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14 marzo 2013

PAPA FRANCESCO, UN PONTEFICE OMOFOBO E MISOGINO

"Vivo" un Papa, se ne fa un altro.
E così il Vaticanoo ha un nuovo Capo di Stato: Jorge Mario Bergoglio in arte "Papa Francesco", di nazionalità argentina e appartenente alla Compagnia di Gesù (i gesuiti per intenderci, ovvero una congregazione che non brilla di certo per trasparenza o progressismo).
Papa buono o Papa cattivo? Innovatore o conservatore. E' ancora difficile saperlo. In più occasioni, però, Bergoglio ha già mostrato tutta la sua omofobia. Nel 2009 si è fortemente scagliato contro la decisione di un giudice che ha permesso il matrimonio tra due uomini e, attraverso un comunicato stampa, ha preso posizione sostenendo che la sentenza fosse "assolutamente illegale". Inoltre, dopo aver preteso un incontro urgente con il governatore locale Mauricio Macri (lanciando anche anatemi anche contro di lui) sostenne che "non ricorrendo contro la decisione del giudice nel contenzioso amministrativo sul matrimonio di persone dello stesso sesso, aveva mancato gravemente al suo dovere di governante e di custode della legge". Nel 2010, inoltre, riconfermò la sua posizione anti-gay sostenendo che i matrimoni fra le persone dello stesso sesso non fossero "semplicemente una posizione politica, ma un tentativo di distruggere i progetti di Dio". Laconica fu la risposta della presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner, che lo liquidò sostenendo che un discorso simile "ricordava il Medioevo e l'Inquisizione".

Questione gay a parte, il neo vescovo di Roma, è stato più volte oggetto di dibattito per il suo rapporto con i vertici del regime dittatoriale che governò l'Argentina dal 1976 al 1983. Nel 2005 il futuro papa fu accusato da un avvocato per i diritti umani di complicità in relazione al rapimento di due sacerdoti gesuiti ostili al regime, Orlando Yorio e Francisco Jalics. L'episodio, avvenuto nel 1976, quando Bergoglio era Provinciale dei Gesuiti argentini, è approfondito anche nel libro del giornalista Horacio Verbitsky "L'isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina", pubblicato nel 2005.
Dopo che l'accusa fu respinta, il prelato è stato chiamato a testimoniare su questo rapimento dal tribunale di Buenos Aires durante il processo ESMA nel 2010; nella sua deposizione ha affermato di aver segretamente incontrato Emilio Massera e Jorge Videla con l'obiettivo di ottenere la liberazione dei due religiosi.
Nel 2011 Bergoglio è stato chiamato a testimoniare anche in relazione al caso del cosiddetto Robo de Bebés, la sottrazione di neonati avvenuta durante la dittatura.

E con la "questione donna" non va meglio. Dall'armadio rispunta anche una dichiarazione del 2007 dell'allora arcivescovo di Buenos Aires in riferimento alla candidatura alle presidenziali di Cristina Kirchner: "Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo". E come se non bastasse evocò l'immagine dell'ex presidente Maria Estela Martinez de Peron: "abbiamo avuto una donna come Presidente della nazione e tutti sappiamo cosa è successo".


Cos'altro aggiungere: Benvenuto Papa!

05 dicembre 2012

L'OMOFOBIA DI FLAVIA VENTO

"Innanzitutto volevo dire che io ho moltissime amiche come Flavia Vento, che adoro e a cui voglio bene però non credo che il mondo abbia bisogno di una come lei!"

Durante la puntata di "Cristina Parodi Live" del 20 novembre 2012, programma condotto da Cristina Parodi e andato in onda su La7,  si è parlato di matrimoni gay; ospiti in studio Alba Parietti, Licia Nunez, Diego Passoni e Flavia Vento che ha dato il "meglio" di se mascherando la sua omofobia con stereotipi ormai obsoleti e discorsi a dir poco imbarazzanti. 
Ecco qualche chicca:

"Innanzitutto volevo dire che io ho moltissimi amici gay che adoro che gli voglio bene e hanno una marcia in più nel senso che sono veramente spiritosi non so perché hanno questa marcia in più, pero' sono abbastanza contraria al matrimonio non credo che una famiglia sia fatta da due uomini. Credo che la famiglia sia fatta da un uomo e una donna."
 

"Una famiglia è composta in natura da un uomo e da una donna. Adamo ed Eva se vogliamo parlare della Bibbia…"

"Quindi secondo te è giusto che due gay adottano un bambino, il bambino non cresce con dei problemi?"

"Io sono cresciuta e ho fatto scuole si suore. Non voglio parlare di chiesa o non chiesa pero' io rimando dell'idea che se due gay si amano vivono insieme sono felici pero' di sposarsi in chiesa col vestito bianco insomma fa un po' ridere come cosa..."


"Io trovo assurdo e veramente perché siamo comunque credo in molte cose, trovo assurdo che due gay possono adottare un bambino, lo trovo veramente una cosa innaturale e contro natura. Questo è il mio pensiero. Siamo in democrazia e ognuno pensa quello che vuole."

"Si parla di natura. Perché è il corso della natura, se uno vuole seguire la natura è che due persone procreano, uomo e donna, e fanno i figli. E il figlio chi lo cresce? La madre, no? La natura è questa. Vogliamo pure andare contro la natura? La natura è che quando un uomo va a letto con la donna procrea."

Il video si commenta da solo. 
Plauso a tutti gli altri ospiti e alla conduttrice.


29 agosto 2012

MIO FIGLIO SI MASTURBA

Non preoccuparti Cara Roberta, probabilmente Don Giovanni si masturba pensando a tuo figlio!
QUI le risposte deliranti...

