, ma il divieto di riconoscere i diritti dei gay è basato sull'ipocrisia: molte persone all'interno del Vaticano sono omosessuali (fenomeno che deriva anche dal fatto che la chiesa vieta il matrimonio ai sacerdoti), quindi per reazione mostrano un eccessivo atteggiamento anti-gay. In poche parole: più sei gay nel tuo privato, tanto più ti mostri ostile verso gli omosessuali in pubblico..questo è il segreto del Vaticano.


"GLOBAL GAY"
Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano 
Prima Edizione in "Serie Bianca" giugno 2014
Traduttore: Giorgia Fracca
Uscita: 25 giugno 2014
Pagine: 328
ISBN: 978-88-07-17280-9
Prezzo €18,00


Fonte: Huffingtonpost.it
 

15 luglio 2014

"ANY DAY NOW" IN ESCLUSIVA ALLA CINETECA DI MILANO

In collaborazione con la casa di distribuzione 30 Holding, La Cineteca di Milano presenta in esclusiva italiana un lungometraggio mai uscito sugli schermi italiani e invece di assoluto valore, come dimostrano i numerossissimi riconoscimenti ottenuti a livello internazionale, fra i quali i premi del pubblico come miglior film al Tribeca Film Festival 2012, al Chicago International Film Festival 2012 e al Seattle International Film Festival 2012. 

Basato su una storia vera e ambientato a Los Angeles negli anni '70, "Any Day Now" è una coinvolgente storia ricca di umanità che affronta il tema delle adozioni gay, ancora così attuale oggi ma 40 anni fa sicuramente dirompente. I protagonisti sono tutti bravissimi ma l'attore protagonista Alan Cumming è da Oscar. 
Merito anche di una splendida regia, che evita sia il melodramma che la disquisizione politico-ideologica, concentrandosi esclusivamente su un’approfondita esplorazione dei personaggi, restituiti con grande equilibrio in tutta la loro umana complessità. Quello che ne risulta è così un racconto potente sull’amore, l’accettazione e la famiglia, di fronte al quale si ride, si piange, si prova rabbia, insomma ci si emoziona e commuove in quel modo speciale che solo il miglior cinema riesce a indurre. 

ANY DAY NOW
Cineteca di Milano - Spazio Oberdan
dal 10 Luglio al 23 Luglio 
QUI gli orari. 

Prezzi: Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’Area Metropolis 2.0 
Biglietto d’ingresso: € 7,00; € 5,50 con Cinetessera 
I tesserini delle Università sono validi come Cinetessera 2013.

 

03 luglio 2014

ARCIGAY: PRONTI A BOICOTTARE LA LOMBARDIA (#BOYCOTTLOMBARDIA)

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una mozione che suggerisce al Governo Italiano di non applicare il documento standard di Educazione Sessuale redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Inoltre, sostenendo l'incapacità di gay e lesbiche di formare una famiglia, e la non legittimità e parità delle loro unioni, contrariamente a quanto ha sentenziato due volte la Corte Costituzionale, ha istituito una Festa della Famiglia naturale, dove intende solo ed esclusivamente celebrare l'unione tra uomo e una donna come superiore ad altre unioni. Questa festa inoltre prevede azioni nelle scuole che di fatto, sulla base delle premesse della mozione, si caratterizzano come anti-gay.
Nel dibattito in aula tutti i proponenti hanno sostenuto l'intento e la necessità di discriminare legislativamente le famiglie omogenitoriali da quelle formate da un uomo e una donna.
La Lombardia è così da oggi un posto meno sicuro per le persone LGBT dove principi e pensieri discriminatori sono legittimati dalla massima istituzione territoriale.
La Giunta Regionale è stata invitata da Arcigay a rimandare la mozione in Consiglio per incostituzionalità e inapplicabilità e suggerto vivamente di non individuare nessuna data per celebrare una festa che finirebbe con il festeggiare le discriminazioni.

