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02 luglio 2014

MICHAELA BIANCOFIORE: "I TRANS SONO UNA COSA MEZZA E NON ESISTONO IN NATURA"

"Non si può essere né carne né pesce. Uno se è maschio va con le donne, se invece ha una propensione per il proprio sesso, va con gli uomini o con le donne, con il proprio sesso. Ma non che va con una cosa mezza: una mezza creata ad arte, perché non esistono i trans in natura. Anche se c’è qualcuno che nasce “strano”. [...] E' una macchina da soldi per chi si trasforma in transessuale, perché se uno si sente uomo o donna fa l’operazione, e io su questo sono completamente d’accordo: se uno nasce in una prigione di corpo e fa l’operazione io sono la prima a dire menomale.

Le parola di Michaela Biancofiore si commentano da sole. Il tutto durante un'intervista ai i microfoni del programma di Radio 2 "Un Giorno da Pecora", in cui è stata ospite lunedì 30 giugno 2014. 

 


20 giugno 2014

LAVERNE COX prima TRANSGENDER in copertina su "TIME" magazine

"TIME", la prestigiosa rivista americana, dedica la copertina del 09 Giugno 2014 a Laverne Cox col titolo "The Transgender Tipping Point". 
Nell'articolo spiega che: "Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società". Laverne Cox è un'attrice, produttrice televisiva, sostenitrice (e icona) del movimento LGBT, che si racconta così al Time: "Mi sono sentita una donna per la prima volta in terza elementare. La maestra all'epoca disse a mia madre: 'Signora suo figlio finirà a New Orleans vestito da donna'. Io pensavo di essere una bambina e che non c’era alcuna differenza tra ragazzi e ragazze. Penso che nella mia testa fossi convinta che avrei raggiunto la pubertà e sarei diventata una ragazza". Aggiunge poi che il suo passato è stato tormentato, arrivando sino a tentare di togliersi la vita quando era adolescente: "I compagni di scuola mi picchiavano con le bacchette del tamburo perchè ero un uomo che sembrava una donna. Imparai in chiesa che era un peccato. Immaginavo che mia nonna vegliasse su di me sapendo quello che mi passava per la testa, trovandosi in cielo. Così andai all’armadietto delle medicine e trovai un flacone di pillole. Lo presi. Le ingoiai tutte. E andai a dormire sperando di non svegliarmi... Pensai che mi avrebbero ucciso. Ma non lo fecero... I tempi sono cambiati. Oggi rispetto a quando sono cresciuta io puoi sentirti meno solo grazie a Internet. Penso che, rispetto al passato, sui media si trovino più modelli cui i giovani trans possono accostarsi. Ora ci sono così tante risorse là fuori che possono far sentire meno soli e aiutare ad accettare ciò che si è e si sta affrontando invece di pensare, ‘Cosa c’è di sbagliato in me?'".

In Italia la vedremo questo autunno nella serie lesbo "
Orange Is The New Black" (a settembre sul canale Mya di Mediaset), insieme al fratello gemello, col quale è cresciuta in Alabama. Negli USA l'attrice è celebre anche per l'apparizione come concorrente nella prima stagione del reality "Voglio Lavorare per Diddy" al fianco di Puff Daddy.

In America ci sono circa un milione e mezzo di transgender. Ultimamente molte trans tipo
Laverne, come Janet Mock, Chaz Bono e Chelsea Manning, stanno dando voce e visibilità al movimento,anche se ancora oggi molte trans vivono in povertà, senza lavoro e perseguitate con molestie e violenze. Time raccoglie anche le storie di altre trans, come quella di Paisley Currah, professore alla "Brooklyn College, City University of New York", F to M, transitata da donna a uomo, che racconta di come sia più accettato il suo passaggio di identità, ritenuto quasi meno grave di un uomo che diventa donna, segno che il sessismo colpisce ancora.
Jamie Ewing ha servito la nazione per cinque anni, tra esercito e Guardia Nazionale, ma poi è stata espulsa in quanto trans. Cassidy Lynn Campbell, nato "Lance", come ancora lo chiama suo padre, è stata eletta reginetta della scuola nella conservatrice Huntington Beach la scorsa settimana. Ashton Lee ha chiesto in giro le firme per la legge che gli garantisce di usare bagni maschili e giocare nella squadra maschile della scuola. Legge passata nel 2013. E Rose Hayes, oggi è capo software engineering di "
Google" a San Francisco. 