23 luglio 2012

E IO MI SPOSO LO STESSO

"Vi dichiaro marito e marito". Segue applauso. Confetti. Spumante. I novelli sposi si scambiano un bacio. Mamma sta là davanti, con gli occhi lucidi. Papà sorride orgoglioso del suo ragazzone "che finalmente ha messo la testa a posto", scherza con la suocera. Sono lui e lui, Stefano e Stefano. Ma anche lei e lei. Simona e Selina. Diana e Luisa. Non siamo ad Amsterdam, né a New York. E nemmeno sul set di un film di Ferzan Ozpetek. Siamo a Viareggio, Versilia, Italia. E di fronte ai novelli coniugi c'è, in piedi, Cristina Scaletti, assessore regionale della Toscana. E' lei che ha celebrato quei matrimoni gay. Undici, per l'esattezza, in un solo pomeriggio. Un paio di settimane fa. Meno di un mese prima, qualcosa di simile è capitato a Torino. Stavolta l'ufficiale di Stato civile era Marta Levi, consigliere comunale del PD a palazzo Civico. Ha officiato trenta nozze omosex, leggendo gli articoli 3 e 29 della Costituzione. Senza fascia tricolore, questo è vero, ma per il resto in tutto simili alle decine di matrimoni etero che ha celebrato in municipio. Anzi. Attorno a lei erano schierati venti fra assessori e consiglieri comunali piemontesi, fra cui anche un paio di esponenti del PdL: Daniele Cantone e Fabrizio Comba. Insomma, se la legge nega ai gay il diritto di sposarsi in Italia, né quei riti hanno alcun valore all'Anagrafe, visto che per lo Stato la famiglia è una e una soltanto, sempre più coppie, circondate da amici e parenti, s'arrangiano come si può.
E' il matrimonio gay all'italiana. Fai-da-te. Perché se per lo Stato quel "" non conta nulla, per loro vale tanto quanto quello di mamma e papà: "Bisogna ridurre lo spread dei diritti civili fra Italia e Europa", ripete a tutti i neosposi l'assessore Scaletti. E così, nell'Italia dei diritti negati, fanalino di coda dell'Unione europea, nel Paese dove il PD si spacca non appena si discute di unioni civili, e dove il Vaticano lancia anatemi contro i politici che aprono agli omosessuali, le coppie gay non stanno a guardare: "La politica non ci vuole dare i diritti? E chissenefrega. Ci sposiamo lo stesso. Prima o poi lo Stato se ne accorgerà", ripetono i novelli sposi. Luca e Paolo. Marco e Francesco. Sabina e Laura. Ester e Vanessa. Un elenco lungo come una lista di nozze.
Quest'anno, poi, c'è stato un boom. E, sarà una coincidenza, per le nozze gay all'italiana ricorre un anniversario molto particolare. Era il 27 giugno 1992 quando a Milano, in piazza della Scala, il consigliere comunale Paolo Hutter celebrò il primo matrimonio gay. Una simulazione, come è ovvio, organizzata proprio per chiedere il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso. Con tanto di fascia tricolore, simile ma non identica a quella ufficiale, per il celebrante. Fiori e applausi per le dieci coppie, nove di uomini e una di donne, che venivano dichiarate per la prima volta "unite civilmente". Fra loro Ivan Dragoni e Gianni Delle Foglie, diventati poi la famiglia gay simbolo della battaglia per i diritti civili. "Si scatenò il putiferio", racconta Hutter. "Il prefetto scrisse al sindaco Borghini. Ma la folla, che all'inizio ridacchiava, si fece trascinare da euforia e commozione, proprio come a un matrimonio vero. Poi, quando Ivan e Gianni tornarono a casa, il taxista volle offrire la corsa". Da quel 27 giugno in materia di diritti non è cambiato nulla. Ma centinaia di coppie gay hanno voluto sancire, come a Milano, la loro unione. E così a Padova qualche anno dopo. Alessandro Zan celebrò in municipio le nozze di Luigi e Andrea, inaugurando "i Pacs alla veneta". Anche qui prese di distanza e precisazioni dei politici di turno. Ma anche molti "seguaci", che hanno poi chiesto al consigliere di sposarli nella loro città. Fino al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, a cui s'erano rivolte Antonella e Debora, conviventi da nove anni. E che alla fine, fra le polemiche, si presentò alla cerimonia che le univa in matrimonio.
A Pinerolo, poi, ci si sposa addirittura in chiesa. Quassù ci pensa don Franco Barbero, 74 anni, sacerdote da mezzo secolo e anima della comunità di base Viottoli, a unire gay e lesbiche credenti nel sacro vincolo. Don Franco le chiama "promesse d'amore" ma, a vederli, sono matrimoni in piena regola. Abito talare, leggio, omelia e citazioni del Vangelo. "Dio non fa pezzi sbagliati, Dio non è mica la Fiat", va ripetendo. In questi anni ha sposato 305 coppie e, racconta, "il boom di chi chiede di unirsi nel segno della fede si è registrato negli ultimi due anni". Poi gli sono arrivate oltre 8 mila mail di altri preti come lui e, racconta, almeno 300 farebbero come me: "Preti che si interrogano e che pensano che la Chiesa dovrebbe accogliere le coppie gay", dice. Non sono dello stesso avviso al Sant'Uffizio, che nel 2003 ha scagliato i suoi fulmini sul prete dei gay. Un decreto pontificio vergato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger lo spoglia della tonaca. Ma non gli toglie i fedeli. Né l'entusiasmo: "Per la gente di qui io sono il prete, in tutto e per tutto. Quel che pensano a Roma non mi leva l'appetito". Anche perché fra i seguaci di Cristo non è il solo. Il 21 maggio di un anno fa a Cormano, vicino a Milano, madre Maria Vittoria Longhitano, parroca anglicana, ha sposato Agnese Cichetti e Letizia Torrisi con rito vetero-cattolico, con tanto di fedi scambiate e sacramenti.
E mentre gay e lesbiche s'arrangiano, attorno alle nozze cresce il business. Agenzie di viaggio specializzate. Mete esotiche per la luna di miele omosex. Cocktail dedicati. E pure un servizio legale: documenti e visti per sposarsi all'estero e poi festeggiare in Italia. C'è Quiiky, che organizza viaggi di nozze omo e cerimonie ufficiali dal 2007. "Sia nei Paesi dove è legale, sia dove si celebra una "promessa di matrimonio" che non ha valore per la legge, come in Italia, ma ne ha molto chi vuole sancire la propria unione", spiega l'ad Alessio Virgili. E così molte coppie fanno il doppio rito. Prima volano all'estero, dove lo scambio di anelli ha valore legale. Poi se ne tornano in Italia, dove invece quel certificato è carta straccia. E così si sposano di nuovo. Con i parenti e gli amici. Edoardo e Alessandro hanno scelto Dublino: "Lì ci lavora Edo, ma abbiamo rifatto la festa a casa nostra, a Roma. E' qui che ci volevamo sposare". Idem per Michele e Gonzalo. Sono volati in Spagna, poi se ne sono tornati a Oriolo, alle porte della capitale, e hanno spedito le partecipazioni agli amici. "Molti sono venuti, altri non si sono più fatti vivi. Ma non importa. Il nostro matrimonio vale molto più del pregiudizio. È vero. Autentico. Per sempre", raccontano. C'è pure Twizz, altra agenzia specializzata. Con tanto di pranzi di nozze, lune di miele e bomboniere. "Come per gli etero, l'offerta cambia in rapporto al budget", spiega l'ad Franco Fumagalli: "La clientela più esclusiva sceglie come meta Istanbul o Bodrum, che sono di questi tempi le città più gettonate dai gay benestanti. L'ultima mania è affittare i caicchi per godersi il mare". Ma c'è pure chi noleggia un'intera terrazza sui grattacieli di New York dove Twizz organizza feste con tanto di fuochi d'artificio. Se vuoi spendere meno, invece, il viaggio di nozze gay fa rotta sulle Canarie. In particolare Fuerteventura. Poi c'è il Sudamerica, ultima frontiera dei diritti LGBT. Da pochi mesi, infatti, Messico e Argentina hanno legalizzato i matrimoni gay. E subito è esplosa l'onda latina, che sta togliendo fette di mercato a Stati Uniti e Nord Europa. "Abbiamo messo a punto un pacchetto che si chiama "Amore, leggenda e magia" rivolto a gay, che consente di celebrare un vero rito Maya. Poi rotta verso l'Isla de Holbox, per godersi la luna di miele tra le tartarughe giganti", aggiungono a Quiiki.
Anche su gadget e confetti l'Italia dei matrimoni gay è più avanti della sua classe politica. Torte alla crema con gli sposi in tight, lui e lui. Cuori di panna con le spose-sirene. Lei e lei. Poi c'è l'azienda di confetti più famosa al mondo, la Pelino di Sulmona, che s'è buttata sulle nozze omo. E l'omonima deputata del PdL, Paola Pelino, amministratore del colosso dolciario, che dedica agli sposi omosessuali un confetto molto particolare. Il colore è il lilla, il gusto è il classico alla mandorla e il nome è tutto un programma: Gay Bride.
In Toscana, una coppia gay s'è inventata il vino per i banchetti omosex. Due etichette di rosso pregiato, dedicate appunto a gay e lesbiche. Per i maschietti c'è il "Vinocchio", Merlot e Cabernet. Per le femminucce c'è "Uvagina", rosso perlato, entrambi selezionati dall'enologo Maurizio Saettini. Si comprano sul sito "ProdigioDivino.com" e i proventi servono a "finanziare la battaglia per ottenere anche in Italia i matrimoni gay", spiega la coppia di vinaioli, che convive da ben 35 anni. Ad Avellino, invece, c'è un negozio che ha inaugurato la lista di nozze per soli omosex. E ha scelto come testimonial del nuovo business una coppia di bei ragazzi appena convolati a giuste nozze. Lo slogan parla chiaro: "Ognuno ha i suoi gusti... E tu che gusti hai?". E così mentre la città s'è risvegliata tappezzata di manifesti, in Italia il fenomeno già dilaga. È spuntato a Milano. Poi a Genova. E addirittura a Trieste. Tutti a caccia di sposi pronti a cacciare la grana, in tempi di crisi economica e matrimoni tradizionali ridotti all'osso. E ben vengano, allora, queste nozze un po' clandestine, un po' romantiche. Viva gli sposi. Rigorosamente gay.