In Lombardia vivono e lavorano centinaia di migliaia di omosessuali che il Consiglio Regionale ha definito con questa mozione dei cittadini di serie B, incapaci e indegni di formare famiglia. Cittadini che lavorano in tutti settori produttivi, e come i cittadini eterosessuali, in quelle attività di richiamo internazionale che rendono unico il nostro territorio. Per i rappresentanti in Regione i cittadini omosessuali lombardi sono da trattare come gli ebrei che costruivano le piramidi dei faraoni.
Arcigay dichiara: "Vogliamo salvaguardare questo storico territorio di accoglienza e proteggerlo da una deriva pericolosa volta a cancellare le libertà, l'uguaglianza e i diritti, ma siamo pronti a una mobilitazione internazionale che denunci quanto deciso e boicotti il "made in Lombardia" e tutti quegli eventi, località turistiche e appuntamenti come EXPO che si reggono anche sul contributo delle nostre vite. Se dovesse essere necessaria un'azione radicale siamo pronti a prenderla, pronti a spiegarla alla maggioranza dei cittadini lombardi che vivono in famiglie "non naturali", perchè i nemici della Lombardia e delle loro vite non siamo noi, ma questa maggioranza".

A SAN FRANCISCO IL BURGER KING CELEBRA IL GAY PRIDE CON IL "PROUD WHOPPER"

In occasione del 44° Gay Pride cittadino, un negozio Burger King di San Francisco ha introdotto nel proprio menu il Prod Whopper. Il panino si presentava avvolto in una carta arcobaleno e agli avventori non veniva svelato il suo contenuto. Aprendo l'involucro si poteva trovare il tradizionale Whopper accompagnato dalla scritta «Dentro siamo tutti uguali». 
L'azienda ha anche realizzato un video che ha immortalato alcune reazioni dei clienti. «Penso che questo involucro indichi che tutti noi abbiamo gli stessi diritti» spiega un bambino. «Non mi era mai capitato di commuovermi davanti ad un hamburger» aggiunge una ragazza. 
Non sono mancate reazioni negative, tra cui un uomo pronto ad affermare che la catena non avrà più il suo supporto.

 
Fonte: Gayburg

02 luglio 2014

MICHAELA BIANCOFIORE: "I TRANS SONO UNA COSA MEZZA E NON ESISTONO IN NATURA"

"Non si può essere né carne né pesce. Uno se è maschio va con le donne, se invece ha una propensione per il proprio sesso, va con gli uomini o con le donne, con il proprio sesso. Ma non che va con una cosa mezza: una mezza creata ad arte, perché non esistono i trans in natura. Anche se c’è qualcuno che nasce “strano”. [...] E' una macchina da soldi per chi si trasforma in transessuale, perché se uno si sente uomo o donna fa l’operazione, e io su questo sono completamente d’accordo: se uno nasce in una prigione di corpo e fa l’operazione io sono la prima a dire menomale.

Le parola di Michaela Biancofiore si commentano da sole. Il tutto durante un'intervista ai i microfoni del programma di Radio 2 "Un Giorno da Pecora", in cui è stata ospite lunedì 30 giugno 2014. 

 


26 giugno 2014

BEING GAY IN RUSSIA: A BOLOGNA LA MOSTRA FOTOGRAFICA

Oggi, 26 giugno 2014 alle h 17.00, all'Istituto Storico Parri di Bologna verrà inaugurata la mostra "BEING GAY IN RUSSIA". 

L'11 giugno 2013 la Duma di Stato della Federazione Russa ha approvato la legge che vieta la promozione dei rapporti sessuali "non tradizionali" tra i minori. 
La legge prevede sanzioni per la diffusione di informazioni finalizzata alla formazione di una "visione distorta dell'equivalenza sociale delle relazioni tradizionali e non tradizionali" tra i minorenni. In base alla legge, gli individui saranno puniti con una multa se la promozione di rapporti non tradizionali venga effettuata attraverso i media o su Internet.

Per le persone giuridiche l'importo della multa può arrivare fino a centomila rubli (circa duemila euro). I cittadini stranieri condannati per la promozione di rapporti non tradizionali possono essere allontanati dal territorio russo. La legge federale che vieta la promozione dei rapporti “non tradizionali” si basa su leggi regionali simili in vigore in molte città russe, tra cui San Pietroburgo.
Egor Rogalev ha fotografato le coppie omosessuali di San Pietroburgo (la città che per prima ha approvato la “legge contro i gay") indagando sulle possibili conseguenze della legge sulla vita delle coppie omossesuali. A causa della politica omofoba del governo Putin sono drastica- mente aumentati i casi di violenza contro gli attivisti per diritti gay.

L'evento è organizzato da
Bologna Pride, Cassero LGBT Center, Gender Bender Festival. Con il patrocinio dell'Istituto Storico Parri.