Fonte: cinemagay.it

06 marzo 2014

LADY BOY: DA QUESTA SERA SU NAT GEO PEOPLE

Dal primo marzo 2014 è arrivato un nuovo canale targato National Geographic: Nat Geo People, che ha preso il posto di Nat Geo Adventure al canale 410 di Sky.
 Tra i programmi principali parte proprio oggi alle 21.30 "LADY BOY" una nuova serie che ci porterà alla scoperta di un fenomeno assai diffuso in Thailandia, quello delle Lady Boy, uomini che vogliono essere donne... sotto ogni aspetto. 
Nat Geo People offrirà un accesso intimo alle loro vite di giorno e di notte, alle loro storie, ai loro sogni e le loro paure. Seguiràda vicino le vite di alcune Lady Boy thailandesi: la loro tenacia nel realizzare il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo, ma anche il loro desiderio di esseri amate come chiunque altro; la loro voglia di condurre una vita normale con i propri progetti e le proprie ambizioni, e la loro continua battaglia personale per rivendicare i propri diritti sociali.
La vita di una Lady Boy è fatta di tacchi a spillo e rossetti, ma anche di sentimenti ed emozioni reali.

12 febbraio 2013

"LA MOGLIE DEL SOLDATO" DAL 19 FEBBRAIO AL TEATRO LITTA DI MILANO

Un grande successo cinematografico trasposto a teatro con toni da tragedia shakespeariana. Il regista indipendente Pasquale Marrazzo torna al Teatro Litta di Milano con uno spettacolo ispirato all’omonimo film "La Moglie Del Soldato", nuova produzione del Litta in scena dal 19 febbraio. 
La storia riprende la sceneggiatura (che gli valse il premio Oscar) di Neil Jordan: un soldato dell'esercito inglese di nome Jody viene rapito da un gruppo dell'IRA. Scopo del rapimento è quello di usarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione di un loro capo catturato dagli inglesi, o giustiziarlo, se la trattativa fallisse. Durante la prigionia il soldato inglese stringe amicizia con uno dei suoi rapitori, Fergus. Una volta intuito il suo destino, il soldato inglese lascia a Fergus il compito di adempiere alle sue ultime volontà, in particolar modo quella di cercare la sua donna, informarla dell'accaduto e prendersene cura in qualche modo. Arrivato il fatidico giorno, il capo della cellula terroristica affida proprio a Fergus il compito di giustiziare il suo "nuovo amico", dal momento che gli inglesi non hanno accettato lo scambio. Jody e Fergus allora si inoltrano nel bosco per adempiere ai loro destini, ma nel soldato inglese nonostante un'apparente rassegnazione, ha la meglio l' istinto di sopravvivenza e tenta di scappare. La fuga però ha una tragica conclusione, infatti, nonostante Fergus non abbia il coraggio di uccidere quello che reputa ormai un "amico", Jody rimane vittima di un incidente durante la fuga. A Fergus non rimane che dileguarsi. Passa un po' di tempo e dopo molti ripensamenti ed appostamenti, decide di manifestarsi alla donna per accontentare il suo amico morto: la bellissima donna, di cui si innamora a sua volta, nasconde però un inatteso segreto. E' proprio il segreto che nasconde Dil, la donna del soldato rimasto ucciso, a mettere in discussione l'identità di Fergus, ormai minata.

"Dil e il suo segreto creano un’affascinante figura fenomenica e in quanto tale merita di essere ascoltata. Le parole che usa per descrivere i propri sentimenti nei riguardi del soldato inglese prima e del terrorista poi, spezzano il cuore che si frantuma, quando, in preda all’alcol parla di se stessa e dice: Dil sarà vostra per sempre, se semplicemente non la prenderete a calci. A queste parole non posso non pensare, per un’ illazione estetica, ad un certo tipo di melò atipico e per questo motivo atipica sarà la costruzione della messa in scena. Costumi, luci, scenografia, musiche e rumori di fondo saranno protagonisti tanto quanto i personaggi, perché il contesto in cui si svolge la storia è la vera condizione in cui il dramma si crea e si evolve. Dil non è nulla senza i suoi abiti e i terroristi ancor meno privati delle loro armi. Eppure, quando Dil si mette a nudo e svela il suo segreto, i suoi vestiti diventano storia e raccontano in profondità il suo essere nel mondo, che la accoglie e la respinge, proprio come tutti gli esseri "dannati" o come gli angeli di Wim Wenders costretti a restare sospesi fra cielo e terra".