Tommaso Cerno - L'Espresso n° 30 del 26

Fonte: Cinemagay

12 luglio 2012

LA CHIESA EPISCOPALE AMERICANA APRE AI PRETI TRANSESSUALI

I vescovi della Chiesa Episcopale Americana, riuniti a Indianapolis per la loro conferenza nazionale, hanno approvato l'introduzione di un rito ufficiale per la benedizione delle coppie dello stesso sesso e hanno dato il via libera all'ordinazione di ministri transessuali. La liturgia per l'unione tra gay è stata votata dai vescovi come misura provvisoria per i prossimi tre anni e attende adesso l'approvazione del resto del clero episcopale. Alcuni membri della Chiesa si sono detti preoccupati per la decisione. Il vescovo Edward Little, della diocesi dell'Indiana settentrionale, ha dichiarato che questa scelta potrebbe allontanare la "Chiesa Episcopale dalla corrente principale del cristianesimo". Al contrario, il vescovo Mariann Edgar Budde si è detto certo che si tratti di un atto dovuto che consentirà di onorare e benedire quelle coppie dello stesso sesso che servono Cristo. La risoluzione approvata lunedì include una clausola che consente una sorta di obiezione di coscienza a quei ministri che non vorranno officiare la cerimonia. La decisione di aprire la Chiesa episcopale ai transessuali rappresenta l'ufficializzazione di una situazione di fatto già esistente, come testimonia il reverendo Carla Robinson, transessuale e vicario della chiesa di Tutti i Santi a Seattle. La Chiesa episcopale aveva già scatenato infinite polemiche e provocato una scissione al suo interno quando, nel 2003, aveva ordinato il suo primo vescovo dichiaratamente omosessuale. Ma una posizione liberale sulla questione gay accomuna in realtà alcune delle più antiche confessioni protestanti negli Stati Uniti: sia la Chiesa evangelica luterana, sia la Chiesa presbiteriana già da alcuni anni accettano la presenza di omossessuali tra le fila del proprio clero.

Fonte: La Stampa

08 maggio 2012

"IO, ARABO, OMOSESSUALE. LA PRIMA STORIA D'AMORE? L'HO AVUTA CON UN PRETE"

Siamo in un periodo di "primavere" nel mondo arabo, almeno istituzionalmente parlando. Il passo più grande sarà il cambiamento della società, la sua apertura, anche verso l'accettazione dell'omosessualità. Paolo - nome inventato - è un ragazzo di trenta anni, alto e con un viso sereno. Sprizza allegria e gentilezza nonostante quello che ha passato. Ho ritenuto giusto pubblicare l'intera intervista, evitando di accorciare o omettere le molte cose che ha detto, perché ritengo il suo un atto di coraggio. Sulla sua omosessualità, l'essere arabo e sul percorso che l'ha portato a capirsi, questo è quello che mi ha detto.

Non c'è stato un momento spartiacque. Da piccolo giocavo con le bambole di mia sorella. Non mi ricordo di essere mai stato attratto da una ragazza.

A scuola le classi erano divise tra ragazzi e ragazze. A quel tempo confondevo l'amicizia con l'attrazione verso i maschi. A 14 anni mi ero innamorato di un ragazzo palestinese e quando si trasferì stetti male ma solo oggi capisco che lo amavo. Non mi conoscevo a quel tempo e la mia famiglia non mi ha aiutato a scoprire la mia natura perché era molto chiusa. L'unica cosa di cui sono certo oggi, è che a quel tempo mi prendevano in giro a scuola perché ero effeminato. Noi adulti diciamo le cose molto spesso "politicamente" tentando di non offendere, gli adolescenti no. A livello verbale sono stato molto aggredito e per difendermi da quella situazione, cominciai a studiare molto. Volevo far capire agli altri di essere come loro. Studiavo tutto il giorno e i miei compagni venivano da me per chiedere aiuto, così facendo mi sentivo circondato da "amici".

Mi ricordo una volta, quando avevo 17 anni,  mentre leggevo un libro di psicologia mi colpì una frase che diceva, più o meno, che la natura sessuale di un figlio può essere compromessa, molto spesso, dai comportamenti delle madri. Sottolineai la frase e la mostrai a mia madre, lei non comprese. Non risolvemmo la cosa. Questo è normale perché in una società chiusa, come quella araba, si va avanti con ipocrisia e parole non dette.

Avevo 18 anni. Il mio barbiere era cristiano e per curiosità ho cominciato a fargli domande sul Vangelo e il cristianesimo. Così cominciai a passare ore da lui in negozio a leggere la Bibbia. In Siria è normale avere amici cristiani. Questo mio amico cominciò a spiegarmi alcune cose della religione cristiana e leggendo i testi sacri, ho cominciato a fare paragoni tra l'Islam e il cristianesimo.

A un certo punto ho deciso di convertirmi.

Perché hai fatto questa scelta. Cercavi nel cristianesimo più "libertà"?
Probabilmente sì. Sinceramente perché l'ho fatto non lo so e forse non te lo saprò mai dire. Certamente è un atto di ribellione. Volevo infrangere qualche tabù, perché io sono fatto così. Detesto la società araba tutte queste regole e regolette. E' una società gerarchica, dove ti dicono cosa fare o non, e ho trovato nella religione la via per dire "no, non ci sto", almeno credo. Ma c'è anche il fatto che leggendo il Vangelo o andando a messa, il linguaggio è diverso da quello nell'Islam. Forse 500 anni fa il linguaggio era molto cruento anche nel cristianesimo, non lo so. Mi spiego meglio. Uno va in chiesa e il prete ti parla in un modo tranquillo e ti dice cose positive. Quando uno va in moschea e sente l'Imam, quando fa il sermone, lo sente urlare, a volte piangere. A me questa cosa metteva ansia. Già io stavo male di mio, poi andavo in moschea, per tentare di trovare conforto, stavo ancora peggio. Nel cristianesimo mi ha aiutato molto la figura della Madonna. La vedevo come una madre, una mamma che non ti giudica e attraverso lei cercavo di capire chi io fossi. Parlavo molto con la Madonna, era quasi la mia psicoterapeuta. Io fino ad oggi, anche se sono diventato apateista, ogni volta che starnutisco, e non mi chiedere perché siccome mi viene spontaneo, non dico "alhamdulillah" ma pronuncio il nome di "Maria".