La mostra sarà visibile fino al 7 luglio 2014. 


BEING GAY IN RUSSIA 
Una mostra fotografica di Egor Rogalev
26 giugno - 07 luglio 2014
Istituto Storico Parri (Ex Refettorio), via Sant'Isaia 18, Bologna
Orari:
Lunedì 15.30 – 18.30
Martedì 10 – 13
Mercoledì 10 – 13
Giovedì 15.30 – 18.30
Venerdì  10 – 13

Ingresso: GRATUITO


STONEWALL 1969-2014: A MILANO DIBATTITO SUI 45 ANNI DEL MOVIMENTO LGBT

Oggi, giovedì 26 giugno alle ore 18 presso il Teatro Filodrammatici di Milano in via Filodrammatici 1, si terrà un incontro con Giovanni Dall'Orto, giornalista e scrittore, militante gay e storico. L'iniziativa organizzata da Pride il mensile gay italiano (www.prideonline.it) si inserisce nell'ambito della Milano pride Week 2014 che culminerà nel corteo di sabato 28 giugno.

Sono trascorsi 45 anni da quel fatidico 28 giugno 1969 data di inizio degli Stonewall Riots avvenuti nel quartiere bohémien di Greenwich Village a New York, episodio che segna simbolicamente l'inizio della lotta politica organizzata per la rivendicazione dei diritti delle persone omosessuali e transessuali. Se Stonewall è diventato l'unico momento della storia gay famoso a livello internazionale, è perché dal 1970 si sono celebrati annualmente un numero crescente di cortei commemorativi noti come "Gay Pride". Queste manifestazioni hanno fortemente contribuito a dare visibilità e a far emergere le questioni LGBT, a modificare la cultura e, infine, in alcuni paesi a provocare cambiamenti legislativi che hanno ribaltato più di 2000 anni di storia in meno di 40: basta pensare all'ottenimento dei matrimoni egualitari. Partendo da un'analisi dei fatti storici riguardanti i moti di Stonewall si arriverà a trattare temi di estrema attualità.

Il Teatro Filodrammatici è promotore insieme al Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano della rassegna di teatro omosessuale Illecite//Visioni che a novembre 2014 giungerà alla 3a edizione. L'incontro è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

24 giugno 2014

"GERONTOPHILIA" e "PIERROT LUNAIRE" di BRUCE LABRUCE vincono il 28° FESTIVAL MIX di MILANO

Si è concluso ieri al Teatro Strehler di Milano il 28° Festival MIX di Milano dedicato al Cinema Gaylesbico e Queer Culture.
Questi i vincitori e le menzioni speciali:

LUNGOMETRAGGI
Vincitori:
i due film del canadese Bruce LaBruce, "Gerontophilia" e "Pierrot Lunaire".
Menzione speciale della giuria:
"Pazza Idea (Xenia)" del greco Panos H. Koutras

DOCUMENTARI
Vincitore:
"My Prairie Home" di Chelsea McMullan
Menzione speciale della giuria:
"Violette Leduc: In Pursuit Of Love" di Esther Hoffenberg


Il premio "Queen Of Comedy" di quest'anno (il premio conferito alla protagonista indiscussa dell'international kingdom of comedy) è stato invece assegnato alla grande attrice e teatrante Anna Mazzamauro, che si avvicenda dopo l’almodovariana Carmen Maura, le milanesi Angela Finocchiaro, Lella Costa e Franca Valeri, la felliniana Sandra Milo e le ragazze della tv Cinzia Leone e Geppi Cucciari. 

«E' giusto che al di là dell’etichetta ci sia un mondo di creature che abbiamo il diritto di amare quello che vogliono. Io sono con loro, voglio essere la regina della libertà della loro vita. La libertà di essere come ti pare. Non sono io che sono brutta, sono gli altri che sono troppo belli". 
Anna Mazzamauro