In occasione della prima de La Moglie Del Soldato sarà inaugurata l’omonima mostra a cura di Anonimartisti, ispirata al film del 92 (sceneggiatura originale di Neil Jordan) da cui lo spettacolo è tratto. 
Anonimartisti è un collettivo di artisti italiani, conosciuti nella scena milanese ma non solo, che per l’occasione ha allargato la collaborazione ad artisti esterni, invitandoli ad immedesimarsi nei protagonisti della storia e a trarne ispirazione. I 15 pittori, fotografi, scultori, videomakers e illustratori coinvolti si sono confrontati con i temi principali presenti nel testo: l’ambiguità, la sessualità, l’amore [www.anonimartisti.it_ anonimartisti@gmail.com]. 

ORARIO SPETTACOLI  
martedì-sabato ore 20.30
domenica ore 16.30 
lunedì riposo 

PREZZI € 19,00 
9 ABBONAMENTI LUNATICA €54,00 (€ 9,00 a ingresso) - Carta non nominale, libera, a scalare, valida per tutti gli spettacoli in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival) 
LITTACARD €72,00 (€ 8 a spettacolo) - Carta nominale valida per tutte le 9 produzioni Litta in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival) 
OFFERTE A TEATRO IN BICI! per tutti coloro che verranno a teatro in bicicletta e mostreranno alla cassa la chiave del lucchetto o l’abbonamento al Bike Milano ATM, ingresso ridotto a 10 € 

BIGLIETTERIA informazioni e prenotazioni (da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19.30): tel 02 86 45 45 45 email: promozione@teatrolitta.it; ritiro e acquisto biglietti (da lunedì a sabato dalle 18:00 alle 20:00): Corso Magenta 24; 
vendita online su: www.vivaticket.it

13 luglio 2012

FRANCIA: IL SENATO RICONOSCE IL REATO DI TRANSFOBIA

In Francia la discriminazione contro le persone transgender entra a pieno titolo nella lista delle discriminazioni punibili ai sensi del codice penale. Lo ha deciso il senato francese all'unanimità. Il divieto di omofobia in Francia è stato introdotto nel codice penale già dal 2001.
Che sia da esempio per l'Italia...

12 luglio 2012

LA CHIESA EPISCOPALE AMERICANA APRE AI PRETI TRANSESSUALI

I vescovi della Chiesa Episcopale Americana, riuniti a Indianapolis per la loro conferenza nazionale, hanno approvato l'introduzione di un rito ufficiale per la benedizione delle coppie dello stesso sesso e hanno dato il via libera all'ordinazione di ministri transessuali. La liturgia per l'unione tra gay è stata votata dai vescovi come misura provvisoria per i prossimi tre anni e attende adesso l'approvazione del resto del clero episcopale. Alcuni membri della Chiesa si sono detti preoccupati per la decisione. Il vescovo Edward Little, della diocesi dell'Indiana settentrionale, ha dichiarato che questa scelta potrebbe allontanare la "Chiesa Episcopale dalla corrente principale del cristianesimo". Al contrario, il vescovo Mariann Edgar Budde si è detto certo che si tratti di un atto dovuto che consentirà di onorare e benedire quelle coppie dello stesso sesso che servono Cristo. La risoluzione approvata lunedì include una clausola che consente una sorta di obiezione di coscienza a quei ministri che non vorranno officiare la cerimonia. La decisione di aprire la Chiesa episcopale ai transessuali rappresenta l'ufficializzazione di una situazione di fatto già esistente, come testimonia il reverendo Carla Robinson, transessuale e vicario della chiesa di Tutti i Santi a Seattle. La Chiesa episcopale aveva già scatenato infinite polemiche e provocato una scissione al suo interno quando, nel 2003, aveva ordinato il suo primo vescovo dichiaratamente omosessuale. Ma una posizione liberale sulla questione gay accomuna in realtà alcune delle più antiche confessioni protestanti negli Stati Uniti: sia la Chiesa evangelica luterana, sia la Chiesa presbiteriana già da alcuni anni accettano la presenza di omossessuali tra le fila del proprio clero.