I tuoi genitori cosa hanno fatto quando hanno saputo della tua conversione?
Mio padre aveva saputo di questa scelta perché aveva trovato una Bibbia nel mio comodino e tornando a casa non l'ho trovata nel cassetto. Sono dovuto scappare in un monastero vicino a Damasco perché mio padre non so cosa mi avrebbe fatto. Dopo qualche tempo sono andato in un monastero in Libano per poi ritornare in quello vicino a Damasco. In questo ultimo monastero ho ricevuto il battesimo. C'era una signora di nome Myrna (mia madrina al battesimo), la quale ha avuto più volte visioni e le stigmate. Dopo aver vissuto un periodo in quel monastero sono stato mandato in Italia, in un centro di formazione per preti gesuiti. Ci sono rimasto due anni e pendevo dalle labbra del rettore. In questo centro di formazione una delle regole era: "Vietato ammalarsi". Pensa che mi era venuto il varicocele al testicolo sinistro e me lo sono dovuto tenere per parecchi mesi, tentando di rispettare questa regola. Quando la situazione si è fatta seria il rettore, comunque, non mi ha negato le cure di cui necessitavo.
Uscii da quell'istituto perché avevo scelto di non continuare con il seminario per diventare prete e cominciai a lavorare in un centro di arredi sacri. Lì ho conosciuto due preti che mi hanno invitato a pranzo. La sera stessa mi sono arrivati dei messaggi da uno dei due preti, a sfondo sessuale e sono rimasto scioccato, perché non immaginavo che un prete potesse scrivermi certe cose. Puoi crederci o no, ma ero molto ingenuo a 22 anni.

Non è stato un bel approccio da parte del prete nei miei confronti. A Natale sono andato a trovare questo prete a casa sua. Mi aveva detto che aveva "l'abitudine" di ospitare una persona a Natale. C'è voluto da parte mia un coraggio immenso per prendere il biglietto e andarlo a trovare. Ero libero, ovviamente, di fare tutto quello che volevo. Però sappi che per un ragazzo arabo che non ha mai avuto a che fare, neanche a livello di parole, con questa "situazione" era molto difficile. Io non avevo nessuno strumento per capire me stesso. Già il fatto di cambiare fede è una cosa pesante da affrontare da soli e io poi mi ero sentito "fregato" a causa della rigidità incontrata. Ero molto stanco dopo l'esperienza della conversione e ora mi trovavo da solo a toccare un tasto veramente dolente dentro di me; la cosa era tremenda. Non avendo nessuno che mi poteva aiutare, perché magari questo prete mi avesse detto "guarda ho capito che tu sei gay, parlami di te", allora sarebbe stato tutto più facile. Ovviamente il prete non sapeva nulla di me e dava per scontato che io fossi già consapevole della mia omosessualità. Pensavo che con lui sarei riuscito a affrontare la mia "natura"ma alla fine mi ha confuso di più le idee.

Tornato a Roma ho cominciato a frequentare l'altro prete che avevo visto quella volta nel negozio di arredi sacri. Mi sono subito trovato a mio agio con lui e mi ero anche innamorato.

E' stato un rapporto molto strano. Secondo me la cosa peggiore per un ragazzo è innamorarsi di un prete o un frate. In primis perché un prete non dovrebbe avere rapporti sessuali, altrimenti dovrebbe cambiare mestiere. Poi c'è la chiesa cattolica che è contro i gay, anche se pullula di omosessuali, e proprio per questo che stare con un prete fa paura perché siccome non sarà mai sincero fino in fondo, non potrà mai sfogarsi con un ragazzo che non appartenga al clero. Infatti questo prete mi diceva "guarda che non posso avere una storia con te perché sono un prete", però al cuore non si comanda e per un anno e mezzo siamo stati insieme.

Con lui hai avuto la prima esperienza sessuale?
Diciamo di sì.

E poi da lì hai preso consapevolezza di chi eri?
Sì. Trovando una persona tranquilla con cui stare, sentendomi felice e innamorato, ho potuto avvicinarmi a internet, a leggere e cercare. Non sapevo ancora dell'esistenza delle sedi di Arcigay. Durante la mia permanenza nell'Istituto non potevo considerarmi in Italia, ero in un altro mondo.

I tuoi genitori non sapevano nulla di te durante questo periodo?
No non sapevano, non sanno e non penso di dirglielo. Io non mi vergogno di quello che sono ma i miei vivono in Siria, lontani. Non so quanto possa essere utile e fattibile dirgli queste cose. Tanto loro non sanno di cosa io stia parlando. Non vale la pena di spendere tutte quelle energie e litigare a telefono.

Come ti senti in Italia?
Adesso sto bene. Il sesto anno in cui ero qui è stato un disastro. Lavoravo in un monastero in Umbria e il priore guardando su Internet aveva scoperto che navigavo in siti Internet Gay e mi ha sbattuto fuori. Non avevo più nulla. Avevo perso il lavoro e l'alloggio e sono venuto qua in Emilia Romagna dal mio ragazzo.

Dove vi siete conosciuti tu e il tuo fidanzato
Su una chat.

Lui è arabo, italiano?
Italianissimo. Siamo insieme da cinque anni e mezzo.

Oggi sei felice?
Molto. Ho concluso anche la maturità. Nel passato ho avuto molti problemi di soggiorno, un nostro amico, anche lui gay che ha una cinquantina di anni, mi ha adottato. Così ho risolto il problema del permesso di soggiorno.

Ma non pensi di poter tornare in futuro in Siria? Magari ad aiutare i ragazzi che come te non capiscono la loro natura?
Non penso di stabilirmi altrove. Qui ho il mio ragazzo che è la mia famiglia. Altrimenti non sarei rimasto in Italia. Al momento non sono molto ottimista per la situazione in Siria, va bene che si parla di libertà, la gente muore e si continua a scendere per le strade. Secondo me per la coscienza della società siriana, e in generale di quella araba, ci vuole ancora molto tempo. Da più frutto lavorare su internet, anche se ovviamente sarebbe meglio andare lì sul campo. In questo momento stò aiutando l'associazione libanese "Helem" che si occupa soprattutto dei gay libanesi, ma è un punto di riferimento anche per molti altri gay arabi. Per me aiutare quella associazione è aiutare i gay in siria.

Cosa ti auguri per il tuo futuro? Speri di poter presentare il tuo fidanzato ai tuoi genitori?
Sarebbe troppo bello. Loro in questi anni sanno che io vivo con un amico. Sai in Siria è normale vivere con un amico, anche camminare per la strada mano nella mano. Ma sono certo che non capirebbero cosa vuol dire essere gay. Non so se riuscirò a dirglielo anche se sarebbe il massimo. Loro sanno che ho cambiato religione. Io sono un libro aperto. A mia madre forse lo dirò , a mio padre non penso, mentre a mia sorella molto probabilmente.


