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23 maggio 2016

VISTO NEL WEEKEND: LA PAZZA GIOIA

Se non andate a vedere questo film siete dei pazzi!
SUBLIME.

16 dicembre 2014

VISTO NEL WEEKEND: PRIDE

Ci sono molte cose che oggi diamo per scontate, dimenticando come tutto fosse diverso una volta e quanto sia stato duro ottenerle. 
Una storia (vera) che non racconta solo l'unione tra due diverse comunità o tra due generazioni, ma di una solidarietà universale, in nome di un orgoglio che è diritto di tutti. 
Il film più bello dell'anno. 
FORMIDABILE.

24 novembre 2014

VISTO NEL WEEKEND: I TONI DELL'AMORE - LOVE IS STRANGE

Storia d'amore che racconta il sentimento in quanto tale a prescindere da chi lo prova. 
Un dramma raccontato con molta delicatezza, che mostra come la nostra vita sia in balia di eventi inaspettatamente traumatici e di come sia fragile l’aiuto delle persone che ci circondano nel momento del bisogno. Peccato che la narrazione segua ritmi a volte troppo lenti e che spesso, proprio questa eccessiva lentezza ne compromette l'intenzione di raccontare le difficoltà dei rapporti umani.  
DELICATO.

11 febbraio 2013

VISTO NEL WEEKEND: LA MIGLIORE OFFERTA - LES MISERABLES

Tornatore evade per una volta dalla sua Sicilia in cerca di ambientazioni decisamente più algide e mitteleuropee svincolate quasi totalmente da ogni riferimento geografico preciso. Una perfezione eccessiva, un intreccio virtuoso al limite della macchinosità che strizza l'occhio al noir.
MANIACALE.

Les Misérables, insieme a The Phantom Of The Opera, è uno dei musical di maggior successo della storia. Un successo senza precedenti sia nel West End londinese, dove lo spettacolo viene ininterrottamente rappresentato dal 1985, che a Broadway, dove è stato rappresentato dal 1987 al 2003 e nuovamente dal 2006 al 2008. La trasposizione cinematografica di Tom Hooper risulta però un film vacuo, poverissimo nella sua ragion d’essere, costruito a tavolino esclusivamente come un tempo avveniva per lo sfoggio della magniloquenza decò e con interpretazioni poco credibili e piuttosto algide.
No comment sulla scellerata mania tutta italiana di doppiare anche le quattro (e dico quattro) parole che vengono pronunciate. 
COLOSSALE.

26 novembre 2012

VISTO NEL WEEKEND: ACCIAIO

Il film racconta di come un'amicizia forte e sincera (come può essere solo quella tra due adolescenti) tenti di contrapporsi ad una realtà in cui anche i sogni e le prospettive sembrano prigioniere della fabbrica. Solo la fuga sembra un'alternativa, ma è un'alternativa con molte incognite e che non può che spaventare chi è cresciuto in questo territorio.
Una pellicola spesso cupa, in cui la monotonia la fa da padrona e dove i momenti ironici sono praticamente assenti facendo si che la sceneggiatura restituisca alla vista dello spettatore la stessa debolezza e la setassa noia del romanzo di
Silvia Avallone a cui si ispira.
FREDDO.

31 ottobre 2012

VISTO NEL WEEKEND: IO E TE

Niccolò Ammaniti non è il mio scrittore preferito. Bernardo Bertolucci non è il mio regista preferito. "Io e Te" non è un bel film ma neanche uno brutto. Piatto. Immobile, a tratti noiso. Forse inutile, un po' come il libro (anche se del romanzo nel film c'è solo l'idea).
Unica nota di merito è la bella colonna sonora:
The Cure (In Between Days), Muse (Sing For Absolution), Red Hot Chili Peppers, Arcade Fire. Ma anche un David Bowie d'annata che canta "Ragazzo Solo, Ragazza Sola" versione con testo in lingua italiana del singolo "Space Oddity", (ri)scritta da Mogol per l'uscita dell'omonimo album nel novembre 1969 e pubblicata solo su 7" e successivamenete disponibile nella raccolta "Rare" (1982) e nella ristampa (completamente rimasterizzata) in versione deluxe uscita per il quarantesimo anniversario dell'album "Space Oddity".
Sfortunatamente per Bowie la scrittura del testo italiano fu affidata a Mogol la cui poetica è quanto di più distante si possa immaginare dal mondo di David Robert Jones (il vero nome di
Ziggy Stardust). Il testo si scollega dall'originale trasformando la ballata in un banale e brutto pezzo d'amore che, per colpa dell'approssimativa pronuncia di Bowie, sembra cantata da Mal.

