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17 giugno 2011

EUROPRIDE ROMA 2011 - LE FOTOGRAFIE

Per chi non ha avuto modo di partecipare all'EuroPride ecco una gallery fotografica con immagini scattate per le vie di Roma sabato scorso. Cliccate QUI o sul bottone dopo la terza foto.
Non mi dilungherò nel raccontarvi i pregi e i tanti difetti organizzativi. Tutto sommato la penso come Lord79 (QUI). I miei timori di qualche giorno fa (QUI) non erano del tutto infondati. E' stato un Gay Pride o un Gaga Pride?
Ringrazio di cuore il mio grande amico Ivan di DecorazioniSegrete così come anche Roberto, Alfredo, Dieguzzo, Massimo, Chiara, Federico, Ivan Scalfarotto e tutti gli amici di PARKS per aver reso ancora più bella questa giornata.
All'anno prossimo per il World Pride di LONDRA!!!








11 giugno 2011

SUPERPOP ALL'EUROPRIDE 2011

BUON EUROPRIDE A TUTTI!!!
See you there...

VLADIMIR LUXURIA: TUTTI ALL'EUROPRIDE ROMA 2011

Sì, ce lo ha insegnato la geografia, l'Italia è in Europa, occupiamo seggi a Strasburgo, siamo membri fondatori dell'UE e da noi circola l'euro. Gli accordi di Schengen hanno traballato dalla Francia alla Danimarca per la mala gestione dell’immigrazione da Paesi di guerra e di fame, eppure è generalmente assicurata la libera circolazione di cittadini europei e soprattutto di merci. Ciò nonostante l'Italia sembra ormai l'ultima nazione in Europa (penultima, se includiamo il Vaticano, stato estero… ricordiamolo!) che ostinatamente si rifiuta di riconoscere che gay, lesbiche e trans non sono occupazione di suolo pubblico ma cittadini giuridicamente tali.

In Germania vigono le unioni registrate, in Inghilterra il "partnership act", in Spagna, Belgio e Olanda il matrimonio è per tutti. Con nomi e caratteristiche più o meno diverse continua l'elenco delle nazioni europee che riconoscono e tutelano con diritti e doveri le coppie di fatto etero e omosessuali. In Islanda la premier Johanna Sigurdardottir non è una che racconta barzellette omofobe ma una che ha potuto sposare la sua compagna grazie alla legge vigente, nella super-cattolica Irlanda il Civil Partnership Bill è operativo da quest'anno, in Croazia (da dove il Papa ha lanciato anatemi contro le coppie di fatto) almeno il minimo sindacale è garantito: le unioni civili prevedono alcune facilitazioni finanziarie e sull'asse ereditario.

L'Italia confina ovunque con Sodoma, da ovest e a est, attraverso qualsiasi passo alpino: in Francia i PACS del 1999 del governo Jospin non sono stati aboliti da Sarkozy, in Svizzera l'Unione Domestica Registrata è sopravvissuta anche al tentativo di abolizione tramite il referendum, in Austria dal 2010 sono riconosciute le unioni civili grazie soprattutto all’intervento della Corte Europea sui Diritti dell'Uomo, in Slovenia il Parlamento sta cercando di passare dalle attuali unioni che garantiscono solo pochi diritti nella sfera proprietaria ed ereditiera al vero e proprio matrimonio.
L'Italia è circondata ma non si arrende! Mi viene il dubbio se più che una questione di laicità, democrazia e uguaglianza non stiamo rischiando di fare la figura dei presuntuosi davanti a tutti: sono tutti gli altri a sbagliare!

L'articolo 21 del Trattato di Lisbona con la firma di Prodi nel 2007, ma ratificato dallo stesso Berlusconi, contiene parole precise sulla dignità di tutte e tutti i cittadini europei:

È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

Ciò nonostante, e nonostante i primi articoli della nostra Costituzione, non si riesce proprio ad avere una legge sulla omo/transfobia né una sulle unioni civili.

Siamo ormai alla deriva dei continenti, l'Italia si stacca dal Vecchio Continente per avvicinarsi ad altre nazioni dove non ci si aspetta che vengano votate leggi che migliorino la nostra vita: l'Iran, l'Afghanistan, il Pakistan dove almeno sull'omofobia le teorie leghiste, le posizioni dei vari Buttiglione e Giovanardi vanno a braccetto con il fondamentalismo talebano.