17 aprile 2012

"GAY CURATEVI", LONDRA BLOCCA LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA

Una pubblicità che suggerisce ai gay che possono "guarire" e tornare a essere eterosessuali ha fatto arrabbiare il popolare sindaco di Londra. Due giorni prima che le locandine omofobe finissero sui tutti i bus della città, il conservatore Boris Johnson ha contattato il Guardian per annunciare che il progetto sarebbe stato immediatamente fermato. "Not Gay! Ex-Gay, Post-Gay and Proud. Get over it!" è l'annuncio pensato dall'associazione anglicana "Core Issues Trust", il cui leader ritiene i comportamenti omoerotici peccaminosi, e sostenuta dalla Anglican Mainstream, i cui sostenitori paragonano l'omosessualità all'alcolismo.
"Londra è una delle città più tolleranti al mondo e non tollera l'intolleranza", ha affermato Johnson, sottolineando che l'annuncio è chiaramente offensivo e che non finirà sui bus londinesi. Il gruppo cristiano ha ricordato che la Transport for London (TfL), l'azienda dei trasporti della capitale britannica, presieduta dal primo cittadino, aveva dato il via libero alla pubblicità, ideata come risposta a un appello di Stonewall, gruppo che lotta per i diritti degli omosessuali, che recitava: "Some People Are Gay. Get Over It!".
L'associazione cristiana ha infatti usato gli stessi caratteri e lo stesso colore della scritta pro-gay e in conferenza stampa aveva accusato Stonewall di volere diffondere l'idea che "gay si nasce". Intanto si avvicinano le elezioni per rieleggere il sindaco di Londra, in programma il mese prossimo. Il principale rivale di Boris Johnson, l'ex sindaco londinese Ken Livingstone (sconfitto nel 2008), ha accusato l'esponente Tory di non avere fermato l'annuncio prima.

23 marzo 2012

IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI APRE ALLE UNIONI CIVILI PER I GAY

L'Espresso ha pubblicato alcuni stralci di "Credere e Conoscere", il libro di prossima pubblicazione del cardinale Carlo Maria Martini (arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002). Ed è proprio in quei passi che si iniziano a scoprire alcune sue aperture su temi importanti come, ad esempio, l'uso dei profilattici che "può costituire in certe situazioni un male minore".
Riguardo alla comunità LGBT, il religioso parla dei gay pride (un tempo da lui demonizzati) sostenendo che "in questo particolare momento storico esiste per questo gruppo di persone il bisogno di autoaffermazione, di mostrare a tutti la propria esistenza, anche a costo di apparire eccessivamente provocatori".
Il cardinale, poi, si dice anche "pronto ad ammettere che in alcuni casi la buona fede, le esperienze vissute, le abitudini contratte, l'inconscio e probabilmente anche una certa inclinazione nativa possono spingere a scegliere un tipo di vita con un partner dello stesso sesso" e che "tale comportamento non può venire né demonizzato né ostracizzato".
Riguardo alle unioni omosessuali, infine, Martini ribadisce che la famiglia va difesa ma "Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili [...] Se alcune persone, di sesso diverso oppure dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia perché vogliamo assolutamente che non lo sia?".
La Chiesa cattolica - afferma in conclusione il cardinale - promuove le unioni che favoriscono il proseguimento della specie umana, ma "non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni".

Fonte: Gayburg

17 gennaio 2012

LA CHIESA APRE AL PRESERVATIVO

La Chiesa ha finalmente detto sì ai preservativi.
Peccato manchi ancora di pratica...

19 dicembre 2011

IL DELIRIO OMOFOBO DEL VESCOVO COLOMBIANO CORDOBA: "I GENITORI GAY PENSANO SOLO AL SESSO CON I FIGLI"

Juan Vicente Córdoba è un vescovo colombiano che ha criticato molto l'adozione di due bambini del suo Paese da parte di un giornalista americano, Chandler Burr. L'adozione da parte di un noto omosessuale ha creato molto discussione in Colombia, Nazione molto cattolica, e il vescovo Córdoba si è scatenato in un pesantissimo attacco a chi è gay. "Non conosco il signor Burr, ma una cosa è chiara: è un uomo che ama altri uomini. Ora ha adottato due bambini, di età di 10 e 13 anni. Non avrà mai con loro la classica relazione che c'è tra un padre e un figlio, perchè tra qualche anno o anche adesso forse li troverà attraenti, e questo potrebbe indurre un gay in tentazione". Per il vescovo Córdoba l'adozione di una bambina avrebbe quantomeno alleggerito il pericolo, anche se ovviamente il religioso è contrario alla sentenza del tribunale di Bogotà che ha stabilito come l'orientamento sessuale della persona che vuole adottare non costituisce un problema. Córdoba ha precisato il perchè delle tentazioni continue vissute da un genitore gay che avrebbe a che fare con figli maschi: "Gli omosessuali non sono esattamente malati, ma sono disturbati, e il loro disturbo li mette in difficoltà quando hanno a che fare con bambini o adolescenti del loro sesso, un po' come i diabetici con i dolci. Solo se un gay reprime il suo istinto, la sua libido, allora un figlio da lui adottato non correrebbe pericoli". Così il vescovo Córdoba, in un'intervista che è stata condivisa anche da altri ecclesiasti. La polemica contro l'adozione di due bambini da parte di Chandler Burr è servita alla Chiesa colombiana per ribadire il suo secco no ad ogni ipotesi di riconoscimento per gli omosessuali. La Corte del Paese sudamericano ha stabilito che le coppie gay sono discriminate dall'attuale legislazione, indicando al Parlamento un limite temporale per legiferare sulla loro equiparazione. Ipotesi che ovviamente viene respinta con grande vigore dalla Curia colombiana, sia mai che il diabete si possa diffondere.

Fonte: Giornalettismo

09 giugno 2011

MILITIA CHRISTI CONTRO L'EUROPRIDE - UN ESEMPIO DI PERFETTA OMOFOBIA

Ci sono due categorie di persone assai pericolose: gli intolleranti e i razzisti.E c'è una sola categoria che riesce "magicamente" a racchiudere il meglio di queste due tipologie: i cattolici oltranzisti. Sarà che presi dal loro odio si sono dimenticati di aver letto il vangelo ed i suoi insegnamenti di amore universale. Sarà che forse il vangelo non lo hanno mai letto. "Sarà Quel Che Sarà" (cantava Tiziana Rivale nel 1983 in un Festival di Sanremo dove il playback la faceva ancora da padrone), ma uno uno dei gruppi più razzisti, oscurantisti e omofobi all'interno della Chiesa Cattolica, ovvero Militia Christi, sta portando avanti una campagna contro l'EuroPride di Roma in confronto alla quale la lotta tra Berlusconi e i "giudici politicizzati e comunisti" è una tranquilla chiaccherata tra amici.
Le iniziative contro il Pride prevedono una "Messa Riparatrice" e una manifestazione parallela lo stesso giorno in cui si terrà la parata finale dell'EuroPride ovvero sabato 11 Giugno h.16.00 in Piazza San Giovanni in Laterano. Non contenti hanno anche scritto al Sindaco di Roma Giovanni Alemanno, esponendo le loro tesi in una lettera che è l manifesto stesso della loro intolleranza ben miscelata ad una buone dose di ignoranza.
Avrei voluto segnare in rosso i passaggi salienti ma alla fine non c'è un solo rigo, una sola parola che non andrebbe evidenziata. Puro delirio talmente grottesco da essere addirittura divertente!
Mi chiedo solo una cosa. Quando parleranno di preti pedofili e mafia cattolica?
Buon divertimento!

Grazie al mio amico Ivan di DecorazioniSegrete per aver condiviso con me questa notizia.