Ah già, bisogna parlare del film...ma anche no!
CLAUSTROFOBICO.

15 ottobre 2012

VISTO NEL WEEKEND: TED

Dimenticate Coccolino. Adesso al suo posto c'è Ted, orsetto (del cuore) sboccato, che fuma le canne, beve birra, rutta, fa sesso occasionale e soprattutto si fa di crack!
Il papà de "
I Griffin", qui nella quadrupla veste di sceneggiatore, regista, produttore e persino doppiatore di
Ted nella versione inglese, confeziona una storia divertente, dalle battute politicamente scorrette, che mostra anche come nella vita ci si possa abituare a tutto, persino ad un peluche parlante. 
IRRIVERENTE.

17 settembre 2012

VISTO NEL WEEKEND: COME NON DETTO

Il film non pontifica in alcun modo su questioni politiche o morali, ma racconta giustamente una storia personale e quotidiana. 
Ivan Silvestrini (promettente regista regista) abbraccia con uno sguardo coinvolto l'esperienza del protagonista ("Mattia" ovvero Josafat Vagni), portando lo spettatore in un viaggio attraverso i suoi ricordi e le sue emozioni in maniera fluida, nel quale i piani temporali si sovrappongono, incrociano, succedono con una logica che corrisponde a quella della mente e della soggettività. Un viaggio che coincide con la scoperta di sé, della propria identità, non solo sessuale, ma come persona in questo mondo, un'identità a volta confusa, non capita neanche dallo stesso Mattia, fino alla finale accettazione di chi è veramente, come fidanzato, come amico e come figlio. La sua è una storia di normalità, che (finalmente) sfugge alla stereotipizzazione a cui spesso il cinema, soprattutto quello nostrano più mainstream, sottopone i personaggi gay, quasi sempre fin troppo sopra le righe. Se proprio di stereotipizzazione si vuole parlare, allora bisogna guardare alla famiglia di Mattia: padre e madre separati, lei casalinga sull'orlo della depressione, lui (presunto) cornificatore cronico, la sorella coatta con marito macho-meccanico, la nonna sui generis. Tuttavia, nonostante la base macchiettistica così tipicamente italiana, questi personaggi riescono a prendere vita vera grazie all'interpretazione degli attori, su tutti una Monica Guerritore finalmente libera da lacrime e drammi e Ninni Bruschetta. E' attraverso l'interazione di Mattia con la sua famiglia, senza dimenticare gli amici, Stefania e Giacomo (meglio noto come Alba Paillettes di notte), che passa quella comicità tipica di una commedia degli equivoci, leggera, ma al tempo stesso necessaria, alla quale si accompagnano i momenti più seri. In fondo, sembra dire il film, la vita va presa con un sorriso. 
REALISTICO.