Fonte: La Stampa

04 aprile 2012

IL FRA LANCIA IL SONDAGGIO EUROPEO DI PIU' AMPIA PORTATA MAI EFFETTUATO SULLA COMINITA' LGBT

L'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha lanciato su internet un sondaggio rivolto a tutti i cittadini maggiorenni gay, lesbiche, bisessuali e transgender che vivono in un Paese dell'Unione o in Croazia. Lo scopo è quello di raccogliere dati in grado di sostenere la legislazione e il processo decisionale in materia di diritti LGBT.
Il sondaggio pone una serie di domande su varie esperienze personali, come la percezione delle risposte pubbliche all'omofobia e transfobia, la discriminazione, la consapevolezza dei propri diritti, il contesto sociale e la presenza di un ambiente sicuro e privo di violenza e molestie.
Temi su cui, nonostante il ripetersi di spiacevoli fatti di cronaca, ad oggi sono starti raccolti pochissimi i dati comparabili fra loro. Ed è proprio per questo che, attraverso il più grande questionario sul tema mai realizzato a livello europeo, si cercherà di ottenere dati sufficienti per poter orientare i decision makers a livello nazionale ed europeo, nonché le organizzazioni non governative o della società civile, nelle loro strategie ed attività di promozione e sostegno delle comunità LGBT volte alla creazione di un ambiente libero dalle discriminazioni, in cui si possa vivere ed esprimersi liberamente.
Date le premesse, risulta evidente che è importante parteciparvi ed invitare amici e parenti coinvolti a prendervi parte. Una volta tanto che qualcuno pare realmente interessato ai nostri problemi, vediamo di non fare brutta figura e di fornirgli le risposte e i numeri che gli occorrono!

Clicca QUI per accedere alla pagina del sondaggio.


Fonte: Gayburg

14 marzo 2012

L'EUROPA CHIEDE ALL'ITALIA TUTELA E DIRITTI PER LE FAMIGLIE GAY

Ieri il Parlamento europeo ha mandato all'Italia due segnali su diritti e famiglie che segnano un punto di non ritorno.
Il primo è un no secco a qualsiasi provvedimento che chiuda al riconoscimento della dignità delle famiglie omosessuali. Il secondo è un sì articolato e esplicito al matrimonio gay. L'invito ai Governi è quello di offrire piena protezione e tutela alle coppie gay e ai loro figli.
Quella di Strasburgo è la miglior risposta all'inconsistenza e alla strumentalizzazione teologica del dibattito politico italiano assestato, sia nel centro-destra che nel centro sinistra, su posizioni primitive e anti-europeiste.
L'Europa, già come la Corte Costituzionale con la sentenza 138 del 2010 che definiva le coppie di omosessuali e lesbiche portatrici degli stessi diritti, indica chiaramente il livello minimo nel quale il legislatore italiano si deve muovere e cioè per la piena equiparazione tra coppie eterosessuali e omosessuali. E' quindi netto e incontestabile il no a certificazioni, riconoscimento di singoli diritti, DICO o CUS o altre aggiustamenti meramente ideologici, inutili e discriminatori.
Di più, da Strasburgo, arriva il rilancio all'approvazione di una direttiva in materia di parità di trattamento su cui il Ministro Fornero ha dichiarato pubblicamente che si sarebbe spesa personalmente.
Anche nei diritti quindi, e non solo nell'economia, il Paese aspetta finalmente una svolta di segno europeo.

08 marzo 2012

USA: STUDENTE OMOSESSUALE SOSPESO DA SCUOLA PERCHE' INDOSSAVA I TACCHI

Tacchi "nocivi". Accade alla Charles City High School di Charles City, Virginia: lo studente diciassettenne, Asante Cotman, è stato sospeso per tre giorni perché indossava i tacchi. L'Huffington Post racconta come la direzione scolastica aveva ordinato al ragazzo di togliersi le "scarpe femminili" che stava indossando, in quanto "danneggiavano la scuola". Con queste parole Asante ha obiettato alla disposizione: "Indossavo questa giacca rossa, la mia maglietta bianca, il mio paio di pantaloni cargo e i tacchi. Non vedo come potessi offendere qualcuno. Non è pubblicità. Cerco di essere me stesso. Voglio essere uno studente come tutti gli altri. Uno studente gay come tutti gli altri".
Incolumità. In effetti, un paio di tacchi a spillo non possono essere irrispettosi, non si tratta di andare in giro mezzi nudi, nel qual caso si parlerebbe, legittimamente, di atti osceni in luogo pubblico, ma un paio di tacchi non hanno mai fatto male a nessuno, se non alla schiena e ai piedi. Di questo ne sarà stata consapevole anche la preside dell'istituto che ha preferito "ritirarsi nell'ombra" e non commentare la vicenda. Ci ha pensato però, il soprintendente Janet Crawley che, con un acrobatico gioco di arrampicamento sugli specchi, ha detto che l'ordine è stato impartito, non per discriminare lo studente, ma per motivi di sicurezza. Cotman, con i suoi 15 centimetri di tacco, rischiava di cadere e per questo la scuola si sarebbe premurata di farglieli togliere. Ci sarebbe stata la stessa attenzione da parte dell'istituto se ad indossare i tacchi fosse stata una donna?
Prevenzione. Non è la prima volta che si verificano episodi del genere. In passato un altro studente americano, Jamie Love, è stato espulso, per poi essere riammesso a scuola, in quanto indossava abiti femminili. Analoga alla vicenda di Asante, quella di un altro studente che ricevette dal vicepreside della sua scuola, la Riverview High School in Florida, la richiesta di non indossare più scarpe con i tacchi "per prevenire atti di bullismo". In quella occasione, gli studenti dell'istituto organizzarono una manifestazione di protesta perché trovarono l'esortazione del dirigente scolastico decisamente omofoba. Di fatto, se all'interno di una determinata istituzione sono in vigore delle regole note a tutti e pubblicamente condivise, ci muoviamo nell'ambito della legalità e della giustizia, ma se le norme sono dirette solo ad alcune categorie di persone, allora è legittimo bollarle come discriminatore e intentare azioni di protesta.


