05 settembre 2012
LA PROPOSTA (INSENSATA) DI GIOVANARDI PER LE UNIONI CIVILI
14 febbraio 2012
IN SVEZIA GIOVANARDI SAREBBE IN GALERA
Siamo sinceri: di sentire Carlo Giovanardi non ne possiamo più. Un giorno sì e quello dopo pure, Giovanardi si sbizzarrisce a sparare frasi agghiaccianti su gay e lesbiche. Stilare una classifica a partire da quella più fine o più simpatica è impossibile, perché nessuna di queste supera il livello minimo di decenza umana e linguistica che ci si aspetta da un politico di un Paese come il nostro.
Eccone alcune: "Il bunga-bunga va bene, purché sia tra uomo e donna". La pubblicità di IKEA (QUI)? "Offensiva e di cattivo gusto". I suoi amici: "Un generale una volta mi disse: 'Una volta l'omosessualità era severamente proibita, oggi è tollerata. Non vorrei che un giorno diventasse obbligatoria'". Infine, "Se uno è omosessuale è affar suo, ma se fa apertamente coming out non è più affare suo, la sua omosessualità diventa un manifesto politico". Qualche giorno fa chicca: alla domanda di cosa provasse a vedere due uomini o due donne baciarsi in pubblico, lui ha risposto: "A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio".
Il paragone è inequivocabile. Una manifestazione di amore e di affetto – tale è il bacio tra due persone che si amano, indipendentemente dal loro essere dello stesso sesso o di sesso diverso - è considerata da Giovanardi come qualcosa di fastidioso, che merita di realizzarsi soltanto all'interno di una toilette. Anzi peggio, perché l'immagine evocata del bacio tra due persone è quella della strada: l'idea sottostante rimanda alla sporcizia, alla volgarità, all'insanità. All'essere sporchi, fuori luogo e malati. Come cani randagi, insomma, più o meno.
Turba poi il contesto del discorso nel quale Giovanardi esprime la propria opinione: quello dell'educazione. "Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere", spiega l'onorevole, offrendo una rara lezione di anatomia. L'educazione dei più piccoli deve svolgersi, secondo lui, secondo questo principio. Allora, bambini, tutti pronti ad imparare il Giovanardi-pensiero? E voi insegnanti, tutti pronti a diffonderlo? Pronti voi docenti di medicina a classificare gli organi umani come "recettivi" ed "espulsivi"? E a spiegare, naturalmente, che quelli appartenenti all'una categoria non possono appartenere all'altra. Meno male che ci sono menti tanto illuminate a mostrarci la giusta strada per una sessualità responsabile e, soprattutto, "naturale". E meno male che il cervello della maggior parte delle persone non è solo espulsivo, ma anche recettivo.
Ad offuscare il Giovanardi-omofobico-pensiero è, purtroppo per lui, la sentenza resa dalla Corte Europea dei Diritti Umani lo scorso 9 febbraio nel caso Vejdeland c. Svezia. In Svezia i discorsi d'odio contro le persone omosessuali sono puniti con ammende e, nei casi più gravi, con la reclusione (fino a 2 anni). Il Signor Vejdeland doveva pagare una multa per aver introdotto negli armadietti degli studenti di una scuola superiore dei volantini che riportavano, tra l'altro, le seguenti frasi: "I vostri insegnanti sanno benissimo che l'omosessualità ha un effetto devastante sulla morale della società e viene consapevolmente considerata come qualcosa di morale e di buono. Voi dovete dire loro che la piaga dell'HIV e dell'AIDS si è sviluppata grazie agli omosessuali e al loro stile di vita promiscuo [...] e che le lobby gay stanno cercando di diffondere la pedofilia e anzi di renderla legale".
Quel signore ha impugnato la sentenza di condanna, sostenendo che le sue sono opinioni legittime e che, subendo una condanna per omofobia, egli verrebbe così privato del suo sacrosanto diritto alla libertà di espressione. L'abbiamo già sentita questa frase: sull'omosessualità chiunque può dire quello che vuole. Come se diffondere l'odio e offendere la dignità di un'intera categoria di persone fosse questione di libertà.
