SUBLIME.
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23 maggio 2016
16 dicembre 2014
VISTO NEL WEEKEND: PRIDE
Una storia (vera) che non racconta solo l'unione tra due diverse comunità o tra due generazioni, ma di una solidarietà universale, in nome di un orgoglio che è diritto di tutti.
Il film più bello dell'anno.
FORMIDABILE.
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24 novembre 2014
VISTO NEL WEEKEND: I TONI DELL'AMORE - LOVE IS STRANGE
Un dramma raccontato con molta delicatezza, che mostra come la nostra vita sia in balia di eventi inaspettatamente traumatici e di come sia fragile l’aiuto delle persone che ci circondano nel momento del bisogno. Peccato che la narrazione segua ritmi a volte troppo lenti e che spesso, proprio questa eccessiva lentezza ne compromette l'intenzione di raccontare le difficoltà dei rapporti umani.
DELICATO.
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11 febbraio 2013
VISTO NEL WEEKEND: LA MIGLIORE OFFERTA - LES MISERABLES
MANIACALE.
No comment sulla scellerata mania tutta italiana di doppiare anche le quattro (e dico quattro) parole che vengono pronunciate.
COLOSSALE.
26 novembre 2012
VISTO NEL WEEKEND: ACCIAIO
Una pellicola spesso cupa, in cui la monotonia la fa da padrona e dove i momenti ironici sono praticamente assenti facendo si che la sceneggiatura restituisca alla vista dello spettatore la stessa debolezza e la setassa noia del romanzo di Silvia Avallone a cui si ispira.
FREDDO.
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31 ottobre 2012
VISTO NEL WEEKEND: IO E TE
Unica nota di merito è la bella colonna sonora: The Cure (In Between Days), Muse (Sing For Absolution), Red Hot Chili Peppers, Arcade Fire. Ma anche un David Bowie d'annata che canta "Ragazzo Solo, Ragazza Sola" versione con testo in lingua italiana del singolo "Space Oddity", (ri)scritta da Mogol per l'uscita dell'omonimo album nel novembre 1969 e pubblicata solo su 7" e successivamenete disponibile nella raccolta "Rare" (1982) e nella ristampa (completamente rimasterizzata) in versione deluxe uscita per il quarantesimo anniversario dell'album "Space Oddity".
Sfortunatamente per Bowie la scrittura del testo italiano fu affidata a Mogol la cui poetica è quanto di più distante si possa immaginare dal mondo di David Robert Jones (il vero nome di Ziggy Stardust). Il testo si scollega dall'originale trasformando la ballata in un banale e brutto pezzo d'amore che, per colpa dell'approssimativa pronuncia di Bowie, sembra cantata da Mal.
Ah già, bisogna parlare del film...ma anche no!
CLAUSTROFOBICO.
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15 ottobre 2012
VISTO NEL WEEKEND: TED
Il papà de "I Griffin", qui nella quadrupla veste di sceneggiatore, regista, produttore e persino doppiatore di Ted nella versione inglese, confeziona una storia divertente, dalle battute politicamente scorrette, che mostra anche come nella vita ci si possa abituare a tutto, persino ad un peluche parlante.
IRRIVERENTE.
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17 settembre 2012
VISTO NEL WEEKEND: COME NON DETTO
Ivan Silvestrini (promettente regista regista) abbraccia con uno sguardo coinvolto l'esperienza del protagonista ("Mattia" ovvero Josafat Vagni), portando lo spettatore in un viaggio attraverso i suoi ricordi e le sue emozioni in maniera fluida, nel quale i piani temporali si sovrappongono, incrociano, succedono con una logica che corrisponde a quella della mente e della soggettività. Un viaggio che coincide con la scoperta di sé, della propria identità, non solo sessuale, ma come persona in questo mondo, un'identità a volta confusa, non capita neanche dallo stesso Mattia, fino alla finale accettazione di chi è veramente, come fidanzato, come amico e come figlio. La sua è una storia di normalità, che (finalmente) sfugge alla stereotipizzazione a cui spesso il cinema, soprattutto quello nostrano più mainstream, sottopone i personaggi gay, quasi sempre fin troppo sopra le righe. Se proprio di stereotipizzazione si vuole parlare, allora bisogna guardare alla famiglia di Mattia: padre e madre separati, lei casalinga sull'orlo della depressione, lui (presunto) cornificatore cronico, la sorella coatta con marito macho-meccanico, la nonna sui generis. Tuttavia, nonostante la base macchiettistica così tipicamente italiana, questi personaggi riescono a prendere vita vera grazie all'interpretazione degli attori, su tutti una Monica Guerritore finalmente libera da lacrime e drammi e Ninni Bruschetta. E' attraverso l'interazione di Mattia con la sua famiglia, senza dimenticare gli amici, Stefania e Giacomo (meglio noto come Alba Paillettes di notte), che passa quella comicità tipica di una commedia degli equivoci, leggera, ma al tempo stesso necessaria, alla quale si accompagnano i momenti più seri. In fondo, sembra dire il film, la vita va presa con un sorriso.