"Signor Sindaco,

il Movimento Politico Cattolico Militia Christi vuole esprimerVi tutta la sua apprensione e la sua preoccupazione per l'appoggio da Voi dato in modo più o meno esplicito alla manifestazione, che si terrà a Roma nel Giugno 2011, chiamata "Euro Pride".
In tale contesto, numerose associazioni favorevoli alla pratica dell'omosessualità rivendicheranno alcuni presunti "diritti": tra essi il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l'adozione dei bambini da parte
di queste coppie. Queste rivendicazioni sono una palese violazione della Legge Naturale come dimostra la retta ragione umana: è assolutamente incongruo pensare di poter attribuire una "realtà coniugale" all'unione tra persone dello stesso sesso. Vi si oppone, innanzi tutto,
l'oggettiva impossibilità di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita; e vi si oppone poi, l'oggettiva natura dell'essere umano in quanto viene a mancare la complementarietà interpersonale sul piano fisico, psicologico e morale che c'è tra maschio
e femmina. Tali rivendicazioni e il clima in cui avvengono non sono solo un'offesa alla dignità dell'essere umano perché ne contraddicono l'intrinseca natura, ma sono anche un insulto a quelle persone omosessuali che vivono la loro condizione con dolore e che da essa cercano di uscire, perché, come tutte le persone con disagi psicologici, esse si trovano a dover percorrere un arduo cammino, assai diverso dal clima carnevalesco propagandato dai gruppi favorevoli alla pratica dell’omosessualità. Poiché iniziative che intendono manifestare un presunto "orgoglio omosessuale" si ripetono ogni estate a Roma da ormai dieci anni, con modalità diverse ma con lo stesso spirito, abbiamo imparato in cosa esse concretamente si traducano: penose sfilate di carri dove persone più o meno vestite sono solite abbandonarsi ad atti osceni, immorali ed innaturali. Inoltre, cosa che come Cattolici ci ferisce e offende in modo particolare, durante queste sfilate vengono scagliati insulti ed epitet ingiuriosi con sempre più odio e violenza contro il Santo Padre e contro la Santa Chiesa Romana e Cattolica; vengono parodiati in modo empio ed osceno episodi della vita di Nostro Signore Gesù Cristo e di Nostra Signora la Santissima Vergine Maria.
Quest'anno poi, abbiamo appreso che, non accontentandosi più solo della sfilata, la "Big Parade" del 11 giugno, è previsto l'allestimento, dal 1 al 12 giugno nei giardini di Piazza Vittorio, nel cuore della Roma Cattolica, al centro del triangolo ideale costituito dalle Basiliche di Santa Maria Maggiore, di San Giovanni in Laterano e di Santa Croce in Gerusalemme, del "Pride Park", nel quale la "cultura" omosessuale avrà tutto l'agio di avanzare le summenzionate istanze. Ciò sarà causa di gravi scandali per le persone che risiedono in quella
zona e per quanti passeranno di lì; in particolare il nostro pensiero va ai bambini che in questi giorni primaverili sono soliti trascorrere i pomeriggi giocando nei giardini: quale spettacolo si presenterà ai loro innocenti occhi? E' molto difficile forse, farVi capire quanta sofferenza causi non solo a noi, ma a tutti i Cattolici e a tutte le persone di buona volontà, vedere così grossolanamente offesa e vilipesa la Fede Cattolica, così degradata e umiliata la natura umana, così infangata e corrotta la Patria, soprattutto nella sacralità di Roma Capitale.
Pertanto il Movimento Politico Cattolico Militia Christi si appella alla vostra coscienza di esseri umani, e a maggior ragione a coloro tra voi che si professano Cattolici, per chiederVi che:

- l'"Euro Pride" 2011 non abbia luogo in quanto esso offende in modo gravissimo la natura e la dignità dell'uomo, offende la Fede Cattolica, offende tutti i Romani.
- Simili iniziative vengano d'ora in poi bandite da Roma, dal Lazio e dall'Italia tutta.
- Vengano offerti dalle istituzioni competenti i mezzi e/o le terapie affinché le persone che versano nello stato di omosessualità possano intraprendere un percorso – eventualmente anche terapeutico - che permetta loro di ritrovare una vita ordinata, secondo natura.

Nel tristissimo caso poi decidiate che l'"Euro Pride" debba aver luogo, il Movimento userà tutti i mezzi moralmente leciti, per ostacolarlo, combatterlo e contestarlo, mostrando all'Italia intera l'intrinseca malvagità di tale manifestazione e dell'ideologia che la anima; inoltre
sarà nostro compito far conoscere all'elettorato, e in particolare a quello di area cattolica, il Vostro comportamento.

Gentili Signore e Signori! Il compito che vi è stato affidato dai cittadini è di grande importanza e responsabilità: l'essenza della politica è infatti promuovere, tutelare e proteggere il Bene Comune. Per fare ciò, oltre ad altre varie abilità, ci vuole coraggio: il coraggio necessario anche per andare contro le pressioni esercitate dalle lobby favorevoli alla pratica dell'omosessualità, e per infrangere il muro di menzogna eretto dall'ideologia perversa di tali lobby. Solo questo vi chiediamo: abbiate il coraggio di difendere il Bene Comune!

Il Movimento Politico Cattolico Militia Christi, certo che il buonsenso prevarrà sulle pressioni ideologiche vi porge i suoi più
Distinti saluti"

18 aprile 2011

VISTO NEL WEEKEND: HABEMUS PAPAM

Cosa succede quando un neo Papa non vuole fare il Papa e quando i cardinali non riescono a sciogliere un serratissimo conclave?
Nanni Moretti ci racconta la storia di un Pontefice appena eletto che trova la forza di dire no a Dio non per paura ma perchè è fortemente convinto di non poterlo servire. La storia di un uomo che conosce le sue passioni, i suoi limiti e che attraverso l'umanità e l'umilta riesce a riappropiarsi della propria vita. Un insegnamento per la chiesa moderna.
DARWINIANO.

11 agosto 2010

SUOR IGNORANZA

Questo video risale al Family Day del 12 Maggio 2007. Ultimamente però sta circolando nuovamente grazie allla condivisione su Facebook.
Ciò che dichiara questa suora è particolarmente sconcertante e agghiacciante. Alla domanda su cosa ne pensasse delle coppie omosessiali risponde: "Che vanno atterrate, annientate. Perchè la famiglia esiste da quando esiste Cristo, sin dall'antico testamento. Quindi W la famiglia, abbasso i gay".
Questa sarebbe misericordia, fratellanza e carità cristiana? Il suo "capo supremo" secoli fa non disse "Ama il prosimo tuo come te stesso"?

14 luglio 2010

DELIRIUM TREMENS

Primo atto.

