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26 giugno 2014

BEING GAY IN RUSSIA: A BOLOGNA LA MOSTRA FOTOGRAFICA

Oggi, 26 giugno 2014 alle h 17.00, all'Istituto Storico Parri di Bologna verrà inaugurata la mostra "BEING GAY IN RUSSIA". 

L'11 giugno 2013 la Duma di Stato della Federazione Russa ha approvato la legge che vieta la promozione dei rapporti sessuali "non tradizionali" tra i minori. 
La legge prevede sanzioni per la diffusione di informazioni finalizzata alla formazione di una "visione distorta dell'equivalenza sociale delle relazioni tradizionali e non tradizionali" tra i minorenni. In base alla legge, gli individui saranno puniti con una multa se la promozione di rapporti non tradizionali venga effettuata attraverso i media o su Internet.

Per le persone giuridiche l'importo della multa può arrivare fino a centomila rubli (circa duemila euro). I cittadini stranieri condannati per la promozione di rapporti non tradizionali possono essere allontanati dal territorio russo. La legge federale che vieta la promozione dei rapporti “non tradizionali” si basa su leggi regionali simili in vigore in molte città russe, tra cui San Pietroburgo.
Egor Rogalev ha fotografato le coppie omosessuali di San Pietroburgo (la città che per prima ha approvato la “legge contro i gay") indagando sulle possibili conseguenze della legge sulla vita delle coppie omossesuali. A causa della politica omofoba del governo Putin sono drastica- mente aumentati i casi di violenza contro gli attivisti per diritti gay.

L'evento è organizzato da
Bologna Pride, Cassero LGBT Center, Gender Bender Festival. Con il patrocinio dell'Istituto Storico Parri.

La mostra sarà visibile fino al 7 luglio 2014. 


BEING GAY IN RUSSIA 
Una mostra fotografica di Egor Rogalev
26 giugno - 07 luglio 2014
Istituto Storico Parri (Ex Refettorio), via Sant'Isaia 18, Bologna
Orari:
Lunedì 15.30 – 18.30
Martedì 10 – 13
Mercoledì 10 – 13
Giovedì 15.30 – 18.30
Venerdì  10 – 13

Ingresso: GRATUITO


16 gennaio 2012

JAMES FRANCO SARA' ROBERT MAPPLETHORPE

Nuovo progetto per James Franco, che continua ad essere uno degli attori più richiesti di Hollywood col suo nome continuamente accostato a nuove produzioni. Ultimo in ordine di tempo il biopic sul celebre fotografo Robert Mapplethorpe. Rimasto famoso per i suoi ritratti, spesso nudi, in bianco e nero, durante la sua carriera Mapplethorpe è stato spesso al centro di polemiche, censure e controversie come quella sui finanziamenti pubblici per opere provocatorie (o, secondo altri, pornografiche).
Celebri sono rimaste soprattutto le foto di artisti e musicisti, come Andy Warhol, Debbie Harry, Grace Jones, Amanda Lear e della sua prima modella e amica Patti Smith, che usò proprio una foto di Mapplethorpe per l'artwork del suo primo album "Horses". Mapplethorpe morì nel 1989, a seguito di complicazioni dell'AIDS; poco prima della sua morte, fondò la The Robert Mapplethorpe Foundation, che ha promosso il suo lavoro in giro per il mondo, raccogliendo milioni di dollari di donazioni per la lotta all'AIDS. Di un film incentrato sulla vita del fotografo si parla già da un paio d'anni: a conquistarne i diritti è stata l'attrice (e da qualche tempo anche produttrice) di origine albanese Eliza Dushku (nota soprattutto per la sua partecipazione a varie serie televisive); per il ruolo di Mapplethorpe si era inizialmente parlato del fratello della stessa Dushku, Nate, ma in seguito ci si indirizzati verso Franco; a dirigere il film dovrebbe essere Ondi Timoner, fino a oggi noto soprattutto per i suoi documentari. La data di inizio delle riprese non è ancora stata decisa.

Nel frattempo, se siete a Milano, non perdetevi la mostra fotografica organizzata presso lo Spazio "FORMA" in calendario fino al 09 Aprile 2012.
La mostra, proveniente dalla The Robert Mapplethorpe Foundation di New York, comprende 178 fotografie e rappresenta un'occasione unica per ripercorrere, con un unico sguardo retrospettivo, il lavoro di Mapplethorpe, dalle prime polaroid di inizio anni Settanta, fino ai suoi celebri still life, ai fiori, ai ritratti, alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all'omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti, teneri e malinconici ritratti di bambini.
QUI maggiori informazioni.