L'EuroPride Roma dell’11 giugno serve allora a ricordare che Roma è la capitale di uno Stato Europeo e non una città asservita al Vaticano e ai parlamentari che non hanno fegato e cuore (visto che quelli senza cervello erano dall’altra parte).

Sono contenta che sia stata designata Roma come sede di un Pride Europeo proprio nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, non fosse altro per ricordare che molti di quelli che hanno perso la vita lo ha fatto anche con la speranza di lasciarci in eredità un Paese migliore, per ricordare che il vero atto conclusivo dell'Unità avvenne nove anni dopo la proclamazione del primo Re. Il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia, la fine dello Stato Pontificio e l'abolizione (almeno nelle intenzioni) del potere temporale dei papi.

Purtroppo Roma è anche una delle città che ha visto il maggior numero di episodi di aggressioni fisiche e verbali nei confronti di gay, lesbiche e trans, fino all’epilogo tragico di veri e propri "OMOcidi", ovvero crimini dettati dall’odio. Ed è strano pensare che gli stessi che hanno fatto una grande campagna elettorale sul tema della sicurezza adesso si rifiutino di votare almeno una legge sull’omofobia che preveda non solo le stesse sanzioni che prevede la legge Mancino del 1993 sulla violenza e incitamento alla violenza per odio razziale, etico e religioso, ma anche tutto un lavoro di formazione culturale dalla scuola alla famiglia, passando per i mezzi di comunicazione di massa, per contenere un’omofobia che invece è stata fomentata in questi anni da parole da parte di certi politici pesanti come i cazzotti.

L'Europa o è anche l'Europa dei diritti o non è nulla. Da Roma deve arrivare la richiesta non solo di mozioni o direttive ma di sanzioni verso il nostro Paese se non prende l’impegno di considerarci cittadini come gli altri. Mi piacerebbe che nessuno sia tentato di lasciare il nostro Paese per avere la speranza di coronare il sogno di un rito che riconosca il progetto di vita di due persone che hanno avuto la fortuna di incontrarsi e conoscersi, ma la sfortuna di essere nate in Italia. Ecco, vorrei che nascere in Italia non possa essere più considerata una sfortuna, ma un luogo dove gay, lesbiche e trans non debbano escludere la possibilità di sposarsi, dove ai nostri genitori non si neghi più la speranza di diventare nonni e ai familiari del nostro partner di diventare nostri parenti.

Mi piacerebbe che tutti quei ragazzi aggrediti, insultati e malmenati a Roma e in Italia possano avere l'11 giugno il più bel regalo: il risarcimento della loro dignità, ridonare alla loro pupilla la luce fiera dell’adolescente sognatore e non lo sguardo schivo del cane bastonato. Vorrei che le vittime dell’omofobia non si sveglino più di notte in preda agli incubi e alle palpitazioni del terrore ma che possano essere salutati da una bella giornata di sole che li inviti a scendere in piazza, a riappropriarsi dell’orgoglio positivo del vivere senza vergogna e non dell’orgoglio negativo di chi si sente superiore a un altro perché di "razza" eterosessuale.

Un mondo diverso sì, diverso da chi si è guadagnato un seggio e uno stipendio paragonandoci a zozzoni o a pedofili, chi ci ha ritratto come gli Attila della famiglia per alzare fumo e nascondere il fatto che in Italia si spende poco per aiutare le famiglie indigenti e che il precariato strozza il neonato in culla e qualsiasi progetto e sogno di crearsela per davvero una famiglia.

Un EuroPride che porti aria nuova per liberarci dalla cappa stantia che ha soffocato le nuove esigenze di una società in mutazione dove diminuiscono i matrimoni riconosciuti (soprattutto quelli religiosi) e aumentano le convivenze considerate clandestine dall’assenza di leggi.

Una Italia in Europa dove alla paura del diverso come strumento per asservire le masse si sostituisca l’integrazione, il rispetto reciproco, il guardarci negli occhi e prenderci per mano. E a molti che una mano non è mai stata data sarà un grande sollievo.