23 giugno 2014

SMANIA UAGLIUNS - PIACCIO A LUCA



Il rap è omofobo e machista? 
Il nuovo singolo degli Smania Uagliuns, "Piaccio A Luca", dimostra il contrario. Sia il testo sia il videoclip di questo ultimo estratto da "TrogloDigital" (ReddArmy), secondo album della band lucana, raccontano una storia di libertà sessuale contro il pregiudizio e la discriminazione di genere, in particolare facendo riferimento agli amori gay. Gli Smania Uagliuns sono Enzo “The Agronomist” Lofrano (1984), Gennaro “Pastor Flava” Suanno (1984) e Gianni “The Ol’Dirty Trumpet” Lofrano (1990). 
Sin dai loro esordi, nei primi anni duemila, sperimentano vie sonore non in linea con gli stereotipi dell’hip hop, men che meno italiano. TrogloDigital è uscito a giugno 2013 e in questi dodici mesi il trio ha pubblicato altri tre videoclip, un remix che anticipa la prossima uscita di una raccolta in cui producer di elettronica rimaneggiano i brani dell’album e ha suonato in vari club e festival in giro per l’Italia fino ad arrivare a Casa Sanremo. 
Il concept di "TrogloDigital" immagina una nuova vita ambientata sull’Isola-pianeta Totem, in cui, come dicono gli Smania Uagliuns, tra le varie abitudini non in linea con la civiltà terrestre, vige “l'amore libero: ci si ama tra umani, animali e piante, senza distinzione di sesso e specie”. Il videoclip di "Piaccio A Luca" mette in scena proprio questo tratto del mondo parallelo cantato nell’album, trasponendolo nella nostra vita di tutti i giorni e rafforzando il messaggio del brano. Il regista è Peppe Cammarata che, con la sua casa di produzione, Videoinflussi, ha già prodotto decine di videoclip tra cui Ma che discorsi di Daniele Silvestri - vincitore del PIV. Da anni, inoltre, Cammarata collabora con Fabio Luongo per la realizzazione di videoclip per alcuni tra i più popolari musicisti Italiani. 
Un live showcase del gruppo avrà luogo Festival MIX sul sagrato del Teatro Strehler il giorno di chiusura del festival, ovvero oggi lunedì 23 giugno.

20 giugno 2014

"GERONTOPHILIA" questa sera al FESTIVAL MIX di MILANO

Dopo la discussa anteprima mondiale alle Giornate degli Autori del'ultima Mostra del Cinema di Venezia, Bruce LaBruce presenterà questa sera al Festival MIX di Milano "Gerontophilia". 
Il porno qui non è visibile ma mostrare una legge del desiderio finora occultata al cinema è privilegio e scommessa per pochi. La gerontofilia trova forma in una miscela di commedia sentimentale, mèlo e on the road, facendoci più che mai sentire la pulsione erotica e amorosa che lega un giovanissimo infermiere (Pier-Gabriel Lajoie) al corpo ottuagenario di un suo paziente. Un Harold e Maude al maschile dove non mancheranno gelosia, tenerezze ed erotismo, intrecci di carne adolescenziale e pelle rugosa accompagnati da una colonna sonora che aumenta i brividi.

Venerdì 20 Giugno 2014 - ore 20:30
Festival MIX Milano
Sala Grande
Teatro Strehler
Largo Greppi 1, Milano

INGRESSO
€10,00 singolo biglietto
€15,00 (Day Pass)
Abbonamento: €50,00 (valido per tutto il festival dal 19 al 23 giugno)



 

LAVERNE COX prima TRANSGENDER in copertina su "TIME" magazine

"TIME", la prestigiosa rivista americana, dedica la copertina del 09 Giugno 2014 a Laverne Cox col titolo "The Transgender Tipping Point". 
Nell'articolo spiega che: "Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società". Laverne Cox è un'attrice, produttrice televisiva, sostenitrice (e icona) del movimento LGBT, che si racconta così al Time: "Mi sono sentita una donna per la prima volta in terza elementare. La maestra all'epoca disse a mia madre: 'Signora suo figlio finirà a New Orleans vestito da donna'. Io pensavo di essere una bambina e che non c’era alcuna differenza tra ragazzi e ragazze. Penso che nella mia testa fossi convinta che avrei raggiunto la pubertà e sarei diventata una ragazza". Aggiunge poi che il suo passato è stato tormentato, arrivando sino a tentare di togliersi la vita quando era adolescente: "I compagni di scuola mi picchiavano con le bacchette del tamburo perchè ero un uomo che sembrava una donna. Imparai in chiesa che era un peccato. Immaginavo che mia nonna vegliasse su di me sapendo quello che mi passava per la testa, trovandosi in cielo. Così andai all’armadietto delle medicine e trovai un flacone di pillole. Lo presi. Le ingoiai tutte. E andai a dormire sperando di non svegliarmi... Pensai che mi avrebbero ucciso. Ma non lo fecero... I tempi sono cambiati. Oggi rispetto a quando sono cresciuta io puoi sentirti meno solo grazie a Internet. Penso che, rispetto al passato, sui media si trovino più modelli cui i giovani trans possono accostarsi. Ora ci sono così tante risorse là fuori che possono far sentire meno soli e aiutare ad accettare ciò che si è e si sta affrontando invece di pensare, ‘Cosa c’è di sbagliato in me?'".

