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02 aprile 2012

VISTO NEL WEEKEND: MAGNIFICA PRESENZA

Dentro una cornice un po' surreale, un po' pirandelliana, Ferzan Özpetek dipinge la sua tela con tutti i colori dei sentimenti. Ma senza emozioni. L'intento del regista, d'altra parte è un altro, anzi sono molte altre le motivazioni del film. A cominciare da un omaggio, divertito e in parte divertente allo stesso mestiere d'attore, al teatro, e alla complessa commedia della vita.
TEATRALE.

21 febbraio 2012

MAGNIFICA O PRESENZA - IL NUOVO FILM DI FERZAN OZPETEK

Magnifica Presenza: il nuovo film di Ferzan Özpetek arriverà nei cinema il 16 marzo 2012. La pellicola, girata interamente a Roma, è una commedia collettiva e narra una rinascita dove la forza del sentimento supera le paure, per trovare una risposta nell'amore, nell'amici e nella solidarietà.
Il film prodotto da Fandango e Rai Cinema vede nel casta Elio Germano, Margherita Buy, Vittoria Puccini, Beppe Fiorello, Andrea Bosca, Alessandro Roja, Paola Minaccioni, Cem Yilmaz, Ambrogio Maestri, Claudia Potenza, Gea Martire, Monica Nappo, Bianca Nappi, Daniele Pecci, Gianluca Gori, Platinette, Massimiliano Gallo.

Pietro (Elio Germano) ha 28 anni, arriva a Roma dalla Sicilia con un unico grande sogno: fare l'attore! Tra un provino e l’altro sbarca il lunario sfornando cornetti tutte le notti. E' un ragazzo timido, solitario e l'unica confusionaria compagnia è quella della cugina Maria, apprendista avvocato dalla vita sentimentale troppo piena. Dividono provvisoriamente lo stesso appartamento legati da un rapporto di amore e odio in una quotidianità che fa scintille. Ma arriva il giorno in cui Pietro trova, finalmente, una casa tutta per sé, un appartamento d'epoca, dotato di un fascino molto particolare e Pietro non vede l'ora di cominciare la sua nuova esistenza da uomo libero. La felicità dura solo pochi giorni: presto cominciano ad apparire particolari inquietanti. E' chiaro che qualcun altro vive insieme a lui...

16 marzo 2010

VISTO NEL WEEKEND: MINE VAGANTI

Ancora una volta Ferzan Ozpetek ha l'abilità, come solo lui sa fare, di provocare uno scossone esistenziale che ti stritola le emozioni, ti mescola i sentimenti e ti lancia nel limbo di un vortice esistenziale che a volte potrebbe sfiorare la pazzia. Con ogni suo film potrei prenotare sedute dall'analista per anni. Per questo lo amo; così come amerò sempre la sua capacità di raccontare e descrivere le storie che appartengono ad ognuno di noi. Le storie delle nostre famiglie, dei nostri amici. Le nostre storie.
Dopo "
Le Fate Ignoranti" e "Saturno Contro" Ozpetek ha realizzato un altro capolavoro. Grandioso il cast. Lunetta Savino eccezionale, Ilaria Occhini (la nonna) sublime e da Oscar. Elena Sofia Ricci fenomenale. Riccardo Scamarcio veramente bravo, molto; sicuramente il suo miglior film. Unica stonatura (ed è il caso di dirlo) una traccia della colonna sonora cantata da Patty Pravo o meglio una Patty Pravo che canta come Amanda Lear (visto il tono della sua voce). Ma qui c'è del personale: non sopporto Patty Pravo e la sua latente omofobia. Questa però è un'altra storia....che dobbiamo farci, del resto sono anch'io una Mina Vagante.




