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06 febbraio 2014

ALAN - FUORI DI ME

Andrea Allione, in arte Alan, nasce a Milano il 1 ottobre 1972.
Racconta la madre che fin dai primi anni di vita, davanti alla televisione ogni occasione era buona per
scatenarsi a tempo di musica. I genitori, anche loro con la passione per lo spettacolo, hanno sempre incentivato la sua propensione per la danza e il canto. Dopo essersi trasferito con la famiglia a Vicenza nel 1989 e aver trascorso lì dieci anni, Alan ritorna da solo a Milano e inizia a lavorare nello spettacolo come ballerino in diversi programmi televisivi tra cui Festivalbar, I Guastafeste, Ci Vediamo In TV. Alan però tiene segreta la passione per il canto fino a quando, durante uno dei tanti concorsi per volti e voci nuove, incontra una insegnante che vede in lui "qualcosa di particolare".
Forse, comincia a pensare Alan, fare il cantante non è più solo un sogno.

Fra le tante esperienze che lo formano, hanno sicuramente una grande importanza i diversi anni trascorsi nei villaggi turistici, dove si trova a dirigere e curare la parte artistica e le coreografie degli spettacoli. 
In seguito, sempre a Milano, decide di studiare recitazione frequentando la scuola "Quelli Di Grock". 
Nel 2007 accetta la proposta di interpretare un ruolo molto particolare e complesso. 
Così, dopo quasi un anno di preparazione, imparando a cantare in stile armonizzato e usando il falsetto, si trova inserito nel nuovo gruppo vocale "Le Sorelle Marinetti" del quale cura anche i movimenti e le coreografie.
Molti sono i riconoscimenti che riceve il trio, così come numerosi sono anche i consensi dei critici nazionali. Ma la grande vera occasione per mostrarsi a un pubblico ben più vasto, Le Sorelle Marinetti la ottengono nel 2010 accompagnando Arisa nella canzone presentata al Festival di Sanremo.
Il progetto Sorelle Marinetti per Alan inizia però ad essere un po' "stretto", perché è un altro il genere di musica che sente più suo e con il quale vorrebbe realizzarsi. 

Conosce per caso uno studio di registrazione a Vicenza, che trova i suoi brani particolari e interessanti. Ne nasce una collaborazione che permette ad Alan di realizzare questo nuovo progetto. 
La fusione dalla musica dance/elettronica con la lingua italiana non è facile ma nemmeno impossibile e così il 3 Febbraio Alan ha pubblicato il suo primo EP intitolato "FUORI DI ME" contenente la versione Radio Edit, 3 remix e una versione strumentale.
Adesso per Alan, portare il vero spettacolo sulla scena o nei video, è il suo traguardo.
QUI è possibile scaricare "FUORI DI ME".
 




24 febbraio 2010

FRANCO GRILLINI AD ANTONELLA CLERICI: "I GAY SONO BUONI GENITORI"

Franco Grillini, Presidente di Gaynet, replica a quanto dichiarato, qualche giorno fa, da Antonella Clerici in un'intervista rilasciata a Klaus Davi (QUI).
"Sugli omosessuali non siamo d'accordo con le parole di Antonella Clerici, anche se in materia di diritti delle coppie omosessuali ha fatto affermazioni positive. In particolare non condividiamo le affermazioni su matrimonio e adozioni perchè si tratta di stabilire se lesbiche e omosessuali sono cittadini come tutti gli altri e quindi se hanno gli stessi diritti dei cittadini eterosessuali.Non è tanto la questione adozione che è in discussione quanto il diritto degli omosessuali di essere considerati buoni genitori né più, né meno di tutti gli altri. Consigliamo ad Antonella Clerici di leggersi la grande quantità di letteratura esistente in materia che dimostra, come per esempio hanno sottolineato le associazioni di pediatri francesi e americani, che non esiste nessuna apprezzabile differenza nel successo educativo tra genitori etero e genitori omosessuali".

PIPPO BAUDO OFFENDE LE SORELLE MARINETTI

L'increscioso episodio è accaduto durante la parte di "Domenica In"condotta da Pippo Baudo. Come da tradizione, all'indomani del Festival di Sanremo il contenitore domenicale di Rai Uno ospita tutti i protagonisti della kermesse canora, che ripropongono le loro canzoni.
Accogliendo
Arisa, invitata a cantare la sua “Malamorenò”, il conduttore inizia ad "ironizzare"
pesantemente sulla presenza delle Sorelle Marinetti nel ruolo di sue cortiste, mettendo Arisa visibilmente in imbarazzo.
Dopo averle chiesto dove erano finite e averle chiamate volontariamente Sorelle Bandiera, riferendosi al gruppo en travesti che animava “L’Altra Domenica" di Renzo Arbore alla fine degli anni ‘70, continua lo sproloquio. Cita il padre del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, sbagliandone il nome in Francesco, chiede il perché ad Arisa della loro presenza con lei al Festival e, inoltre, la incalza sui motivi della mancata scelta di “donne normali” per il ritornello.
La giovane interprete, sempre più allibita, risponde canditamente che loro sono semplicemente degli artisti che si vestono così, ma il danno ormai è fatto.
Le Sorelle Marinetti, in accordo col loro manager Giorgio Bozzo, decidono di non salire sul palco, sentendosi fortemente offese e dichiarando che Baudo ha rovinato loro una splendida settimana. Ancora oltraggiate dichiarano:
"E' stato tutto così banalizzante, stupido e offensivo che in pochi istanti
Pippo Baudo ha rovinato una settimana per noi davvero speciale, entusiasmante, nel corso della quale abbiamo lavorato duro, come peraltro da tre anni stiamo facendo, raccogliendo simpatie e consensi inaspettati. Noi non vogliamo apparire a tutti i costi in una televisione che banalizza il lavoro altrui. E così ce ne siamo andati".
Inoltre, affermano di essere state minacciate da un’autrice di rischiare conseguenze se avessero abbandonato il palco, ma loro, coerenti, hanno deciso di non svendere un progetto artistico in cui investono e credono da anni: "Ci siamo rimasti male.
Arisa ha capito perfettamente, da ragazza intelligente e sensibile quale è. I produttori ci hanno rincorso chiedendo se eravamo dei pazzi a dire no a Baudo. Noi non siamo pazzi, siamo semplicemente serie persone di spettacolo che rispettano e chiedono di essere rispettate. Arrivederci a teatro, la nostra dimensione, dove i microfoni sono accesi e uno dimostra cosa sa fare".
E ora le irresistibili Turbina, Scintilla e Mercuria sperano di ricevere delle scuse, come il loro stesso manager conferma:
"Siamo una compagnia teatrale di 18 persone, che porta avanti questo progetto da sei anni. Baudo adesso deve delle scuse a tutti noi".