In Italia la vedremo questo autunno nella serie lesbo "
Orange Is The New Black" (a settembre sul canale Mya di Mediaset), insieme al fratello gemello, col quale è cresciuta in Alabama. Negli USA l'attrice è celebre anche per l'apparizione come concorrente nella prima stagione del reality "Voglio Lavorare per Diddy" al fianco di Puff Daddy.

In America ci sono circa un milione e mezzo di transgender. Ultimamente molte trans tipo
Laverne, come Janet Mock, Chaz Bono e Chelsea Manning, stanno dando voce e visibilità al movimento,anche se ancora oggi molte trans vivono in povertà, senza lavoro e perseguitate con molestie e violenze. Time raccoglie anche le storie di altre trans, come quella di Paisley Currah, professore alla "Brooklyn College, City University of New York", F to M, transitata da donna a uomo, che racconta di come sia più accettato il suo passaggio di identità, ritenuto quasi meno grave di un uomo che diventa donna, segno che il sessismo colpisce ancora.
Jamie Ewing ha servito la nazione per cinque anni, tra esercito e Guardia Nazionale, ma poi è stata espulsa in quanto trans. Cassidy Lynn Campbell, nato "Lance", come ancora lo chiama suo padre, è stata eletta reginetta della scuola nella conservatrice Huntington Beach la scorsa settimana. Ashton Lee ha chiesto in giro le firme per la legge che gli garantisce di usare bagni maschili e giocare nella squadra maschile della scuola. Legge passata nel 2013. E Rose Hayes, oggi è capo software engineering di "
Google" a San Francisco. 

Fonte: cinemagay.it

18 giugno 2014

AL VIA IL 28° "FESTIVAL MIX MILANO" - DI CINEMA GAYLESBICO E QUEER CULTURE

Parte domani il 28° FESTIVAL MIX MILANO.
Dopo il grande successo di pubblico della 27ma edizione, si consolidano spazi di fruizione e territori interdisciplinari con un ritorno alla vocazione originaria del Festival MIX Milano: il cinema.
Sarà questo il cuore delle cinque giornate, dal 19 al 23 giugno, che si svolgeranno nella cornice del Piccolo Teatro: i film e i suoi autori, la ricerca sperimentale e indipendente, l'impegno sociale. Con l'ambizione di offrire uno spaccato dell'identità QUEER in continuo mutamento e, nel contempo, della condizione di chi nel mondo ancora fugge a causa del proprio orientamento sessuale.
Organizzato da Associazione Culturale MIX Milano in collaborazione con C.I.G. Arcigay Milano, MFN - Milano Film Network (la rete dei festival di cinema milanesi), e con il patrocinio del Comune di Milano, il FESTIVAL MIX MILANO ideato da Giampaolo Marzi si conferma come evento forte e consolidato sul territorio e apprezzato anche da un pubblico di cinefili e di addetti ai lavori.
Per l'edizione 2014, oltre 50 titoli tra documentari, cortometraggi e lungometraggi; tre linee di concorso (Migliore Documentario, Migliore Cortometraggio, Migliore Lungometraggio); cinque giorni per esplorare il meglio della cinematografia gay lesbica e queer, con numerose anteprime, ospiti internazionali, appuntamenti di letteratura e iniziative collaterali.

La Queen of Comedy di quest'anno, il premio conferito alla protagonista indiscussa dell'international kingdom of comedy, sarà consegnato la sera di lunedì 23 giugno alla grande attrice e teatrante Anna Mazzamauro, che si avvicenda dopo l'almodovariana Carmen Maura, le milanesi Angela Finocchiaro, Lella Costa e Franca Valeri, la felliniana Sandra Milo e le ragazze della tv Cinzia Leone e Geppi Cucciari.