Fonte: sito ufficiale di Vladimir Luxuria

10 giugno 2011

EUROPRIDE, UNA SFIDA PER LA POLITICA ITALIANA

L'annuncio, che è di quelli che lasciano increduli, risale a lunedì. Le associazioni organizzatrici dell'EuroPride hanno infatti resa nota la partecipazione di Lady Gaga alla manifestazione di chiusura della marcia del Gay Pride, che si terrà questo sabato, 11 giugno.
Si tratta di un successo che dà prestigio all'EuroPride, ma che è destinato a imbarazzare la politica italiana.
L'EuroPride è un insieme di eventi, iniziati il 1° giugno scorso e che si concluderanno sabato, appunto, con la grande parata da Piazza dei Cinquecento al Circo Massimo, volti a celebrare l’orgoglio omosessuale e transessuale. La maggior parte di questi eventi si svolge in Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere dell'Esquilino, non lontano dalla Stazione Termini. Nella piazza, o meglio nel parco situato al suo interno, vi sono diversi stand, tra cui quelli del Circolo Mario Mieli, di Arcigay e di Rete Lenford - Avvocatura per i diritti Lgbt.
Come recita la parola, EuroPride è il pride europeo: le maggiori associazioni lgbt d'Europa ne fanno parte e quest’anno si tiene a Roma. Dovrebbe essere un orgoglio, per tutti gli italiani, che sia proprio l’Italia ad accogliere una manifestazione tanto importante.
Imbarazzante per la politica italiana è la presenza di Lady Gaga. Con lei, il mondo degli artisti internazionali celebra con gioia ed orgoglio ciò che nel nostro Paese è sistematico oggetto di scherno da parte dei politici: Berlusconi e Giovanardi in pole position, ma altri seguono a ruota. Il primo deride le lesbiche e vorrebbe riversare su di loro le frustrazioni del suo ego smisurato, il secondo addirittura accusa le coppie gay di essere "contro la Costituzione". Il delirium tremens che caratterizza la nostra classe politica quando si tratta di affrontare questi temi pone l’Italia al di fuori dell’Europa: un'Europa che invece cerca energicamente di riportarla dentro, proprio organizzando a Roma una delle sue manifestazioni più importanti.
Per fortuna, l'orgoglio non è in vendita e la nostra Costituzione protegge la dignità di tutte le persone, compresi omosessuali, bisessuali e transessuali, che piaccia oppure no.
Buon EuroPride a tutti!

Fonte: Blog di Matteo Winkler (Avvocato e socio di Rete Lenford)

09 giugno 2011

MILITIA CHRISTI CONTRO L'EUROPRIDE - UN ESEMPIO DI PERFETTA OMOFOBIA

Ci sono due categorie di persone assai pericolose: gli intolleranti e i razzisti.E c'è una sola categoria che riesce "magicamente" a racchiudere il meglio di queste due tipologie: i cattolici oltranzisti. Sarà che presi dal loro odio si sono dimenticati di aver letto il vangelo ed i suoi insegnamenti di amore universale. Sarà che forse il vangelo non lo hanno mai letto. "Sarà Quel Che Sarà" (cantava Tiziana Rivale nel 1983 in un Festival di Sanremo dove il playback la faceva ancora da padrone), ma uno uno dei gruppi più razzisti, oscurantisti e omofobi all'interno della Chiesa Cattolica, ovvero Militia Christi, sta portando avanti una campagna contro l'EuroPride di Roma in confronto alla quale la lotta tra Berlusconi e i "giudici politicizzati e comunisti" è una tranquilla chiaccherata tra amici.
Le iniziative contro il Pride prevedono una "Messa Riparatrice" e una manifestazione parallela lo stesso giorno in cui si terrà la parata finale dell'EuroPride ovvero sabato 11 Giugno h.16.00 in Piazza San Giovanni in Laterano. Non contenti hanno anche scritto al Sindaco di Roma Giovanni Alemanno, esponendo le loro tesi in una lettera che è l manifesto stesso della loro intolleranza ben miscelata ad una buone dose di ignoranza.
Avrei voluto segnare in rosso i passaggi salienti ma alla fine non c'è un solo rigo, una sola parola che non andrebbe evidenziata. Puro delirio talmente grottesco da essere addirittura divertente!
Mi chiedo solo una cosa. Quando parleranno di preti pedofili e mafia cattolica?
Buon divertimento!

Grazie al mio amico Ivan di DecorazioniSegrete per aver condiviso con me questa notizia.