La Corte ha sancito un principio importantissimo: punire l'omofobia non infrange il diritto alla libertà di espressione, ove le pene previste siano applicate con proporzionalità. Ovviamente, tutto questo non si riferisce al nostro Paese, ove una legge contro l'omofobia non esiste. Ma la sentenza fa piazza pulita delle opinioni contrarie – solitamente usate dai cattolici, ça va sans dire – per sostenere che è un loro diritto opporsi a una legge contro l'omofobia (pur facendo rabbrividire pensare che un cristiano in generale possa dirsi contrario a una legge in difesa delle persone, ma pazienza, così è).
In altri termini, paragonare gay e lesbiche ai cani randagi non significa sostenere un'opinione, ma dire una castroneria. Se fosse in Svezia, Giovanardi sarebbe in galera da tempo. Con l'aggravante della recidiva.
14 settembre 2011
ANALISI SEMISERIA DELLE CRITICHE DEL PDL A MADONNA
Qualche giorno fa Madonna, in un’intervista a "Oggi", si è concessa una battuta su Silvio Berlusconi:
"Cosa penso di Berlusconi? Non vorrei parlarne adesso. Ma il settimanale inglese Economist ha detto già tutto, no?"
Niente che valga un post. Se non ci fossero le reazioni suscitate nel PdL e raccolte in queste ore da Klaus Davi. Che offrono lo spunto per un commento semiserio, filosofico-patetico, in corsivo. Non sul parere di Madonna, di cui non ci interessa nulla, ma sulle capacità argomentative di due sottosegretari del governo, di un vicecapogruppo vicario dei deputati e di un deputato del PdL.
1. Reazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Daniela Santanchè
Madonna ha offeso milioni di connazionali. Non quanto un ministro che fa il dito medio, un altro che manda affanculo il presidente della Camera dall’interno dell’Aula di Montecitorio, un altro ancora che dà del «cretino» a un ulteriore ministro mentre espone la manovra finanziaria firmata da entrambi. O un sottosegretario del governo che fa il dito medio in uno studio televisivo fingendo di toccarsi un anello.
A questo punto spero che il suo film se lo veda da sola.
Imperativo categorico secondo Santanchè: Se una popstar critica il governo, deve fallire sul piano artistico. Appunto: Meglio se ricorrendo a forme vendicative sul modello dello «specchio riflesso», o comunque mutuate da quelle comunemente in uso tra i bambini tra i 5 e gli 8 anni.
Va contro la scelta democratica di milioni di italiani che hanno voluto e votato con convinzione questo governo.
Che importa se un parere va pro o contro la «scelta democratica di milioni di italiani». Un parere non comporta il tradimento di impegni elettorali. Non quanto essere stati candidati premier avversari del premier in carica, averne detto peste e corna e poi essere entrati a far parte del suo governo.
Mi auguro a questo punto che gli italiani pensino di lei quello che lei pensa di loro.
Occhio per occhio, dente per dente. La altrimenti detta «legge del taglione». Utile per applicare l’imperativo categorico.
E che, quindi, il suo peraltro stroncatissimo film se lo veda da sola.
Altra formulazione dell’imperativo categorico. Questa volta è la «formula dell’umanità». L’ispirazione resta kantiana.
Quello che fa più male è che queste celebrità siano particolarmente attente a lanciare i loro prodotti e, senza scrupoli, facciano il loro marketing sulla pelle degli italiani. Un pò come il tuo leader, un imprenditore che nel 1994 ha lanciato un partito presentandolo apertamente come un prodotto di marketing e, proprio come si fa per un prodotto di marketing, lo ha infiocchettato di promesse che non si sarebbero mai realizzate.
2. Reazione del sottosegretario alla Presidenza delConsiglio, Carlo Giovanardi
Molto intelligente l’attacco all’Italia e a Berlusconi della signora Ciccone.
Captatio benevolentiae alla rovescia. Serve a mettere in chiaro da subito che ci sarà dell’ironia malriuscita.
Riprende un giornale inglese, The Economist, che pontifica da un Paese in cui, ad agosto, abbiamo visto rivolte sociali senza precedenti e certamente avrà sentito cosa ha detto il premier inglese a commento di una città come Londra messa a ferro e fuoco; l’Inghilterra è un Paese in preda a un evidente sfascio delle strutture familiari, a una disgregazione totale della società. Insomma se il pulpito cui si ispira Madonna è quello inglese allora possiamo stare tranquilli.
E’ il teorema di Giovanardi: una popstar può criticare il Paese A basandosi sulle analisi di un quotidiano di un Paese B se e solo se (SituazioneSocialePaese B > SituazioneSocialePaeseA). L’identità SituazioneSocialePaeseX=AnalisiQuotidianoPaeseX è un assioma.