Fonte: NewNotizie

03 febbraio 2012

04 gennaio 2012

GLI ASSORBENTI CHE FANNO INFURIARE LA COMUNITA' TRANSGENDER

La pubblicità degli assorbenti australiani Libra fa arrabbiare la comunità trans neozelandese. In tv è stato trasmesso per poche ore, ma era già bastata la pubblicazione su Facebook dell'anteprima lo scorso 21 dicembre per scatenare le forti proteste delle associazioni che difendono i diritti delle transgender. La réclame che intende promuovere con ironia gli assorbenti Libra è stata giudicata fortemente offensiva e "chiaramente transfobica" e dopo innumerevoli polemiche è stata ritirata dalla società australiana.
L'anteprima dello spot che dura poco più di trenta secondi è ambientata in un bagno femminile di una discoteca. Una ragazza bionda e una drag queen si dirigono contemporaneamente verso le specchio per truccarsi. Inizia una sorta di gara di bellezza e soprattutto di femminilità. Prima le due rivali coprono le ciglia dei loro occhi con il mascara. Poi armate di rossetto abbelliscono le loro labbra. Infine in segno di sfida la drag queen mostra quanto il suo seno sia più prorompente rispetto a quella della giovane bionda. Sembra che la gara sia irrimediabilmente perduta per la ragazza che però ha il colpo di genio: estrae dalla sua borsetta un pacco di assorbenti che naturalmente mancano alla drag queen. Quest'ultima, indispettita, lascia sconfitta il bagno. Sullo schermo compare lo slogan: "Libra Gets Girls" (Libra Ti Rende Donna).
Cherise Witehira, presidente di un'associazione transgender neozelandese definisce lo spot "chiaramente transfobico" e spiega: "La pubblicità è offensiva perché dice chiaramente che l'unico modo per essere donna è avere le mestruazioni. Inoltre veicola il luogo comune secondo cui le transgender non siano persone normali". Dello stesso avviso Sally Goldner, a capo di un'omologa associazione australiana che boccia senza appello lo spot: "E' chiaro che ci suggerisce che una transgender non è una donna". La Goldner afferma che la réclame non solo offende la categoria di persone che lei rappresenta, ma anche "tutte quelle donne che non possono avere il ciclo". Anche su Facebook si è sollevata la protesta: "Non penso di essere mai stata così disgustata e offesa da uno spot che promuove assorbenti (a dire il vero, molti di questi sono terribili) - scrive l'utente Bex Alphabet - Libra si deve vergognare. Sarò felice di non comprare i vostri prodotti".
Dopo alcuni giorni l'azienda ha fatto un passo indietro e in un comunicato, dopo aver chiesto scusa, ha spiegato di aver ritirato lo spot. Non è la prima volta che una pubblicità in cui compaiono transgender scatena grandi polemiche. Nel 2006 fu la volta di una réclame della Opel che mostrava una transgender mentre dichiarava al suo dottore di essere pentita di aver accettato di fare l'operazione per cambiare sesso: "Solo Opel - dichiarava il claim pubblicitario - ti permette un test di prova di tre giorni". Anche in quel caso lo spot fu immediatamente ritirato dopo le proteste della comunità transgender.