"Spesso l'arte contemporanea mi mette in crisi perché la trovo imperfetta. Per essere perfetta non è che debba essere giusta dal punto di vista anatomico. Un ritratto di Picasso è perfetto. Non c'è niente di contestabile. Nelle mie fotografie migliori non c'è niente di contestabile – così è. È quello che cerco di ottenere".

19 settembre 2011

"LEI E LE ALTRE" IN MOSTRA A MILANO

La moda e lo stile attraverso l'editoria dal 1930 ai giorni nostri sono i protagonisti della mostra "LEI e le altre", in programma a Milano dal 15 settembre al 15 ottobre presso il Palazzo della Permanente. Curata da Maria Luisa Frisa e organizzata dalla divisione femminili di RCS in collaborazione con la Fondazione Rizzoli del Corriere della Sera, con il patrocinio del Comune di Milano.
"LEI e le altre" racconta la moda, ma anche la società e il costume intrecciando i periodici femminili, di moda, di attualità di RCS fin dalle origini, a partire da "Lei" - uno dei primi periodici Rizzoli e tema attorno a cui si muove il progetto di ricerca nel complesso – passando per molteplici testate fra cui Amica, Annabella, Bella, Brava, Brava Casa, Cinema Illustrazione, Cine Illustrato, La Donna, L'Europeo, Lunapark, Max, Novella, Novella 2000, Oggi, Sogno.
Una storia dell'editoria di moda italiana per ricostruire la storia della moda (da un punto di vista italiano e soprattutto della moda italiana) e di come è stata fotografata, raccontata, impaginata, per essere accessibile al grande pubblico. Una sorta di "Atlante" concepito come mappatura non gerarchica, che seleziona e confronta materiali storici e di oggi in un affascinante e istruttivo percorso visivo che valorizza discorsi, rinnova iconografie e riscopre scritture.
Diversi i nuclei espositivi: dal nastro wallpaper delle copertine dei periodici Rizzoli posto all'ingresso, alla consistenza dei temi che è invece svolta nella grande sala al primo piano con un display a restituire l'incalzare della rotativa, la scansione del timone e la leggerezza della carta e delle riviste. Quattro le macro-aree tematiche: "Moda/Stile", "Femminismo/Femminismi", "Casa/Design" e "Attualità/Costume". Nella mostra sono presenti anche i materiali provenienti dall'archivio RCS: le collezioni di periodici e le famose buste gialle dell'archivio - con ritagli e foto originali - organizzate e avvicinate per temi e personaggi e una rassegna stampa interattiva, dove i contributi, i servizi e gli articoli più interessanti sono riprodotti e consultabili su iPad. Infine, gli spezzoni di alcuni dei film prodotti e distribuiti da Rizzoli (fra cui "La Signora di Tutti", "La Dolce Vita", "", "Deserto Rosso", "Satyricon", "Umberto D.") in una serie di montaggi realizzati specificamente per questo progetto.

Parte di un ampio progetto anche editoriale, "LEI e le altre" è anche il titolo del libro di Maria Luisa Frisa, edito da Marsilio, che viene presentato in concomitanza con la mostra. Il libro affronta l'universo Rizzoli partendo proprio dalla sua nascita: rotocalchi e cinema hanno infatti rappresentato fin dagli anni trenta il centro dell'attività di Angelo Rizzoli, che può essere quindi considerato il primo editore italiano moderno e multimediale. Nel libro, che si configura come un'operazione di post-production, una rivista fatta di riviste, Maria Luisa Frisa attraversa il corpus dei periodici utilizzando tre categorie per raggrupparle: riviste specificamente di moda; femminili; rotocalchi e riviste legate all'attualità. Come nella mostra, ogni doppia pagina illustra uno o due fra i molteplici temi individuati. Per evidenziare alcuni temi centrali e mettere in luce gli aspetti più interessanti dei femminili Rizzoli, i testi che completano le pagine sono estratti da articoli originali.


"LEI e le altre e le altre"

Palazzo della Permanente
Via Turati, 34 - Milano
15 settembre - 15 ottobre
Ingresso libero
Lunedì - Domenica: 10.00-19.30; Giovedì fino 10.00-22.00




05 febbraio 2010

WCHAIRS - IL WC IN MOSTRA

Se siete a Firenze non perdetevi la bizzarra mostra che si tiene fino al 14 febbraio a Palazzo Medici Riccardi. Si chiama "Fuoriluogo-Wchairs" e raggruppa alcune originali rivisitazioni del WC da parte di artisti internazionali molto conosciuti. Protagonisti dell'esposizione sono diciassette Water Closet ognuno dei quali è stato reinterpretato dall'estro creativo di un artista (tra i designer che hanno messo mano ai wc ci sono la principessa Fiona Corsini, Arabella Bettazzi, Carlotta Turini, Francesca Viacava, Alessandro Pretini e Francesca Nuti) e il risultato è una carrellata di oggetti nuovi, divertenti e originali.
Una rilettura in chiave artistica di oggetti di uso comune, ma destinati per loro natura a luoghi riservati. Una operazione culturale che "delocalizza" e quindi trasforma l'oggetto.
Fra i wc più particolari quello di Clet a forma di bocca, che gli fa assumere la simbolicità dell'amore e del sesso. L'architetto Luigi Fragola ha, invece, voluto distruggere e ricostruire il WC come metafora della nostra realtà, come ha spiegato la sua collaboratrice l'architetto Cristina Mariotti.