REALISTICO.
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25 giugno 2012
VISTO NEL WEEKEND: W.E. - EDWARD E WALLIS
Beh, mi dispiace, cari capoccioni, ma devo dissentire: W.E. è ben lontano dall'essere quel pasticcio ridicolmente melodrammatico che volete dipingere con le vostre taglienti/saccenti penne.
La storia del film è basata sull'intreccio tra passato e presente, tra realtà e fantasia, raccontando in parallelo la vita (inventata) di Wally Winthrop, giovane moglie insoddisfatta che sogna d'incontrare un principe azzurro, e quella (reale) di Wallis Simpson, americana pluridivorziata che arriva a sposare Edoardo VIII d'Inghilterra e che sarà la causa della sua abdicazione. Attraverso gli oggetti un tempo appartenuti a questa donna controversa, Wally ne ripercorre mentalmente la vita, in un gioco di specchi che, infine, diventerà strumento di catarsi e rinascita.
Lo dico senza girarci intorno, la storia della Simpson è infinitamente più interessante di quella della povera desperate housewife dei giorni d'oggi. Il melò si fa sentire meno o, comunque, è giustificato da una vicenda storica che è stata definita da alcuni "la più bella storia d'amore del ventesimo secolo". Le battute zuccherose assumono una dignità propria e uno spessore drammatico, perché messe in bocca ad una squadra d'attori credibili (su tutti, svetta l'eccelsa Andrea Riseborough, e Madonna andrebbe ringraziata solo per aver fatto emergere questo talento straordinario).
La colpa maggiore di W.E. non sta, ahimé, nelle cadute mielose o nella scarsa efficacia dell'intreccio fra le due trame. No, la colpa sta nel fatto che è l'opera di una musicista, che si è azzardata ad invadere il territorio dei grandi maestri, dei mostri sacri, dei dinosauri della celluloide tanto cari ai giornalisti. Non solo, ma la signora Ciccone aveva anche l'assurda pretesa di fare un bel film. Roba da matti, eh? Proprio a quest'atto di hýbris, di arroganza, si deve la bocciatura del film e la crocifissione di Madonna regista. Ma ce ne fossero, di passaggi dalla musica al cinema come quello di Madame Ciccone. In Italia, il meglio a cui abbiamo potuto aspirare sono state le fumose elucubrazioni di Battiato in Musikanten e, peggio mi sento, l'ammiccante ed insostenibilmente furbetto Radiofreccia di Ligabue. Pellicole che, con tutto l'affetto che posso nutrire verso l'italica terra, scompaiono miseramente di fronte alla ricercatezza estetizzante del film di Madonna.
In conclusione, W.E. va visto. Se non altro perché è un'interessante tentativo di rilettura di un personaggio bistrattato e condannato dalla storia. Ed è inevitabile associare quest'americana ambiziosa, additata da tutto il mondo come una spietata arrampicatrice sociale, alla stessa Madonna, autrice di un'opera che, per ricchezza visiva, assomiglia tanto, ma proprio tanto ad un bel film. Con buona pace dei critici-a-sproposito-ipercritici.
IMPERDIBILE.
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21 maggio 2012
VISTO NEL WEEKEND: DIAZ
Dopo le prime pacifiche manifestazioni del 19 luglio, i cortei del 20 e del 21 luglio danno luogo a una vera guerriglia urbana. Carlo Giuliani è ucciso da un proiettile sparato da una camionetta dei Carabinieri. Si contano circa 1000 feriti, 280 persone arrestate, circa 50 miliardi di lire di danni. Distrutti 41 negozi, 83 auto, 9 uffici postali, 6 supermercati, 34 banche, 16 pompe di benzina, 4 abitazioni private, 9 cabine telefoniche, 1 carro attrezzi.
Alla mezzanotte del sabato 21 luglio, a manifestazioni finite, più di 300 operatori delle forze dell'ordine fanno irruzione nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Media Center del Genoa Social Forum. Vengono arrestate 93 persone: 40 tedeschi, 13 spagnoli, 16 italiani, 5 inglesi, 4 svedesi, 4 svizzeri, 3 polacchi, 3 americani, 2 canadesi, 1 turco, 1 neozelandese, 1 lituano. Si contano 87 feriti: giovani e vecchi, giornalisti e manifestanti. Molti degli arrestati alla Diaz vengono successivamente trasferiti a Bolzaneto, la caserma-carcere dove, senza ricevere spiegazioni né essere informati di cosa siano accusati, per tre giorni subiscono violenze di ogni genere.