Fonte: Corriere.it

15 dicembre 2011

THAILANDIA: LA P.C. AIR ASSUME 4 HOSTESS TRANS

Giovanissime, sorridenti e molto femminili. Sono le hostess della compagnia thailandese P.C. Air. Solo che l'icona tradizionale dell'assistente di volo deve ora essere necessariamente rivista: si tratta infatti di quattro transessuali. Il presidente della compagnia, Peter Chan, si e' fatto fotografare insieme a loro in occasione della cerimonia per il primo volo dall'aeroporto Suvarnabhumidi di Bangkok a quello di Suratthani. La compagnia area decise di introdurre nell'equipaggio personale del 'terzo sesso' dopo aver ricevuto piu' di cento candidature da travestiti e transessuali. E cosi' quattro trans sono state assunte all'inizio dell'anno, insieme a 19 donne e sette uomini. I requisiti richiesti? La compagnia sostiene che fossero gli stessi richiesti agli assistenti di volo donne: la femminilita' e un aspetto attraente.









Fonte: Ansa

12 dicembre 2011

LEA T. LA MODELLA TRANSESSUALE PIU' BELLA DEL MONDO in copertina su "ELLE" Brazil

Capello lungo, liscio e scuro. Fisico mozzafiato, sguardo magnetico. Lei è Lea T. prima modella transessuale ad aver conquistato la copertina di una prestigiosa rivista di moda.
Suo padre ha un nome famoso: è il celebre allenatore e giocatore di calcio Toninho Cerezo.
Lea in quanto a fama non è da meno. Scoperta da Riccardo Tisci (che la scelse personalmente a fine 2010 come testimonial per Givenchy), è stata consacrata da "ELLE Brazil" che le ha dedicato la copertina del numero di Dicembre 2011.
A far conoscere la sua storia in Italia ci aveva già pensato Daria Bignardi intervistandola (lo scorso 25 Marzo 2011) nel suo programma "Le Invasioni Barbariche", dove parlò anche il padre di Lea e che in una lettera le scrisse: "Non possiamo essere bravi in tutto, e tu, sai fare molto più che semplici palleggi. Hai avuto il coraggio, con eleganza di tentare di rompere i paradigmi e di mostrare al mondo che dobbiamo accettare le differenze, essere tolleranti con la diversità. Capire e non giudicare ciò che non conosciamo. Il cammino può essere lungo ma sicuramente non sarà lo stesso senza di te. Bambino o bambina, Leandro o Lea, non importa più. Sarò sempre tuo padre e tu, orgogliosamente, una parte di me".