28 ottobre 2009

SHUNGA - ARTE ED EROS NEL GIAPPONE DEL PERIODO EDO

La mostra "SHUNGA - Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo", in programma al Palazzo Reale di Milano fino al 31 gennaio 2010, rappresenta la più grande esposizione mai realizzata di stampe giapponesi di soggetto erotico.
Alle stampe si affianca una selezione di preziosi kimono e una altrettanto significativa scelta di antiche pitture anch'esse di soggetto erotico. Sia il giovedì che il sabato l'esposizione degli
Shunga sarà aperta ad pubblico adulto sino alle 22.30.
Gli
Shunga (春画), termine giapponese che letteralmente significa "immagini della primavera", sono opere a soggetto erotico considerate tra le più significative espressioni della corrente artistica dell'Ukiyo-e. Furono create con la tecnica della stampa xilografica, e raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867.
Esprimono i valori del nuovo ceto borghese delle grandi città, composto da mercanti, artigiani e artisti, escluso dal potere politico, ma economicamente fiorente, con il quale si affermò in quegli anni una concezione edonistica dell'esistenza, in contrasto con la rigida morale neoconfuciana, sostenuta dalla classe guerriera dei Samurai che reggeva il governo centrale del Giappone.
Questi cittadini offrivano un esempio di vita raffinata, ostentando il lusso, organizzando feste, frequentando i teatri e le case di piacere. Gli
Shunga furono espressione di un'ideologia che fece da contraltare visivo a una produzione letteraria piena di sensualità che si affermò con i cosiddetti "romanzi del mondo fluttuante", opere di scrittori come Ihara Saikaku e Ejima Kiseki.
Furono motivo di ispirazione diretta di letterati e artisti della levatura di Zola, di Van Gogh, di Toulouse-Lautrec e di Klimt, e influirono in modo significativo sulla riflessione artistica nell'ambito dell'Orientalismo della fine del XIX e dell'inizio del XX secolo.
Considerati per molto tempo immagini di carattere pornografico, gli Shunga sono stati da più di venti anni rivalutati sia come espressione "alta" della cultura giapponese e specchio raffinato dei costumi del loro tempo, sia come uno dei vertici assoluti dell'espressione dell'eros nell'arte.









Palazzo Reale, Milano
21 Ottobre 2009 - 31 Gennaio 2010

Orario: Lunedì 14.30-19.30; Giovedì e Sabato 9.30-22.30, gli altri giorni 9.30-19.30
Biglietto d'ingresso: Intero € 8,00; Ridotti € 6,00 (presentando il biglietto del Museo Poldi Pezzoli o della mostra That’s Butterfly al Castello Sforzesco; iniziativa Applaudire l'Arte),
Scuole e Gruppi € 4,00.
Il servizio di biglietteria termina un'ora prima della chiusura della mostra.
Visite guidate a cura di
Opera d'Arte - Tel 02.45487401
Servizio Audioguide italiano/inglese (Antenna Audio) compreso nel prezzo del biglietto.
Infoline 02.54918 - www.mostrashunga.it