"Signor Sindaco,

il Movimento Politico Cattolico Militia Christi vuole esprimerVi tutta la sua apprensione e la sua preoccupazione per l'appoggio da Voi dato in modo più o meno esplicito alla manifestazione, che si terrà a Roma nel Giugno 2011, chiamata "Euro Pride".
In tale contesto, numerose associazioni favorevoli alla pratica dell'omosessualità rivendicheranno alcuni presunti "diritti": tra essi il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l'adozione dei bambini da parte
di queste coppie. Queste rivendicazioni sono una palese violazione della Legge Naturale come dimostra la retta ragione umana: è assolutamente incongruo pensare di poter attribuire una "realtà coniugale" all'unione tra persone dello stesso sesso. Vi si oppone, innanzi tutto,
l'oggettiva impossibilità di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita; e vi si oppone poi, l'oggettiva natura dell'essere umano in quanto viene a mancare la complementarietà interpersonale sul piano fisico, psicologico e morale che c'è tra maschio
e femmina. Tali rivendicazioni e il clima in cui avvengono non sono solo un'offesa alla dignità dell'essere umano perché ne contraddicono l'intrinseca natura, ma sono anche un insulto a quelle persone omosessuali che vivono la loro condizione con dolore e che da essa cercano di uscire, perché, come tutte le persone con disagi psicologici, esse si trovano a dover percorrere un arduo cammino, assai diverso dal clima carnevalesco propagandato dai gruppi favorevoli alla pratica dell’omosessualità. Poiché iniziative che intendono manifestare un presunto "orgoglio omosessuale" si ripetono ogni estate a Roma da ormai dieci anni, con modalità diverse ma con lo stesso spirito, abbiamo imparato in cosa esse concretamente si traducano: penose sfilate di carri dove persone più o meno vestite sono solite abbandonarsi ad atti osceni, immorali ed innaturali. Inoltre, cosa che come Cattolici ci ferisce e offende in modo particolare, durante queste sfilate vengono scagliati insulti ed epitet ingiuriosi con sempre più odio e violenza contro il Santo Padre e contro la Santa Chiesa Romana e Cattolica; vengono parodiati in modo empio ed osceno episodi della vita di Nostro Signore Gesù Cristo e di Nostra Signora la Santissima Vergine Maria.
Quest'anno poi, abbiamo appreso che, non accontentandosi più solo della sfilata, la "Big Parade" del 11 giugno, è previsto l'allestimento, dal 1 al 12 giugno nei giardini di Piazza Vittorio, nel cuore della Roma Cattolica, al centro del triangolo ideale costituito dalle Basiliche di Santa Maria Maggiore, di San Giovanni in Laterano e di Santa Croce in Gerusalemme, del "Pride Park", nel quale la "cultura" omosessuale avrà tutto l'agio di avanzare le summenzionate istanze. Ciò sarà causa di gravi scandali per le persone che risiedono in quella
zona e per quanti passeranno di lì; in particolare il nostro pensiero va ai bambini che in questi giorni primaverili sono soliti trascorrere i pomeriggi giocando nei giardini: quale spettacolo si presenterà ai loro innocenti occhi? E' molto difficile forse, farVi capire quanta sofferenza causi non solo a noi, ma a tutti i Cattolici e a tutte le persone di buona volontà, vedere così grossolanamente offesa e vilipesa la Fede Cattolica, così degradata e umiliata la natura umana, così infangata e corrotta la Patria, soprattutto nella sacralità di Roma Capitale.
Pertanto il Movimento Politico Cattolico Militia Christi si appella alla vostra coscienza di esseri umani, e a maggior ragione a coloro tra voi che si professano Cattolici, per chiederVi che:

- l'"Euro Pride" 2011 non abbia luogo in quanto esso offende in modo gravissimo la natura e la dignità dell'uomo, offende la Fede Cattolica, offende tutti i Romani.
- Simili iniziative vengano d'ora in poi bandite da Roma, dal Lazio e dall'Italia tutta.
- Vengano offerti dalle istituzioni competenti i mezzi e/o le terapie affinché le persone che versano nello stato di omosessualità possano intraprendere un percorso – eventualmente anche terapeutico - che permetta loro di ritrovare una vita ordinata, secondo natura.

Nel tristissimo caso poi decidiate che l'"Euro Pride" debba aver luogo, il Movimento userà tutti i mezzi moralmente leciti, per ostacolarlo, combatterlo e contestarlo, mostrando all'Italia intera l'intrinseca malvagità di tale manifestazione e dell'ideologia che la anima; inoltre
sarà nostro compito far conoscere all'elettorato, e in particolare a quello di area cattolica, il Vostro comportamento.