Ad aprire il festival il 19 giugno alle 21.00 sarà "Something Must Break", esordio nel lungometraggio del regista svedese Ester Martin Bergsmark, già ospite del MIX l'anno scorso con il bellissimo documentario "She Male Snails", e nel 2010 con i corti "Dirty Diaries". Premiato a Rotterdam 2014 con il Tiger Award e in concorso tra gli altri al Tribeca di New York e al Brussels Film Festival, il film di Bergsmark è un lavoro coraggioso che racconta una storia d'amore tra due adolescenti alla ricerca della propria identità, sullo sfondo di una Svezia fatta di battuage e dark room, sesso impersonale e solitudine.
La chiusura il 23 giugno alle 21.30 sarà invece affidata alla prima italiana di "G.B.F." - acronimo di "Gay Best Friend" - commedia brillante di Darren Stein – regista anche del film cult per adolescenti Jawbreaker (Amiche cattive) – presentata in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival, che affronta le dinamiche e le amicizie tra etero e gay in ambito scolastico.

Evento speciale della 28esima edizione è affidato all'anteprima nazionale, nel Concorso Lungometraggi, di "Xenia (Pazza Idea)" commedia-mélo del greco Panos Koutras con la partecipazione straordinaria di Patty Pravo, scelta dal regista per la colonna sonora del film e per un cameo. Presentato con grande successo nella sezione 'Un Certain Regard' del Festival di Cannes, che ha accolto la pellicola con un tripudio di applausi, il film arriverà sugli schermi italiani con il titolo di "Pazza Idea", distribuito da Officine UBU. 

"Xenia", che racconta la storia di due fratelli con il culto di Patty Pravo, alla ricerca del padre, sarà presentato al festival il 21 giugno alle 21.30 dal regista e dalla stessa Patty Pravo, che si intratterrà con il pubblico parlando di cinema e dei tanti registi che durante la sua incredibile carriera artistica l'hanno più volte corteggiata: due nomi su tutti, Antonioni e Fellini.

Sempre nel Concorso Lungometraggi, che propone 14 titoli, si segnala "Bananot (Cupcakes)" ultima fatica di Eytan Fox, tra i nomi di punta del nuovo cinema israeliano, ospite del Festival MIX Milano l'anno scorso in occasione della retrospettiva a lui dedicata e durante la quale ha mostrato in anteprima mondiale proprio alcuni estratti di Bananot; gli ultimi due film dello scandaloso Bruce LaBruce, quest'anno ospite del festival, "Gerontophilia" presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, film provocatorio che racconta l'attrazione sessuale di un ventenne per gli uomini anziani, e l'anteprima italiana di "Pierrot Lunaire", vincitore del Premio Speciale della Giuria al Teddy Award della Berlinale 2014, che racconta gli stati di allucinazione della transgender Pierrot, alle prese con la seduzione di una ragazza ignara degli slittamenti di genere del protagonista.


Ancora da Venezia 70 arrivano "Tom à La Ferme" del geniale Xavier Dolan, tra i volti più giovani della scena cinematografica internazionale, qui alle prese con un film basato sull'omonima opera teatrale scritta da Michel Marc Bouchard, vincitore del premio FIPRESCI in Laguna; e "L'Armée Du Salut (Salvation Army/L'Esercito Della Salvezza)", opera prima del noto scrittore marocchino Abdellah Taïa, primo arabo ad aver pubblicamente dichiarato la propria omosessualità, che per il suo debutto alla regia sceglie tematiche delicate, legate alla sua esperienza personale. 


Da non perdere infine "Von Mädchen Und Pferden (Of Girls and Horses)" di Monika Treut, regista anche del cult movie "My Father Is Coming", qui alle prese con un film carico di immagini eccelse a livello fotografico e tramonti mozzafiato, che racconta una tenera storia d'amore fra le sedicenni Alex e Nina in una fattoria dove si allevano cavalli; e il pluripremiato "52 Tuesday", opera sperimentale di Sophie Hyde, a metà tra il documentario e il film di finzione, in concorso all'ultima Berlinale e vincitore del Best Director Award al Sundance Film Festival e del Premio come miglior film al Festival internazionale di cinema transessuale Divergenti, che affronta le complesse relazioni famigliari tra una madre transessuale e la figlia adolescente.