28 luglio 2009

LE "GAY ICONS" IN MOSTRA A LONDRA

Hanno cambiato la storia. O le hanno dato una bella svolta. Molte pagine della cultura di oggi le hanno scritte loro. Le "GAY ICONS" della National Portrait Gallery sono uomini e donne, omosessuali e eterosessuali, personaggi contemporanei o storici, famosi e non. Quello che hanno in comune è la capacità di cambiare le cose, o di rappresentarle, come pochi hanno saputo fare finora. 60 le fotografie, 6 i personaggi-punti di riferimento da scegliere per ciascuno dei 10 selezionatori, loro sì tutti gay, icone loro stesse del mondo contemporaneo: Waheed Alli, Alan Hollinghurst, Elton John, Jackie Kay, Billie Jean King, Ian McKellen, Chris Smith, Ben Summerskill, Sandi Toksvig e Sarah Waters. La mostra, che coincide con il 40esimo anniversario delle sommosse contro la discriminazione omosessuale allo Stonewall Inn a New York (1969), si concentra sui ritratti di persone che hanno rappresentato un'ispirazione di vita per il loro vissuto privato o pubblico. È anche la giuria a raccontarsi, scrivendo di proprio pugno le informazioni al pubblico sulle icone scelte. I temi spaziano dai diritti umani alla riscoperta di figure oggi altrimenti dimenticate, anche se la Galleria ha limitato il campo ai ritratti fotografici, permettendo così ai selezionatori di scegliere "solo" personaggi databili fino 150 anni fa. Criterio peraltro condivisibile, visto che proprio in quel periodo l'omosessualità veniva gradualmente accettata in Inghilterra. Francis Bacon, Walt Whitman, i Village People, Ellen DeGeneres, Nelson Mandela, Lady Diana incorniciati dall'obbiettivo di grandissimi come Andy Warhol, Snowdon, Polly Borland, Fergus Greer, Terry O'Neill e Cecil Beaton: "Gay Icons" è già un'icona di per sè.
2 Luglio - 18 Ottobre 2009
St Martin's Place
WC2H 0HE - Londra
Biglietti: £5,00/£4.50/£4,00
Orario: 10.00 - 18.00 (Lun-Mar-Mer-Sab-Dom)
10.00 21.00 (Gio-Ven)
QUI maggiori info

10 novembre 2008

(con)TemporaryArt - ZONA TORTONA E DINTORNI

Per la seconda edizione, ritorna (con)TemporaryArt, l’evento artistico che dal 10 al 16 novembre si terrà a Milano in Zona Tortona, il quartiere più creativo della città. La settimana dell’arte con-temporanea di Milano sarà caratterizzata da mostre personali e collettive, da installazioni e da performance inedite. (con)Temporary Art è un circuito di arte contemporanea che riunisce due volte all'anno, a novembre e in occasione del MiArt, alcune gallerie d'arte proponendo un ricco calendario di personali, collettive, installazioni, performances, musica live, parties, incontri con gli autori, eventi speciali "one shot". Zona Tortona, già nota per gli eventi di moda e di design, si trasforma in una grande galleria che coinvolge tutta la cittadinanza in un'esperienza lontana dai canali tradizionali dove viene solitamente fruita l'arte.
E dopo il grande successo dell’edizione dell’anno scorso, con 8.000 visitatori e 244 artisti che hanno esposto in 28 location, quest'anno ecco che ritorna l’appuntamento con l’arte.
QUI il programma della manifestazione, che si terrà Milano dal 10 novembre al 16 novembre 2008. Il vernissage è fissato per oggi alle ore 18.00 mentre l'orario per il resto della settimana sarà 16.00 - 22.00.
L'ingresso è GRATUITO.
InfoPoint: Groundfloor/Superstudio Più, via Tortona 27 - Milano.

13 ottobre 2008

FAB FIVE - 5 ANNI DI VANITY FAIR


Se siete a Milano o se avete programmato di esserci nei prossimi giorni, non potete perdere la bellissima mostra, completamente GRATUITA, che VANITY FAIR Italia ha organizzato alla Triennale per festeggiare i suoi 5 anni di vita.
Come sarebbe stata
Monica Bellucci in "Pane, Amore e Fantasia" al posto di Gina Lollobrigida? E Raoul Bova ne "Il Gattopardo" nel ruolo che fu di Burt Lancaster? E se "Malizia" l'avesse fatta Ambra Angiolini al posto di Laura Antonelli? Vanity Fair ha fatto interpretare a 35 stelle del cinema italiano 25 scene cult da capolavori del passato. Da "La Ciociara" a "8 e 1/2", da "Ieri, Oggi e Domani" a "Ladri Di Biciclette". Sono poche le scene che, entrate nell'immaginario collettivo del cinema italiano, sono rimaste fuori da questa imponente operazione che il settimanale ha messo in piedi. Gli scatti sono stati affidati a un maestro della fotografia del cinema come Douglas Kirkland, uno che ha passato la sua vita a immortalare attori e attrici sui set di alcuni dei più importanti film della storia, tra cui "2001: Odissea Nello Spazio", "La Febbre del Sabato Sera", "Titanic" e "Moulin Rouge!" . Per realizzare il servizio è stata messa in piedi una vera e propria troupe come si trattasse di una film in tutto e per tutto. Ecco così regista (Cristina Lucchini), sceneggiatore (Marco Finazzi).
Per quanto riguarda gli attori c'è tutto il gotha della new generation del cinema italiano,
Monica Bellucci, Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, ma anche Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Nicolas Vaporidis, Francesca Neri, Claudia Gerini, Carolina Crescentini, Ambra Angiolini, Alessio Boni, Luciana Littizzetto e molti altri.











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