09 dicembre 2011

HILLARY CLINTON FA LA STORIA: BASTA DISCRIMINAZIONI PER GLI OMOSESSUALI

Il Segretario degli Stati Uniti Hillary Clinton ha pronunciato al palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, un discorso in riconoscimento della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Molti rappresentanti hanno lasciato la sala. L'amministrazione Obama ha fatto sua la lotta contro le discriminazioni. Anche il presidente ha infatti pubblicato un memorandum "per promuovere e proteggere i diritti delle persone LGBT" "Come essere donna o essere di una minoranza etnica razziale o religiosa, anche essere LGBT non rende meno umani. Ecco perché i diritti dei gay sono diritti umani e i diritti umani sono i diritti dai gay. Essere gay non dovrebbe essere un crimine". Lo storico discorso per la promozione dei diritti LGBT (cioè di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) è stato pronunciato dal segretario degli Stati Uniti, Hillary Clinton, al palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, in riconoscimento della Giornata mondiale dei diritti umani. Le parole della Clinton si basano sul memorandum che il presidente Barack Obama aveva pubblicato la mattina stessa "per promuovere e proteggere i diritti umani delle persone LGBT". "I gay sono nati e appartengono a qualsiasi società del mondo. Sono di tutte le età, tutte le razze, tutte le fedi; sono medici e insegnanti, agricoltori e banchieri, soldati e atleti, e che lo sappiamo o no, che lo riconosciamo o no, sono la nostra famiglia, i nostri amici e i nostri vicini". La Clinton ha anche annunciato che il governo americano ha creato un fondo di eguaglianza globale, con uno stanziamento iniziale di 3 milioni di euro, per sostenere nel mondo le organizzazioni non governative che lavorano sui temi dell'omosessualità. "Il fondo le aiuterà a tenere un registro dei fatti in modo che possano individuare le cause da difendere, imparare a usare la legge come mezzo, amministrare i loro bilanci, addestrare il personale e associarsi con le organizzazioni delle donne e altri gruppi di diritti umani". Un discorso storico, quello del segretario Usa, che ha sottolineato come alcuni paesi credono che l'omosessualità sia un "fenomeno occidentale" e ha ribadito che "essere gay non è un invenzione dell'Occidente, ma è una realtà umana". In molte nazioni, come in Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia, Libano, Bangladesh, Afghanistan, Birmania e altri, l'omosessualità sia maschile sia femminile è illegale. In alcuni paesi come l'Iran, la Mauritania, la Somalia, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen può essere punita anche con la morte, mentre in altri come le Seychelles, il Ghana, il Rwanda e le zone della Nigeria dove non vige la legge islamica è illegale solo l'omosessualità maschile. L'omosessualità è legale in India dal 2009 e in Cina dal 1997, mentre in Nepal dal 2007 gli omosessuali sono riconosciuti come classe protetta e hanno diritto a una carta d''identità come "terzo genere". Poche ore prima che la Clinton parlasse, Obama ha pubblicato un memorandum in cui ha dichiarato che il pari trattamento di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali è una vera priorità della politica estera degli Stati Uniti e della lotta per i diritti umani. "Sono molto preoccupato per la violenza e la discriminazione che prende di mira le persone LGBT di tutto il mondo" scrive Obama, "questo è il motivo per cui ho dichiarato davanti ai capi di stato riuniti alle Nazioni Unite che nessun paese dovrebbe negare alla gente i propri diritti a causa di chi ama, e questo è il motivo per cui dobbiamo prendere posizione in ogni luogo per i diritti dei gay e delle lesbiche". Obama ha indicato 7 punti chiave della sua azione politica, fra cui combattere all'estero la criminalizzazione dello status o il comportamento LGBT, proteggere i rifugiati e richiedenti asilo, assistere la protezione dei diritti umani e l'avanzamento della non discriminazione all'estero, rispondere velocemente e in modo intelligente agli abusi dei diritti umani di cittadini LGBT fuori dagli Stati Uniti; coinvolgere le organizzazioni internazionali nella lotta contro la discriminazione. Ma il discorso di Clinton ha spinto molti dei presenti a lasciare la stanza, come ha riportato l'agenzia stampa Associated Press. Il suo discorso, citato dalla Casa Bianca come "la prima strategia del governo degli Stati Uniti per combattere gli abusi dei diritti umani contro gay e lesbiche all'estero", è visto da molti osservatori come parte della strategia dell'amministrazione Obama di raggiungere l'elettorato LGBT prima delle elezioni presidenziali del 6 novembre 2012. Il governatore del Texas, Rick Perry, ha criticato l'amministrazione, dicendo che la "promozione all'estero di diritti speciali per i gay non fa gli interessi dell'America e non vale un centesimo dei soldi di chi paga le tasse". Resta da vedere come si comporteranno ora in concreto gli Stati Uniti con alcuni paesi alleati esteri in cui l'omosessualità è reato.

QUI il testo scritto del lungo discorso.


18 ottobre 2011

VISTO NEL WEEKEND: TOMBOY

Davvero un bel fim; bene diretto, ben fatto. Un lungometraggio che riafferma una verità troppo spesso trascurata. Per Laure/Mickaël farsi passare per un ragazzo non è affatto un gioco, la sua identità si costruisce giorno dopo giorno quando la minaccia dell'adolescenza è all'orizzonte. La regista (Céline Sciamma) riesce così a mostrarci, evitando tutti i cliché dei film sull'infanzia, che i bambini sono esseri complessi che gli adulti non capiranno mai. Consigliato a tutte le famiglie.
ENIGMATICO.

