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12 luglio 2012

IL PRESIDENTE FINI DICE DI ALLA CONCIA: STESSI DIRITTI PER I COMPAGNI DEI GAY DEPUTATI

Estendere anche ai compagni dello stesso sesso i diritti riconosciuti dal Regolamento di Montecitorio ai conviventi dei deputati: questa la proposta che, entro la fine della legislatura, il presidente della camera Gianfranco Fini sottoporrà all'Ufficio di presidenza della Camera, sulla base della richiesta avanzata dalla deputata del PD Paola Concia.
La deputata, che ha sposato lo scorso anno in Germania la sua compagna, Ricarda Trautmann, ha chiesto di avere diritto all'assistenza sanitaria anche per la coniuge. A Montecitorio l'assistenza sanitaria è infatti riconosciuta per i coniugi, i figli e i conviventi dei parlamentari: ora il Parlamento dovrà scegliere se riconoscere uguali diritti alla coppia composta da Concia e sua moglie.
Nell'annunciare la cosa, in occasione della presentazione del libro della deputata PD e della giornalista Maria Teresa Meli, Fini non ha nascosto il proprio favore verso una decisione positiva dell'Ufficio di presidenza. "Ho garantito che la pronuncia - ha detto - avverrà entro fine legislatura. Ho chiamato l'ufficio di presidenza a pronunciarsi, non sarà semplice ma credo sia doveroso. Non si può nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi".
"Non sarà semplice - ha concluso Fini - ma credo sia doveroso perchè la questione va risolta con una risposta, in un senso o nell'altro. Credo che la pronuncia ci consentirà di compiere dei passi avanti. E credo anche che, dopo le mie parole, avrete capito come la penso".

20 luglio 2011

RIMANDATA LA DECISIONE SULLA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA

"Voglio informare i colleghi che dalle 15 di questo pomeriggio si sta tenendo una manifestazione fuori da Montecitorio per sostenere la legge contro l'omofobia. E' l’Italia migliore. Ci ho provato in tutti i modi, ma forse non sono riuscita a spiegarvi che cos'è la violenza omofobica e transfobica. Uscite e loro ve lo spiegheranno".
Anna Paola Concia, Aula della Camera, martedì 19 Luglio 2011

L'approvazione della legge contro l'Omofobia è stata rimandata. I gay possono aspettare, chissà per quanto altro tempo....

16 ottobre 2009

LEGGE ANTI OMOFOBIA: CHI HA VOTATO A FAVORE, CHI CONTRO

Sappiamo che la Camera ha cancellato il progetto di legge sull’omofobia, avanzato da Paola Concia e poi approvato in commissione. Ma chi ha votato per cancellare la legge? E chi ha provato a salvarla? Basta fare un salto su OpenPolis per scoprire come hanno votato i deputati italiani: su 285 favorevoli a eliminare la legge se ne contano 193 del PdL, 51 della Lega, 34 UDC, 6 del gruppo Misto e uno (la Binetti) del PD. I gruppi sono stati piuttosto compatti, infatti tutta la Lega ha votato sì, tutta l’Idv ha votato no, come quasi tutto il PD. Nell’UDC c’è stato solo un astenuto, Pierluigi Mantini.
In pratica il centrosinistra al completo (sempre con l’eccezione della
Binetti) ha sostenuto la legge; il centrodestra l’ha bocciata, con qualche dissidente del PdL. Infatti nel partito di Berlusconi ci sono stati 10 astenuti (Bongiorno, Contento, Cosenza, Gava, Milanato, Nirenstein, Rotondi, Sbai, Scalia e Vito) e 9 sì.
Chi sono questi 9 che hanno votato in opposizione al loro gruppo, per mantenere in vita la legge sull’omofobia? Sono ex socialisti liberali o laici di destra: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Mario Pepe, Flavia Perina, Roberto Tortoli e Adolfo Urso. Gli unici che non hanno seguito la disciplina di partito, al contrario di altri socialisti come Cicchitto, la Boniver o Caldoro, che hanno votato sì.


Fonte:
QueerBlog