25 giugno 2012

VISTO NEL WEEKEND: W.E. - EDWARD E WALLIS

La condanna a morte è stata emessa a settembre, e l'8 giugno (in Italia) è stata eseguita la sentenza: "W.E. di Madonna, presentato allo scorso Festival di Venezia, è un brutto film". Così dissero i critici in laguna, così ripetono (quasi) tutti i giornalisti che lo vedono in questi giorni in sala.
Beh, mi dispiace, cari capoccioni, ma devo dissentire: W.E. è ben lontano dall'essere quel pasticcio ridicolmente melodrammatico che volete dipingere con le vostre taglienti/saccenti penne.
La storia del film è basata sull'intreccio tra passato e presente, tra realtà e fantasia, raccontando in parallelo la vita (inventata) di Wally Winthrop, giovane moglie insoddisfatta che sogna d'incontrare un principe azzurro, e quella (reale) di Wallis Simpson, americana pluridivorziata che arriva a sposare Edoardo VIII d'Inghilterra e che sarà la causa della sua abdicazione. Attraverso gli oggetti un tempo appartenuti a questa donna controversa, Wally ne ripercorre mentalmente la vita, in un gioco di specchi che, infine, diventerà strumento di catarsi e rinascita.
Lo dico senza girarci intorno, la storia della Simpson è infinitamente più interessante di quella della povera desperate housewife dei giorni d'oggi. Il melò si fa sentire meno o, comunque, è giustificato da una vicenda storica che è stata definita da alcuni "la più bella storia d'amore del ventesimo secolo". Le battute zuccherose assumono una dignità propria e uno spessore drammatico, perché messe in bocca ad una squadra d'attori credibili (su tutti, svetta l'eccelsa Andrea Riseborough, e Madonna andrebbe ringraziata solo per aver fatto emergere questo talento straordinario).
La colpa maggiore di W.E. non sta, ahimé, nelle cadute mielose o nella scarsa efficacia dell'intreccio fra le due trame. No, la colpa sta nel fatto che è l'opera di una musicista, che si è azzardata ad invadere il territorio dei grandi maestri, dei mostri sacri, dei dinosauri della celluloide tanto cari ai giornalisti. Non solo, ma la signora Ciccone aveva anche l'assurda pretesa di fare un bel film. Roba da matti, eh? Proprio a quest'atto di hýbris, di arroganza, si deve la bocciatura del film e la crocifissione di Madonna regista. Ma ce ne fossero, di passaggi dalla musica al cinema come quello di Madame Ciccone. In Italia, il meglio a cui abbiamo potuto aspirare sono state le fumose elucubrazioni di Battiato in Musikanten e, peggio mi sento, l'ammiccante ed insostenibilmente furbetto Radiofreccia di Ligabue. Pellicole che, con tutto l'affetto che posso nutrire verso l'italica terra, scompaiono miseramente di fronte alla ricercatezza estetizzante del film di Madonna.
In conclusione, W.E. va visto. Se non altro perché è un'interessante tentativo di rilettura di un personaggio bistrattato e condannato dalla storia. Ed è inevitabile associare quest'americana ambiziosa, additata da tutto il mondo come una spietata arrampicatrice sociale, alla stessa Madonna, autrice di un'opera che, per ricchezza visiva, assomiglia tanto, ma proprio tanto ad un bel film. Con buona pace dei critici-a-sproposito-ipercritici.
IMPERDIBILE.

Alessia Pelonsi (Ciak, si scrive)

21 maggio 2012

VISTO NEL WEEKEND: DIAZ

Dal 20 al 22 luglio 2001 a Genova si riuniscono gli otto grandi della terra per affrontare temi come lo scudo spaziale, il protocollo di Kyōto, la crisi in Medio Oriente e nei Balcani. Da tutto il mondo arrivano circa 300mila persone per fare un contro vertice, con lo slogan: "Un mondo diverso è possibile".
Dopo le prime pacifiche manifestazioni del 19 luglio, i cortei del 20 e del 21 luglio danno luogo a una vera guerriglia urbana. Carlo Giuliani è ucciso da un proiettile sparato da una camionetta dei Carabinieri. Si contano circa 1000 feriti, 280 persone arrestate, circa 50 miliardi di lire di danni. Distrutti 41 negozi, 83 auto, 9 uffici postali, 6 supermercati, 34 banche, 16 pompe di benzina, 4 abitazioni private, 9 cabine telefoniche, 1 carro attrezzi.
Alla mezzanotte del sabato 21 luglio, a manifestazioni finite, più di 300 operatori delle forze dell'ordine fanno irruzione nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Media Center del Genoa Social Forum. Vengono arrestate 93 persone: 40 tedeschi, 13 spagnoli, 16 italiani, 5 inglesi, 4 svedesi, 4 svizzeri, 3 polacchi, 3 americani, 2 canadesi, 1 turco, 1 neozelandese, 1 lituano. Si contano 87 feriti: giovani e vecchi, giornalisti e manifestanti. Molti degli arrestati alla Diaz vengono successivamente trasferiti a Bolzaneto, la caserma-carcere dove, senza ricevere spiegazioni né essere informati di cosa siano accusati, per tre giorni subiscono violenze di ogni genere.
Nei giorni seguenti i fermati sono condotti in carcere dove ricevono assistenza e scoprono di essere accusati di "associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata e porto d'armi". Il Giudice per le indagini preliminari scarcera tutti gli arrestati e gli stranieri vengono accompagnati alla frontiera ed espulsi dall'Italia. Nessun governo europeo ha mai chiesto spiegazioni. Dalle dichiarazioni rese dai 93 arrestati nasce il processo Diaz. Su più di 300 poliziotti che parteciparono al blitz della Diaz, soltanto 29 sono stati processati e nella Sentenza di Appello in 27 hanno riportato una condanna per lesioni, falso in atto pubblico e calunnia. Le condanne per lesioni e calunnia sono ormai prescritte, restano valide le condanne per falso in atto pubblico che andranno in prescrizione nel 2016. Nel processo relativo ai fatti accaduti nel carcere/caserma di Bolzaneto sono stati imputati 45 tra poliziotti, carabinieri, guardie penitenziarie, medici e infermieri. Per questo processo "la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di tortura ha costretto il tribunale a circoscrivere le condotte inumane e degradanti (che avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata nelle convenzioni internazionali)" [sentenza del tribunale di Genova del 14 luglio 2008]. 
Il giudizio di appello si conclude con 44 condanne per abuso di ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, violenza privata. Il parlamento italiano ha respinto per due volte la proposta di legge di istituzione di una commessione parlamentare d'inchiesta per i fatti di Genova.
Il processo per l'uccisione di Carlo Giuliani non ha mai avuto luogo, è stata accolta l'archiviazione per legittima difesa. Secondo il pubblico ministero il proiettile fu sparato in aria dal carabiniere, e deviato nel suo percorso da un sasso.
UN PUGNO NELLO STOMACO.