"
In armonia con l'insegnamento morale della Chiesa e con la Bibbia, la Ragione cioè il buon senso comune a tutti gli esseri intelligenti a prescindere dal loro credo religioso o politico afferma che l'omosessualità praticata se venisse canonizzata al pari dell'eterosessualità comporterebbe una rivoluzione nei costumi estremamente dannosa per il bene della collettività sociale perchè: rivela un affetto indebito al proprio sesso mentre, nello stesso tempo, spesso non nasconde la ripugnanza verso l'altro sesso, provocando così una problematica carica di squilibri nel corpo e nell'anima; non forma "la coppia" cioè la naturale unione complementare in senso biologico e quindi sessuale; pone l'uomo contro la donna e la donna contro l'uomo, nella vita privata e nella vita Pubblica, provocando incomprensioni e dissensi a raggio sempre più vasto; è contro l'ordine autentico della sessualità, che riconosce naturale e significativo l'uso delle forze sessuali soltanto nella regolare unione con l'altro sesso; non costituisce per nulla il matrimonio, e nemmeno un vincolo affettivo e sessuale simile a quello del matrimonio, essendo questo, per natura e per definizione, l'unione indissolubile di un uomo e di una donna, forniti delle capacità volute dalla natura e dai requisiti richiesti dalla legge naturale;
rende inevitabilmente, prima o poi, più o meno, difficili o addirittura impotenti a compiere il normale atto coniugale, per un complesso di fattori fisici e psichici;
non può valere come espressione di vero amore, poiché condizionata all'instabilità degli affetti, all'identità del sesso, al sospetto della in corrispondenza, alla trama della gelosia, all’impossibilità di realizzare la complementarietà sessuale, alla pretesa di ricercare il piacere venereo svincolando dalle sue naturali conseguenze, che sono la generazione e la cura dei figli; non genera, venendo meno alla legge naturale fondamentale, che vuole l'uso del sesso destinato in primo luogo alla procreazione per il mantenimento della specie umana; è contro la società, che per essa viene privata del matrimonio e della famiglia, ossia dei valori universali sui quali essa si fonda, si qualifica e conserva la propria identità; è occasione fin troppo facile di scandalo, con plagio o seduzione o violenza, agli adolescenti, ai malati e ai soggetti immaturi, predisponendoli a vivere infelici in una società nella quale la norma saggia che vuole tutelare l'esistenza di se medesima li indicherà giustamente come "diversi"; è causa di turbamento sociale, perché è un comportamento deviante dalla norma etica naturale , che è unicamente l'eterosessualità, e nello stesso tempo è portata istintivamente a fare del proselitismo omosessualista particolarmente pericoloso per i giovani specialmente quelli affettivamente immaturi e sessualmente insicuri ed instabili; è contro la Storia, che finisce in malomodo se finiscono le generazioni, non più alimentate dal matrimonio e dalla famiglia come voluta dal Creatore. Discendente da quanto è stato detto una conclusione precisa: l'omosessualità è peccato cioè è contro la creazione come voluta da Dio e come tutti i peccati non dà la vita ma la morte in questo caso la morte della società e della vera civiltà!
La pratica omosessuale garantita e tutelata da uno stato porterà quello stato nel giro di pochi decenni ad una totale decadenza sociale
".

Secondo atto.

"
Il 7 oppure l'8 o addirittura il 10 per cento degli uomini sono omosessuali. E se la situazione non cambia, il nostra popolo sarà annientato da questa malattia contagiosa. A lungo termine, nessun popolo potrebbe resistere a un tale sconvolgimento della propria vita e del proprio equilibrio sessuale: questo provocherà una catastrofe.

Tra gli omosessuali ci sono delle persone che hanno fatto proprio il seguente punto di vista: "Quello che faccio non riguarda nessuno, ma solo la mia vita privata". Ma non è vero, non è solo la loro vita privata: il dominio sessuale può essere sinonimo di vita o di morte per un popolo, di egemonia mondiale o di riduzione della nostra importanza ai livelli della Svizzera. Un popolo che ha molti bambini può aspirare all’egemonia, alla dominazione del mondo. Un popolo di razza nobile che ha pochissimi bambini ha comprato un biglietto per l'aldilà: non avrà più nessuno fra cinquanta o cento anni, e da qui a duecento o cinquecento anni sarà estinto. Oltre a questi problemi di numeri, adesso ho esaminato solo questo aspetto, questo popolo può sparire come Stato per altre ragioni. Siamo uno Stato di uomini, e nonostante tutti i difetti che questo sistema comporta, dobbiamo assolutamente aggrapparci a esso, perché questa è la migliore istituzione possibile. La distruzione dello Stato comincia nel momento in cui interviene un principio erotico, un principio di attrazione sessuale dell'uomo per l'uomo quando, in questo Stato di uomini, la qualifica professionale e il rendimento non contano più. Se voi trovate un uomo che ha questa inclinazione in un qualunque posto, e con un potere di decisione, potete essere sicuri di trovare attorno a lui tre, quattro, otto, dieci persone o addirittura di più, tutte con la stessa inclinazione; perché uno trascina l'altro, e gli uomini normali che vivono con loro sono sfortunati, sono condannati: possono fare quello che vogliono, ma saranno comunque distrutti. Quindi l'omosessualità fa fallire ogni rendimento, ogni sistema basato sul rendimento; essa distrugge lo Stato nelle sue fondamenta.

A questo si aggiunge il fatto che l'omosessuale è un uomo radicalmente malato sul piano psichico. E' debole e si dimostra un vigliacco nei momenti decisivi. L'omosessuale mente anche in maniera malata. Per farvi un esempio, non mente come un gesuita. Il gesuita mente con uno scopo preciso. Dice qualsiasi cosa con un'aria luminosa, ben sapendo che sta raccontando favole. Lui ha una giustificazione morale: mente per la gloria di Dio. Ad majorem Dei gloriam. Il fine giustifica i mezzi. C'è tutta una filosofia della morale, una dottrina morale elaborata da Sant'Ignazio di Loyola. Quindi il gesuita mente e lo sa. Non dimentica per un solo attimo che sta mentendo. L'omosessuale, invece, mente e crede in ciò che dice. Quando chiedete a un omosessuale: "Hai fatto questo o quello?", la risposta è "no". C'è il caso di certi omosessuali che abbiamo interrogato e che ci hanno risposto: "Giuro sull'onore di mia madre, che io sia morto se questo non è vero". Tre minuti più tardi gli abbiamo presentato le prove dicendo: "E allora questo, cosa vuol dire?". Ovviamente non sono morti e, purtroppo. sono sempre qui. L'omosessuale è naturalmente un ideale oggetto di pressione: primo, perché può essere condannato; secondo, perché è un tipo malleabile; terzo, perché è molle e senza alcuna volontà. Inoltre, voglio soltanto farvi qualche esempio in questo settore, l'omosessuale è posseduto da un bisogno insaziabile di confidenza in tutti i campi, e in particolare nel campo sessuale. Nella maggior parte dei casi, voi vi accorgete che quello che si fa arrestare vi dà spontaneamente tutti i nomi di quelli che conosce. Dunque, e devo adottare questo punto di vista, non c'è alcuna fedeltà nel'amore di un uomo per un altro uomo che assomigli minimamente alla fedeltà tra uomini, benché questa gente parli d'amore. L'omosessuale dice tutto, senza freni, e senza dubbio con la speranza di salvarsi così la pelle. Non ci dobbiamo illudere. Trascinare gli omosessuali davanti a un tribunale e farli internare, non risolve il problema. Quando esce dal carcere, l'omosessuale è tanto omosessuale quanto lo era prima. Quindi il problema rimane invariato. È risolto, invece, nella misura in cui questo vizio viene stigmatizzato, mentre prima non lo era. Il problema dell'omosessualità non può essere regolato. Evidentemente, è una questione che abbiamo valutato in tutti i sensi, possiamo mettere in carcere e internare nei campi tutti i giovani traviati. Questo è semplice da realizzare.