Tornerà Pippo su i suoi passi?

Fonte: OneTv.it

23 febbraio 2010

HO TANTI AMICI ETERO...

Pare che ormai, come già scritto da Fabio, la domanda sui matrimoni gay sia obbligatoria in qualsiasi intervista, una sorta di intercalare che, a ben vedere, non ha alcun motivo d'essere (se non l'interesse personale di chi la pone convinto che non si noti che probabilmente lo riguarda).
L'ultima a regalare le proprie perle di saggezza (?) pare sia la
Clerici che, reduce dagli sfarzi di Sanremo, ritiene (e chi se ne frega non è consentito a quanto pare!) che "sia giusto legalizzare la convivenza tra due persone dello stesso sesso, perché uno può così vantare dei diritti sull'altro, qualsiasi cosa accada, bella o brutta, proprio come avviene per una coppia etero. Non sono d'accordo, invece, sul matrimonio canonico".
Ovviamente da cosa nasce cosa e a quanto pare da matrimonio nasce adozione. Così anche la
Clerici casca in una consequenzialità che non esiste legando al matrimonio e alle unioni il tema dell'adozione. La presentatrice nazional-popolare ci tiene a far sapere che è contraria alla possibilità di adozione per le coppie gay perché, a suo dire, "per un proprio equilibrio personale e per una questione anche di natura, un figlio deve avere un padre e una madre". Che l'organizzazione più importante a livello mondiale sostenga il contrario è del tutto irrilevante per l'italico pensiero delle varie soubrettes e politici.
Ma non sia mai che a una simile dichiarazione smentita da studi scientifici non si abbini la frase di rito: "conosco tantissimi omosessuali che la pensano come me".

E' vero anche io ne conosco alcuni (tutt'altro che tantissimi!) che la pensano come la Clerici, la Cuccarini, la Mussolini e Buttiglione. Ne conosco anche tanti, però, che la pensano in modo del tutto opposto.
A questo punto, allora, come se ne esce? Andiamo alla conta e vediamo se sono di più i miei amici "pro" o i suoi "contro"? Facciamo a chi ce l'ha più grosso?
E come la mettiamo se dico che ho tanti amici etero che la pensano come me?
E' più rappresentativa la
Clerici dei miei amici? O sono più rappresentativi i miei amici etero contrai al matrimonio anche per le coppie etero e che sperano in una abolizione totale dell'istituto?
Quando si parla di diritti siamo davvero convinti che l'opinione personale sia meritevole di nota solo in quanto tale? E bastano davvero delle eccezioni per confermare qualche regola?
Un diritto è tale solo se suffragato da una qualche maggioranza che lo riconosce o piuttosto è tale proprio perché diritto e "semplicemente" viene negato da interessi, convinzioni e/o ignoranza di una moltitudine che, non essendone coinvolta, si arroga una supremazia numerica in grado di calpestare gli altri?
In Sud Africa l'apartheid è durata finché una maggioranza (economica non numerica!) ha potuto controllare i diritti dei neri. I neri, però, non è che non avessero diritti, piuttosto non gli venivano riconosciuti e non potevano avvalersene. Naturalmente, anche lì, c'era chi sosteneva la superiorità dell'uomo bianco sostenendo di avere "tanti amici neri". Peccato che probabilmente quei loro amici non erano i neri vessati nelle periferie ma tra quei pochi eletti che godevano di qualche libertà in più.
Proprio come gli amici gay della
Clerici, della Cuccarini, della Carfagna, della Mussolini e via dicendo che, con tutta probabilità, vivono una condizione tutt'altro che "comune". Magari sono i vari costumisti o Dolce e Gabbana o Gai Mattiolo. Tutta gente che, se vuole, può permettersi di sposarsi all'estero, di provvedere a stipulare mega-contratti privati che abbiano effetti internazionali o, magari, abbiano bisogno di non dover coinvolgere eventuali "metà" nelle varie spartizioni di capitali e quote azionarie.
Magari no, sono solo persone che non sono interessate a sposarsi o ad adottare, proprio come i miei amici etero, ma questo non fa di loro né una rappresentanza titolata né tantomeno una forza in grado di poter decidere se altri siano titolari di diritti o meno.
(Tra le righe: c'è anche un sacco di gente che è convinta che un bambino debba essere allevato da una madre giovane e che una ultra quarantacinquenne non debba averne. Su questo che ha da dire la
Clerici?)

Fonte: QueerWay