08 maggio 2012

VISTO NEL WEEKEND: CILIEGINE

E' una bella e piacevole sorpresa il debutto da regista di Laura Morante. La storia riflette sui rapporti di coppia, e racconta della paura degli uomini e dell'abbandono di cui è affetta la protagonista, capace di interrompere una relazione perchè il compagno mangia senza accortezza per lei, l’ultima ciliegina della torta dimostrando un egoismo inaccettabile. 
Una commedia "romantica" basata su un grosso equivoco a cui seguono una serie di esilaranti conseguenze e stratagemmi pittoreschi.  
DELIZIOSO.

24 aprile 2012

VISTO NEL WEEKEND: TO ROME WITH LOVE

Che differenza ci sarebbe se la nuova pellicola di Woody Allen fosse stata diretta dei Vanzina? Che il film dei due fratelli romani sarebbe stato decisamente più bello e avvincente. E detto ciò...
Situazioni ridicole, dialoghi imbarazzanti, scenette da film comico di serie B e doppiaggio pessimo. Un film vuoto e zeppo di product placement (quasi ti diverti a scovarli tutti).
Non si capisce bene dove voglia andare a parare Woody Allen, mettendo in scena quattro episodi sconclusionati, in cui eccelle solo Penelope Cruz protagonista di un racconto che si distingue per trovate all'altezza dei migliori Banfi & Vitali.
TERRIBILE.

16 aprile 2012

VISTO NEL WEEKEND: BEL AMI - TITANIC 3D

"Bel Ami" ci conduce nei bordelli, nelle camere da letto delle ricche abitazioni o dei segreti nidi d’amore, alla scoperta dei vizi e della abiezioni dell'alta società, in un mondo in cui i giochi di potere non si svolgono in parlamento, ma tra le lenzuola.
parallelismo tra l'ascesa al potere e la discesa agli inferi dell'anima.
LASCIVO.

Anche dopo 15 anni scappa la lacrimuccia.
Perchè l'amore, quello vero, è fedele (sempre) e non muore mai. MAI.
TITANICO.

10 aprile 2012

VISTO NEL WEEKEND: GOOD AS YOU

Un film sgangherato ai limiti dell'amatoriale che insegue la chimera di una colorata giocosità che travolge tutto, temi seri compresi. Buone idee ma realizzate (decisamente) male. Uniche note di merito: Lorenzo Balducci (bello e bravo nelle sue manie di precisione) e la sigla finale realizzata apposta per il film dalle Gemelle Kessler che cantano un celebre pezzo di Carmen Miranda e che rese famoso il film "Banana Split" (1943): "The Lady In The Tutti Frutti Hat".
TREMENDO.

02 aprile 2012

VISTO NEL WEEKEND: MAGNIFICA PRESENZA

Dentro una cornice un po' surreale, un po' pirandelliana, Ferzan Özpetek dipinge la sua tela con tutti i colori dei sentimenti. Ma senza emozioni. L'intento del regista, d'altra parte è un altro, anzi sono molte altre le motivazioni del film. A cominciare da un omaggio, divertito e in parte divertente allo stesso mestiere d'attore, al teatro, e alla complessa commedia della vita.
TEATRALE.