Accanto ai lungometraggi, trovano posto anche quest’anno i titoli del Concorso Documentari una selezione di 9 opere che riflette i segnali di tendenza più originali che si raccolgono intorno ai temi dell’identità. Tra questi si segnala il lavoro su Violette Le Duc, la scrittrice francese amica di Simone de Beauvoir, Jean Jenet e Jean-Paul Sartre, divenuta celebre al mondo con l'autobiografico "La Bastarda" e la storia d'amore lesbica Isabella e Teresa, "Violette Leduc: In Pursuit Of Love" di Esther Hoffenberg; sempre su Violette Le Duc, sarà presentato nella sezione Lungometraggi, anche il biopic Violette di Martin Provost, ritratto inedito che restituisce al pubblico internazionale l'artista che ha rivoluzionato il modo di raccontare il desiderio femminile.
"My Prairie Home" di Chelsea McMullan è invece il sorprendente racconto della vita della folksinger transgender Rae Spoon, titolo molto apprezzato dal pubblico dell’ultimo Sundance Festival; mentre "Lei è Mio Marito" di Annamaria Gallone e Gloria Aura Bortolini, è la curiosa testimonianza del cinquantaduenne Alessandro Gracis, affermato avvocato veneto, che trova il coraggio di compiere il processo per diventare donna, e quella della sua compagna, Roberta, che gli rimane accanto nonostante tutto. Tra gli altri titoli italiani in concorso, il pluripremiato "Il Rosa Nudo" del cagliaritano Giovanni Coda, vincitore del Premio come miglior film al Seattle Social Justice Film Festival e del 'Film for Peace Award' al Gothenburg Independent Film Festival, un lavoro a metà tra documentario e opera di video arte, che prende spunto da "Moi, Pierre Seel, Déporté Homosexuel", l’autobiografia che Pierre Seel scrisse nel 1982 insieme a Jean Le Bitoux, per raccontare con delicatezza e poesia gli orrori compiuti dai nazisti nei confronti degli omosessuali; e Sylvano Sylvano di Tiziano Sossi, una serie di conversazioni senza veli a casa del celebre compositore Sylvano Bussotti che con le sue note sperimentali e d’avanguardia ha attraversato tutto il secolo scorso. 


Infine, in tempo di Mondiali di calcio, non poteva mancare un titolo legato al Brasile, "São Paulo em Hi-Fi" di Lufe Steffen, ovvero la Dolce Vita gay e lesbica di San Paolo dagli anni ’60 agli ’80, in piena dittatura militare, raccontata attraverso immagini di repertorio e interviste ai protagonisti diretti della Golden Age paulista.

Nel Concorso Cortometraggi, come sempre molto corposo con le consuete e seguitissime maratone di corti in programma nel weekend a partire dalle 17 in Scatola Magica, si segnala per LESMIX SHORTS, due titoli provenienti da Israele: "Toilet" di Kerem Blumberg sulla complicità che può nascere ovunque, anche in un bagno di dubbia igiene di un locale punk a Tel Aviv; e "Reality Check" di Michal Vinik film vincitore al Festival di Locarno 2011, racconto della notte brava di due teenager, sullo sfondo di una Tel Aviv divisa tra le incursioni di soldati e una imponente manifestazione per la pace, che piange l’assassinio del Primo Ministro Itzhak Rabin, Premio Nobel per la pace. 


Per GAYMIX SHORTS, da non perdere "Andamio" di Juanma Carrillo, regista caro al MIX che lo ha ospitato nella scorsa edizione, un film dove si intersecano musica sperimentale, immagini e luci, il tutto condito da una carica erotica e da una dose notevole di sensualità; e "Vincenzo e Luigi" di Giuseppe Bucci, un corto girato interamente all’interno della stazione metropolitana Toledo di Napoli, realizzato per il Pride napoletano del 2013, che mette in risalto i cambiamenti generazionali avvenuti rispetto alle tematiche legate all’omosessualità.


Infine da segnalare la nuova formula che da questa edizione manda in pensione "MusicOnTheSteps", il celebre spazio sonoro sul sagrato del Teatro Strehler. No more music, no more bar. Da quest'anno si rinnova così la parte "esterna" del MIX, che diventa uno spazio performativo, dove le parole saranno l'unica colonna sonora.


28° Festival MIX Milano
19 / 23 GIUGNO 2014
Teatro Strehler
Largo Greppi 1, Milano

 

INGRESSO
Abbonamenti: €50,00 (valido per tutto il festival dal 19 al 23 giugno)
Prezzi singoli biglietti: €15,00 (Day Pass) - €10,00 singolo biglietto


Per maggiori informazioni, trailer e sinossi dei film: www.festivalmixmilano.com