Il pensiero politico di Madonna non conta nulla.
E allora perché commentarlo?
Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati.
Veramente ce n’è uno al governo. Nel tuo. E ha piuttosto 'irretito' «la gente».
Tra l'altro, la signora Ciccone è apertamente per le famiglie omosessuali, quindi schierata palesemente contro la nostra cultura e la nostra Costituzione che non prevedono famiglie gay.
Secondo Teorema di Giovanardi: una popstar può esprimere un parere sul Paese X se e soltanto se l’insieme delle sue credenze è coerente con la Costituzione del Paese X. Corollario: se anche fosse coerente ma contenesse anche una sola credenza favorevole alle coppie omosessuali, la popstar sarebbe comunque costretta al silenzio.
3. Reazione del vicepresidente vicario alla Camera del PdL, Massimo Corsaro
Madonna critica Berlusconi? Vuol dire che toglieremo qualche suo disco dai nostri scaffali.
Critica il governo, quindi è una pessima artista. Precisazione: si applica a qualunque altra qualità del criticante. La formula dunque è in realtà universale: «Critica il governo, quindi è una pessima x».
Cosa vuole che contino le idee politiche di una cantante?
Allora perché commentarle? Si potrebbe chiamare la ‘fallacia Giovanardi-Corsaro’.
E’ forse una politologa? Una sociologa?
Tecnica retorica usata per mettere in risalto che una popstar non è una politologa o una sociologa. Forse non lo riteneva abbastanza chiaro.
Sono solo dei privilegiati che snocciolano giudizi forse per farsi pubblicità.
Un po’ come i politici, cinque sere a settimana, in televisione.
4. Reazione del deputato del PdL, Gabriella Carlucci
Mi dispiace moltissimo che Madonna abbia avallato le tesi dell'Economist, tra l'altro in un Paese come l'Italia che la adora.
Regola aurea dello showbusiness: il pubblico ha sempre ragione, quando è numeroso. Un retaggio della formazione passata.
Evidentemente ha un ufficio stampa comunista che le ha detto di dire così per farla uscire meglio sui giornali comunisti. Sillogismo Carlucci. Premessa1: una delle più ricche e famose popstar della storia del più grande paese capitalista di tutti i tempi ha assunto un ufficio stampa comunista. Premessa2: il più grande giornale economico del paese che ha dato i natali al capitalismo è un giornale comunista. Conclusione: una delle più ricche e famose popstar della storia del più grande paese capitalista di tutti i tempi, leggendo il più grande giornale economico del paese che ha dato i natali al capitalismo, è stata indotta a frasi comuniste per aumentare le sue vendite in un paese dove uno spregiudicato imprenditore capitalista tiene in scacco comunisti (e non) da 17 anni usando lo stratagemma retorico del pericolo comunista. In altre parole, la famosa popstar ha usato consapevolmente la tattica dei perdenti. Per farsi pubblicità.
E’ come se io, che sono stata recentemente negli Usa per un gemellaggio con la città di Miami, parlassi male di Obama. Teorema Carlucci: soltanto le persone del Paese X possono parlar male del Paese X senza incorrere nel Sillogismo Carlucci.
PURA SURREALTA'
corrente del pensiero piccino che ci fa piccini, sempre più piccini di fronte al mondo. Gli italiani che viaggiano tornano con le mani nei capelli per gli sfottò, le allusioni sessuali, gli sguardi
di compatimento. Il capo di Giovanardi è una celebrità planetaria nel campo del gallismo da barzelletta, le sue camicie di seta nera e il suo cerone ne fanno una star dell’avanspettacolo, anchese con quarant’anni di ritardo. Giovanardi ha perfettamente ragione, in questo senso, a rimproverare Madonna perché "la sua cultura non è quella della famiglia". Nella "cultura della famiglia" dell'Italietta di Giovanardi, il padre di famiglia e il puttaniere sono figure tranquillamente coesistenti, spesso coincidenti, ma l'omosessuale non può ereditare dal suo compagno di una vita, né assisterlo in ospedale. Finché quella cultura non sarà morta e sepolta l'Italia sarà eternamente bigotta e, quel che è peggio, eternamente volgare e violenta con una moltitudine di esseri umani.
Michele Serra - La Repubblica, mercoledì 14 Settembre 2011