12 marzo 2012

VISTO NEL WEEKEND: THE IRON LADY

Nonostante le buone intenzioni ed il rispetto per il vastissimo materiale biografico di partenza, il film non convince pienamente. Il risultato non è infatti né una biografia ufficiale né tantomeno una biografia non autorizzata della discussa premier. Piuttosto si ha l'impressione di una narrazione discontinua che parte da un'amara riflessione sull'irreversibilità del tempo (e della propria funzionalità sociale) per poi aprirsi lentamente ad un nostalgico rimpianto di un'epoca - in realtà non troppo lontana - in cui il patriottismo e il senso della nazione potevano giustificare l'impopolarità di una linea politica dura ma necessaria.
I momenti retorici dei continui ricordi della Thatcher sono legati, molto probabilmente, alla lampante soggettività della memoria stessa che li evoca, dato che tutto ciò che lo spettatore vede e sente viene senza dubbio filtrato dalla percezione della severa statista (dall'ambiente ultramaschilista del Partito Conservatore o del Parlamento, fino agli episodi più ironici o lirici relativi al defunto marito). Tuttavia, nel complesso, a parte la recitazione incredibilmente camaleontica di Maryl Streep, The Iron Lady non emoziona fino in fondo, né dà adito a riflessioni particolarmente elaborate sui meccanismi o sulle necessità del potere. Almeno, non più e meglio di altre biografie politiche anche meno riuscite.
NOIOSO.

27 febbraio 2012

Uomo per sopravvivere, donna per provare emozioni. Albert Nobbs si aggrappa a Glenn Close, forse in modo troppo evidente, e questo è il pregio e il difetto di questa pellicola. Difatti se l'attrice si fa ammirare, probabilmente questo film senza di lei si identificherebbe come una confezione ordinaria priva di un livello qualitativo necessario per farsi ricordare.
PIATTO.

30 gennaio 2012

VISTO NEL WEEKEND: SHAME

Brandon (Michael Fassbender) è un trentenne in carriera, vive in un minuscolo e confortevole appartamento di New York, diviso tra una efficiente e molto professionale vita lavorativa durante il giorno ed una caccia instancabile di sesso durante la notte. Il ritmo metodico e ordinato della sua vita, entra in crisi con l'arrivo imprevisto di sua sorella Sissy (Carey Mulligan), ribelle e problematica (...e vagamente somigliante alla versione "oversize" di Britney Spears). La sua presenza dirompente spingerà Brandon a inoltrarsi nelle pieghe più oscure dei suoi fantasmi.
Personalmente il film non mi è piaciuto affatto. Rimane irrisolto e con troppi punti in sospeso.
Lunghi silenzi; rabbia e passioni compresse che esplodono improvvise e senza una motivazione.
Molto rumore per nulla.
VERGOGNOSO.

QUI la locandina censurata in Ungheria.

23 gennaio 2012

VISTO NEL WEEKEND: J. EDGAR

J. Edgar Hoover Hoover (storico fondatore dell'FBI e uomo più importante d'America per oltre mezzo secolo) è tanto severo, irreprensibile, talvolta violento nei metodi sul lavoro, quanto debole e complessato a casa, succube di una madre troppo ingombrante che si rivela incapace di fargli esprimere ed accettare la sua latente omosessualità. Una vittima della morale conservatrice che pervade tutto il racconto di una vita uniformata al perbenismo statunitense dell'epoca.
PASSIONALE.

19 dicembre 2011

VISTO NEL WEEKEND: THE ARTIST

In un momento in cui il mercato sembra tendere a una tridimensionalità posticcia o, nella migliore delle ipotesi, alla suggestione realistica del cinema digitale, arriva nelle sale "The Artist", un grande film che appassiona e commuove riportando la storia alle pellicole senza sonoro e a quel raffinato e inarrivabile bianco e nero che ha prodotto titoli indimenticabili. Gigantesco è lo sforzo messo in atto per ricreare scenografie e costumi. Niente è lasciato al caso e ogni immagine è una gioia per gli occhi. Niente parole, tutta magia.
CAPOLAVORO.