L'apoteosi MINE VAGANTI
di Marco Mori - Presidente CIG Arcigay di Milano

Mine Vaganti è una messa cantata. è l'apoteosi del cinema gay che supera i confini stessi del cinema gay finendo così per non esserlo per nulla. E' un film sulla famiglia e sull'amore di un padre verso i suoi figli. E' la fotografia reale e realista della nostra povera Italia.La fotografia di tanti gay di ogni latitudine che emigrano per una felicità di convenienza e alle feste comandate tornano al paese rinnegando se stessi e i propri amori di fronte a parenti ciechi o volutamente distratti. E' una fotografia sul ruolo delle donne, sulla loro funzione sociale e familiare, su quello che devono subire in questo fantomatico paese in cui la parità è solo una chimera. E' una fotografia sul ruolo della famiglia, che gli spot della barilla edulcorano e alleggeriscono rispetto a quello che è la realtà.La famiglia e la sua deriva familista e amorale. Un film che amo dove rivedo quella spiaggia gay di Punta della Suina a Gallipoli, dove quei balletti ci sono stati, e ogni giorno con coreografie diverse che ricordo con un sorriso nel cuore, come questo film. E' un film su noi e il popolo che siamo e amiamo essere: tragicomico, melodrammatico, isterico, insofferente, paziente e divertente. E' un film sulle diverse, tante e stupende sfaccettature dell'amore vero di queste incredibili Mine Vaganti.
















04 marzo 2010

FERZAN OZPETEK: "TRENT'ANNI DI BATTAGLIE GAY E RISCHIAMO DI TORNARE INDIETRO"

"Siete una regione civile, non fatevi contaminare dalla Lega" avverte Riccardo Scamarcio, ieri a Torino assediato come sempre dalle ragazze (e forse dai ragazzi), che nel nuovo film di Ferzan Ozpetek, "Mine Vaganti", in uscita venerdì 12 con 01 Distribution e Fandango, è il figlio gay di una famiglia patriarcale pugliese alle prese con un impossibile outing. Mentre da una parte sventolano le bandiere verdi di Cota e dall'altra Chiamparino raccoglie il bouquet delle spose lesbiche, nella città del Fuori!, di Pezzana, del festival "Da Sodoma a Hollywood" e dello scontro sindaco/cardinale - alla Don Camillo e Peppone - sul riconoscimento delle coppie omosessuali, arriva in città il regista turco a riaccendere il dibattito. Essere o non essere gay? Questo è il problema. Dopo trent'anni di battaglie, qui come altrove, è ancora questo. "Non bisogna mollare, non si deve dare per scontato quel che ci pare di aver conquistato - dice Ozpetek - Noi viviamo in un mondo ovattato, dove tutto è carino e piacevole e tutto è tollerato. Ma fuori non è così. Fuori ci sono figlie lesbiche rifiutate dalle madri, figli gay osteggiati dai padri, se non uccisi, come è capitato qualche anno fa a Siracusa. Un fatto di cronaca che mi impressionò fortemente. Ci sono violenza, intolleranza, ci sono le ronde, i picchiatori, ci sono i bulli che tormentano i ragazzini. Ma il mio non è un film sui gay, è un film sul rapporto tra un genitore e un figlio". Genitori e figli, come vuole un altro titolo molto popolare in questi giorni sugli schermi. ""Mine Vaganti" è dedicato a mio padre, sì. È dedicato a tutti i padri - racconta il regista turco - Ma nella mia famiglia non è mai successo nulla di simile a quel che capita nel film, nessuno a casa nostra ha fatto tintinnare un bicchiere, durante un pranzo, per fare pubblica confessione. Sono capitati altri episodi, magari altrettanto eclatanti, ma non questo. Eppure anche mio padre ha fatto fatica ad accettare. Avevo più di trentacinque anni e ancora quando ci incontravamo, a Istanbul, e mi vedeva con una ragazza ammiccava: "Te possino...". Ma è così. Un padre considera il figlio una parte di sé, un braccio, un prolungamento. È comprensibile il desiderio che sia come lui, così come è comprensibile la paura che non lo sia, che sia diverso. Ma la domanda che dovrebbe rivolgergli non è: sei gay? sei acrobata? sei ballerino? Dovrebbe soltanto chiedergli: sei felice?".
Il tema di "Mine Vaganti" - che ha una felice assonanza con "Le fate Ignoranti" - appassiona, anche se l'autore, che ha concepito il soggetto cinque anni fa a New York durante la promozione di "La Finestra Di Fronte" ("A una cena incontrai un uomo a cui l'omosessualità del fratello aveva rovinato la vita: proposi la storia a Procacci e lui ne fu entusiasta"), insiste sul non voler fare di questo nuovo lavoro un manifesto omosex. "Le signore - dice - mi incontrano e mi chiedono: Ferzan, quand'è che ti decidi a fare un film non gay? A parte il fatto che forse non hanno visto "Un Giorno Perfetto" o "Cuore Sacro", mi domando: perché non chiedono agli altri registi quando si decidono a fare film non eterosessuali?".
Riccardo Scamarcio, perfetto nel ruolo del "figlio minore", incompiuto e ambiguo, alleggerisce: "E' solo un film, non un trattato sociologico. Ho improntato il mio personaggio alla massima neutralità, correndo il rischio che suscitasse poca empatia". Sono affari di famiglia, insomma. Interviene nel merito Ennio Fantastichini, che in "Mine Vaganti" è il padre burbero e intollerante: "C'è una battuta cruciale, un personaggio che dice: "Siamo nel 2010, mica nel 2000". E il senso è che stiamo procedendo all'indietro nel cammino della civiltà. C'è una regressione, e non soltanto per quel che riguarda i diritti dei gay o delle coppie di fatto. Ci stiamo involvendo in tutto, anziché evolvere". Più mite il pensiero di Lunetta Savino, ormai condannata a fare la mamma di tutti i belloni del cinema italiano, di Luca Argentero in "Oggi Sposi" e qui di Scamarcio: "L'espressione sorpresa e afflitta con la quale questa madre osserva i suoi figli dei quali non ha capito nulla è un invito a tutti i genitori ad ascoltare i loro ragazzi. Perché soltanto attraverso il dialogo e la comprensione si salveranno, gli uni e gli altri". Chiosa Ozpetek: "Ora mio padre non c'é più e io rimpiango di non avergli parlato abbastanza. E vorrei che ad ogni mio successo fosse lì a vedermi, ad applaudirmi. In fondo passiamo la vita a cercare di piacere ai nostri genitori".