Però io mi chiedo: se facessi rinchiudere ventimila giovani delle grandi città, forse riuscirei a portarne tre o quattromila sulla giusta strada, tra quelli sufficientemente giovani (dai 17 ai 18 anni), e ciò con la disciplina, l'ordine, lo sport e il lavoro. Ci è già riuscito in parecchi casi. Però, dal momento in cui non ci saranno più questi giovani, perché io non metto in galera gli omosessuali, c'è il rischio che gli omosessuali si mettano a cercare nuove vittime. Quindi, ci troviamo in una situazione a doppio taglio. Io non vedo che una soluzione: impedire che le qualità di uno Stato di uomini e i vantaggi delle associazioni maschili degenerino in difetti. Secondo me, la nostra vita è troppo mascolinizzata. Siamo pronti a militarizzare delle cose perfino inimmaginabili, lo dico sul serio, niente è così perfetto quanto il nostro modo di far marciare gli uomini in riga, o di prepararsi lo zaino. Per me, però, è una vera catastrofe vedere le ragazze e le donne in tutto il Paese con degli zaini perfetti. Fa venir voglia di vomitare. E' una vera catastrofe vedere le organizzazioni e le associazioni femminili occuparsi di cose che distruggono il fascino, la dignità e la grazia della donna. Noi uomini, parlo in generale, questo non ci concerne direttamente, nella nostra pazzia vogliamo fare della donna uno strumento logico di pensiero, le insegniamo tutto ciò che è possibile. E' una vera catastrofe! Noi mascolinizziamo le donne in tal modo che, a lungo andare, la differenza sessuale, le polarità, spariscono. Da questo momento in poi, non è molto lontana la via che conduce all'omosessualità.

Signori, gli smarrimenti sessuali provocano le cose più stravaganti che si possano immaginare. Dire che ci comportiamo come degli animali sarebbe insultare le bestie. Perché gli animali non fanno queste cose. Una vita sessuale normale, dunque, costituisce un problema vitale per tutti i popoli
".

Il primo atto è tratto dal sito Internet pontifex.it, sedicente sito di Apologetica cristiana, di qualche giorno fa; il secondo da un discorso di Heinrich Himmler del 18 febbraio 1937 rivolto a ufficiali delle SS. Le sottolineature in grassetto sono mie. Ogni persona di buon senso (questo sì, buono) dovrebbe fermarsi, anche solo per un secondo, a riflettere se quello che dice o scrive presenta anche solo una minima somiglianza rispetto al pensiero di certi personaggi del passato la cui semplice menzione dovrebbe provocare in tutti noi solo raccapriccio.


Fonte:
Blog di Matteo Winkler

12 luglio 2010

IN CERCA DI PRETI NELLE CHAT POPOLATE DI SOLITUDINE

Un altro interessante articolo pubblicato su l'Unità di oggi racconta di un "viaggio" tra i siti online per incontri gay alla ricerca di un prete. Lo scrivi nel profilo, senza perdere tempo. A loro è dedicata una delle tante chat room.
Sacerdoti o meno, quella delle chat è, ahimè, una triste realtà popolata da solitudini, desideri repressi e sensi di colpa...

Un mese intero passato in chat. In orari e con nomi diversi. Con un'unica indicazione nel profilo: "In cerca di un don". La prima cosa che si impara nei siti di incontri online è chenon c’è tempo da perdere. Dunque, è meglio chiarire subito cosa si cerca:"170x67 castano non peloso maschile giovanile". Oppure: "165x80, moro riccio, molto peloso, maschile e carino". E, in questo caso, che sia anche prete. Se è vero, poi, che tutte le chat si assomigliano, per quelle gay c'è solo l’imbarazzo della scelta: registrarsi è semplicissimo. Nessun controllo, ad esempio, sull'età dell'utente che, in teoria, potrebbe accedereogni volta con un nick diverso. Ci sono Mirc, la chat di gay.it, 77chat.com, ma anche siti come bearwww.com, gayromeo.com, gaydar.it: alcune richiedono anche la foto ma generalmente basta inserire pochi dati essenziali e l'indicazione di cosa cerchie come lo vuoi. Sesso, amore, amicizia, scambi di coppia: l'obiettivo è quasi sempre incontrarsi, nella realtà oppure via web cam. I preti sono una categoria molto richiesta. Come i militari. "Il fascino della divisa", si potrebbe dire. A loro è dedicata una delletantissime chat room in cui è possibile entrare su 77chat.com. Qui, in homepage, campeggia uno sbrigativo divieto di pedofilia e pratiche sessuali con minorenni. La nostra stanza a temasi chiama "Preti e Amici". I nick dei preti sono abbastanza scontati: Don cerca maturi, d_off, don umbro, don, don giu, don marco, don40, padre Pio e tanti altri. Gli "amici" indicano nel profilo le proprie preferenze. "Dove sei? Quanti anni hai? Come sei fatto?". E' un copione già scritto: basta attendere pochi minuti e si aprono,una dopo l'altra, le prime finestre di dialogo. Le domande sono sempre quelle e conviene rispondere alla svelta per passare al secondo "blocco", "Sei sposato? Single? Gay? Bisex?" - superato il quale avviene il (fortunato) passaggio a un luogo più sicuro: MSN e/o telefono, preludio dell'incontro. Noi ci siamo fermati prima, semplicemente, scomparendo e riapparendo in chat con un nick diverso: un altro giro, un'altra corsa. Un mondo, quello delle chat "per adulti", più normale e ordinario di quanto si pensi. Vite divise. Che, come osserva il teologo morale Giannino Piana "sono drammaticamente segnate da una sorta di lacerazione", alla perenne "ricerca di un modello troppo alto per essere raggiunto".
(l'Unità - 12 Luglio 2010)

QUI l'articolo completo.

16 aprile 2010

PEDOFILIA E VATICANO: SKY TG24 INTERVISTA UNA VITTIMA DEGLI ABUSI

Intervista di Patrizia Vennarucci (SKY TG24 Pomeriggio condotto da Paola Saluzzi) ad una vittima degli abusi sessuali dei preti pedofili.

Costretto a subire le attenzioni di un prete fin da quando aveva sette anni. Questa la drammatica storia raccontata da un uomo a SKY TG24 Pomeriggio. Una brutta storia di abusi, iniziata in una parrocchia di periferia, quando la vittima era solo un bambino.Una storia iniziata con una serie di attenzioni particolari da parte del parrocco. Baci sulla bocca e carrezze sotto la maglietta giustificati sempre come segni d'affetto. A partire dai 12 anni queste attenzioni, racconta l'uomo, sono diventate di natura sessuale, con richieste sempre più frequenti e spesso anche coercitive. La vittima racconta di come abbia spesso tentato di tirarsi indietro, ma di come fosse difficile per lui, ragazzino in piena crescita e senza punti di riferimento, accusare una figura rispettata e ammirata da tutti come il parrocco. Raggiunti i 18 anni, l'uomo ha poi lasciato la parrocchia, nonostante il prete si fosse offerto di mantenerlo agli studi in cambio di altre prestazioni.La cosa più choccante, conclude la vittima, è stato rivedere anni dopo quel parrocco e scoprire al suo fianco un ragazzino di soli 12 o 13 anni, probabile nuova vittima dei suoi abusi. Tutt'oggi questo pedofilo - sostiene l'uomo - vive in una posizione di prestigio all'interno della Diocesi, e anzi riveste una carica importantissima nonostante certi suoi atteggiamenti fossero risaputi. La pedofilia, conclude, non ha niente a che fare con l'omosessualità.