Nei giorni seguenti i fermati sono condotti in carcere dove ricevono assistenza e scoprono di essere accusati di "associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata e porto d'armi". Il Giudice per le indagini preliminari scarcera tutti gli arrestati e gli stranieri vengono accompagnati alla frontiera ed espulsi dall'Italia. Nessun governo europeo ha mai chiesto spiegazioni.
Dalle dichiarazioni rese dai 93 arrestati nasce il processo Diaz. Su più di 300 poliziotti che parteciparono al blitz della Diaz, soltanto 29 sono stati processati e nella Sentenza di Appello in 27 hanno riportato una condanna per lesioni, falso in atto pubblico e calunnia. Le condanne per lesioni e calunnia sono ormai prescritte, restano valide le condanne per falso in atto pubblico che andranno in prescrizione nel 2016.
Nel processo relativo ai fatti accaduti nel carcere/caserma di Bolzaneto sono stati imputati 45 tra poliziotti, carabinieri, guardie penitenziarie, medici e infermieri. Per questo processo "la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di tortura ha costretto il tribunale a circoscrivere le condotte inumane e degradanti (che avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata nelle convenzioni internazionali)" [sentenza del tribunale di Genova del 14 luglio 2008].
Il giudizio di appello si conclude con 44 condanne per abuso di ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, violenza privata.
Il parlamento italiano ha respinto per due volte la proposta di legge di istituzione di una commessione parlamentare d'inchiesta per i fatti di Genova.
Il processo per l'uccisione di Carlo Giuliani non ha mai avuto luogo, è stata accolta l'archiviazione per legittima difesa. Secondo il pubblico ministero il proiettile fu sparato in aria dal carabiniere, e deviato nel suo percorso da un sasso.
UN PUGNO NELLO STOMACO.
UN PUGNO NELLO STOMACO.
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08 maggio 2012
VISTO NEL WEEKEND: CILIEGINE
Una commedia "romantica" basata su un grosso equivoco a cui seguono una serie di esilaranti conseguenze e stratagemmi pittoreschi.
DELIZIOSO.
DELIZIOSO.
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24 aprile 2012
VISTO NEL WEEKEND: TO ROME WITH LOVE
Situazioni ridicole, dialoghi imbarazzanti, scenette da film comico di serie B e doppiaggio pessimo. Un film vuoto e zeppo di product placement (quasi ti diverti a scovarli tutti).
Non si capisce bene dove voglia andare a parare Woody Allen, mettendo in scena quattro episodi sconclusionati, in cui eccelle solo Penelope Cruz protagonista di un racconto che si distingue per trovate all'altezza dei migliori Banfi & Vitali.
TERRIBILE.
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16 aprile 2012
VISTO NEL WEEKEND: BEL AMI - TITANIC 3D
parallelismo tra l'ascesa al potere e la discesa agli inferi dell'anima.
LASCIVO.
Perchè l'amore, quello vero, è fedele (sempre) e non muore mai. MAI.
TITANICO.
10 aprile 2012
VISTO NEL WEEKEND: GOOD AS YOU
TREMENDO.
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Visto Nel Weekend
02 aprile 2012
VISTO NEL WEEKEND: MAGNIFICA PRESENZA
TEATRALE.
12 marzo 2012
VISTO NEL WEEKEND: THE IRON LADY
I momenti retorici dei continui ricordi della Thatcher sono legati, molto probabilmente, alla lampante soggettività della memoria stessa che li evoca, dato che tutto ciò che lo spettatore vede e sente viene senza dubbio filtrato dalla percezione della severa statista (dall'ambiente ultramaschilista del Partito Conservatore o del Parlamento, fino agli episodi più ironici o lirici relativi al defunto marito). Tuttavia, nel complesso, a parte la recitazione incredibilmente camaleontica di Maryl Streep, The Iron Lady non emoziona fino in fondo, né dà adito a riflessioni particolarmente elaborate sui meccanismi o sulle necessità del potere. Almeno, non più e meglio di altre biografie politiche anche meno riuscite.
NOIOSO.
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27 febbraio 2012
PIATTO.
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Glenn Close,
Visto Nel Weekend
30 gennaio 2012
VISTO NEL WEEKEND: SHAME
Personalmente il film non mi è piaciuto affatto. Rimane irrisolto e con troppi punti in sospeso.
Lunghi silenzi; rabbia e passioni compresse che esplodono improvvise e senza una motivazione.
Molto rumore per nulla.
VERGOGNOSO.
QUI la locandina censurata in Ungheria.
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Cinema,
Visto Nel Weekend
23 gennaio 2012
VISTO NEL WEEKEND: J. EDGAR
PASSIONALE.
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19 dicembre 2011
VISTO NEL WEEKEND: THE ARTIST
CAPOLAVORO.
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