Fonte: La Repubblica

15 gennaio 2010

FERZAN OZPETEK ALLA BERLINALE 2010 CON "MINE VAGANTI"

Ferzan Ozpetek sarà al prossimo Festival di Berlino (11-21 febbraio) con il suo ultimo film "Mine Vaganti". Secondo l'Ansa il film, interpretato da Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi, non sarà però in concorso. Scritto dal regista assieme a Ivan Cotroneo e prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema e con l'apporto della Apulia Film Commission, il film è una commedia corale che ha per protagonista una famiglia pugliese numerosa e stravagante. Tra gli altri interpreti, ci sono Lunetta Savino, Ennio Fantastichini, Elena Sofia Ricci, Ilaria Occhini, Bianca Nappi, Nicole Grimaudo e Carolina Crescentini. Il film sarà distribuito da 01 a partire dal 12 Marzo.

05 ottobre 2009

RICCARDO SCAMARCIO GAY NEL NUOVO FILM DI OZPETEK

Riccardo Scamarcio, il sex symbol più amato dalle adolescenti italiane, interpreterà un omosessuale nel nuovo film di Ferzan Ozpetek: "Mine Vaganti". Le riprese sono iniziate in Salento, dove la pellicola sarà integralmente ambientata.Il regista di origini turche, che studia e lavora in Italia dalla fine degli anni '70, torna così a trattare il tema caro dell'omosessualità, già in primo piano in altri suoi successi come: "Il Bagno Turco" (1997), "Le Fate Ignoranti" (2001) e "Saturno Contro" (2007).
Un argomento reso ancora più attuale dai tragici fatti di cronaca che hanno scosso l'Italia nelle ultime settimane.Scamarcio, reduce dalla delusione veneziana di "
Il Grande Sogno" (la sua interpretazione è stata giudicata da molti, incluso "Variety", troppo severamente), sarà Tommaso Cantone, un figliol prodigo che torna in famiglia dopo molti anni di assenza. Ad attenderlo il padre (Ennio Fantaschini), la madre (Lunetta Savino), la zia (Elena Sofia Ricci), il fratello Antonio (Alessandro Preziosi) e l'amica d'infanzia Alba (Nicole Grimaudo). Un nucleo disfunzionale che non solo ha gravi difficoltà nel comprendere la sua sessualità ma vorrebbe anche obbligarlo a lavorare al fianco di Antonio nel pastificio di famiglia. Scritto dal regista insieme ad Ivan Cotroneo, il film avrà numerose sfumature comiche: "Con questo film dopo anni getto uno sguardo, spero più maturo ma anche più divertente, sul grande tema della famiglia", ha dichiarato il regista Ferzan Ozpetek.