Gentili Signore e Signori! Il compito che vi è stato affidato dai cittadini è di grande importanza e responsabilità: l'essenza della politica è infatti promuovere, tutelare e proteggere il Bene Comune. Per fare ciò, oltre ad altre varie abilità, ci vuole coraggio: il coraggio necessario anche per andare contro le pressioni esercitate dalle lobby favorevoli alla pratica dell'omosessualità, e per infrangere il muro di menzogna eretto dall'ideologia perversa di tali lobby. Solo questo vi chiediamo: abbiate il coraggio di difendere il Bene Comune!

Il Movimento Politico Cattolico Militia Christi, certo che il buonsenso prevarrà sulle pressioni ideologiche vi porge i suoi più
Distinti saluti"

06 giugno 2011

LADY GAGA SARA' DAVVERO UTILE ALL'EURO PRIDE 2011?

Ormai la notizia è stata ufficializzata. Lady Gaga sarà ospite e salirà sul palco dell'Euro Pride di Roma, sabato prossimo, per la parata finale al Circo Massimo e canterà gratis, oltre a tenere un discorso che non mancherà di accendere gli animi dei partecipanti. La conferma del tam tam partito sul web, arriva dal comitato Roma Euro Pride 2011 e dall'Universal Music Italia.
Permettetemi però di essere alquanto perplesso, non per la Gaga in se (da sempre impegnata per i diritti degli omosessuali) quanto per il risvolto poco politico che presumibilmente verrà dato dalla stampa a quest'importante evento.
Siamo sicuri che tutti i media riusciranno a focalizzare la loro attenzione sui motivi principali per cui anche Lady Gaga "scenderà in piazza" sabato 11 giugno, e che, usando tre semplici parole, possono essere riassunti in PARITA', DIGNITA' e LAICITA'?
Tre parole di grande valore che racchiudono anni di attivismo e lotte omosessuali. Valori che permettono la realizzazione concreta di quel principio di libertà e che sono la base delle singole rivendicazioni di diritti per le persone e coppie Glbtqi e per le famiglie con genitori omosessuali o transessuali. Motivi quindi per rivendicare la piena attuazione dei principi e diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea e dai vari trattati, a partire dalla libera circolazione delle cittadine e dei cittadini in Europa e dal riconoscimento dei diritti acquisiti negli stati di provenienza, compreso quello della tutela delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Si chiede dunque alle Istituzioni quelle norme e comportamenti che permettano il pieno sviluppo di questa libertà in chiave di uguaglianza che permettano a tutti di essere in grado di scegliere a testa alta i propri percorsi di vita con consapevolezza e libertà, nel riconoscimento del medesimo spazio di libertà di qualunque altra persona.
Quanti però riusciranno a reportizzare tutto ciò in due minuti scarsi di TG e far arrivare nelle case degli italiani il vero significato e valore del Gay Pride?
Quanti riusciranno a parlare al grande pubblico facendo capire che di omofobia e di transfobia si muore e che il nostro Stato continua ad essere sordo, cieco e ipocrita davanti una realtà sempre più evidente?
Ho timore che i riflettori verranno puntati tutti su di lei finendo con eleggere definitamente Lady Gaga regina baraccona di tutti quei "gay travestiti e perversi" che nell'immaginario collettivo e nazional popolare "circolano mezzi nudi osannando la propria diversità".
Mi auguro però che l'EuroPride di Roma non venga ricordato come un semplice concerto ma grazie a quel concerto possa essere momento di aggregazione e riflessione come solo la musica riesce a creare.
Che il PRIDE sia con tutti noi.

Giorgio SuperPop

24 maggio 2011

IL SINDACO DI ROMA GIANNI ALEMENNO DA' IL BENVENUTO ALL'EURO PRIDE 2011


Non è uno scherzo. E' tutto vero. Non è una controfigura ma proprio lui Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, che in un videomessaggio dà il benvenuto ai partecipanti dell'EuroPride che si terrà a Roma dall'1 al 12 Giugno e che culminerà con la Big Parade finale di sabato 11 giugno. Nel video messaggio, sottotitolato in inglese, Alemanno afferma che "i partecipanti di EuroPride qui a Roma devono sentirsi a casa loro, accolti e rispettati da tutti".
Peccato che in questo filmato risulti poco spontaneo e quasi costretto a dover dire cose nelle quali non ci crede profondamente. Apprezzo però il gesto....