12 ottobre 2011

OMOSESSUALI E TRANS DISCRIMINATI E INVISIBILI, I DATI DI UNA RICERCA SUL LAVORO

Il 19% degli omosessuali ha subito discriminazioni sul posto di lavoro, il 13% ha visto respinta la propria candidatura a causa della propria identità sessuale (si sale al 45% per le persone trans), il 26,6% è completamente "invisibile" sul luogo di lavoro mentre il 39,4% non nasconde la propria omosessualità con la maggioranza dei colleghi o dei clienti. Sono alcuni dei dati emersi dall'indagine "Io sono io lavoro", la prima ricerca scientifica nazionale realizzata in questo campo. Realizzata da Arcigay e presentata oggi a Roma, ha raccolto 2.229 questionari compilati da persone LGBT, ha intervistato 52 testimoni qualificati e ha ascoltato 17 storie di discriminazione sul lavoro da parte di altrettante persone. Oltre il 60% preferisce quindi "non dirlo" sul posto di lavoro. Dove vi sono altre persone omosessuali o trans cresce tendenzialmente la visibilità. Il celare la propria identità sessuale è, per la maggior parte, funzionale a evitare trattamenti sfavorevoli: la maggioranza di quanti vivono nell'invisibilità, infatti, teme che svelando la propria identità sessuale subirebbe un peggioramento della propria condizione lavorativa. Tuttavia, questa aspettativa non è confermata dall'esperienza di coloro che hanno fatto outing, la maggior parte dei quali ritiene che la propria situazione non sia sostanzialmente cambiata, o sia addirittura migliorata. L'effetto positivo della visibilità sul lavoro è confermato anche dalla maggiore soddisfazione lavorativa registrata tra quanti sono visibili sul lavoro rispetto agli 'invisibili'. Il 4,8% ha dichiarato di essere stato licenziato o di non essersi visto rinnovare ingiustamente il contratto in ragione della propria identità sessuale negli ultimi dieci anni, percentuale che sale al 25% tra le persone trans. Il 19,1% ha dichiarato di essere stato trattato iniquamente sul lavoro in quanto omosessuale, e la percentuale sale al 45,8% delle persone trans da femminile a maschile e addirittura al 56,3% delle persone trans da maschile a femminile. Per la maggioranza degli intervistati, comunque, il presente è migliore del passato (è ottimista il 48,5% del campione) e il futuro sarà migliore del presente (lo vede positivamente il 54,6%). Meno rosee sono le previsioni di quanti sono stati licenziati o hanno subito un trattamento ingiusto in ragione della propria identità sessuale. "La discriminazione - commenta Raffaele Lelleri, sociologo e responsabile scientifico della ricerca - colpisce direttamente una minoranza di lavoratori LGBT. L'impatto indiretto è invece molto più ampio: secondo alcuni osservatori, esso è persino universale, visto che tutte le persone LGBT si trovano, prima o poi, a domandarsi se essere visibili o meno sul lavoro, ad anticipare le conseguenze del proprio coming out. Sorprende l'uniformità territoriale di questi fenomeni: Nord, Centro e Sud appaiono infatti accomunati da questi fenomeni. Non sorprende invece, purtroppo, la vera e propria emergenza in cui vivono le persone trans che lavorano, la maggior parte delle quali viene tuttora respinta o espulsa dal mercato". "Questa è un'indagine che non dà ricette - sottolinea Rosario Murdica, responsabile progetti della segreteria nazionale Arcigay - ma dà visibilità a un mondo spesso invisibile che esiste e va tutelato. E' una fotografia che regaliamo alla classe politica, e speriamo che prima o poi da quel mondo giunga una risposta". "Sappiamo - gli fa eco Paolo Patanè, presidente di Arcigay - che questo è un periodo in cui l'agenda politica è distratta da altri temi: crisi economica e conti da sanare. Ma è nei periodi di recessione che il clima si fa più rovente e le discriminazioni si accentuano".

Fonte: La Repubblica/Arcigay

LA POLONIA HA IL SUO PRIMO DEPUTATO GAY: ROBERT BIEDRON

Dopo il primo deputato trans (QUI), in Polonia è entrato in parlamento anche il primo esponente gay. Per la prima volta nella storia del parlamento polacco, un seggio al Sejm (Camera Bassa) è stato infatti conquistato da un omosessuale dichiarato, Robert Biedroń, che alcuni anni fa è stato fra i promotori dei primi Gay Pride. Secondo l'agenzia Pap, Biedroń, 35 anni, che era capolista del Movimento Radicale e Anticlericale di Janusz Palikot nella regione di Gdynia, sul Baltico, si è aggiudicato il seggio ottenendo 16.919 voti. "E' un segno che la nostra società adesso è diversa, più aperta e tollerante", ha commentato oggi la sua vittoria Biedroń per il quotidiano Gazeta Wyborcza. Biedroń che tempo fa ha fatto pubblicamente outing, ha ricordato come ancora alcuni anni fa le persone come lui in Polonia venivano trattate con insulti se non con il lancio di pietre. Biedroń, giornalista e politico, nel 2001 ha fondato la "Compagnia contro l'Omofobia", la prima Ong polacca che si batte per i diritti delle persone trans e omosessuali. A partire dal 2004 ha cominciato a organizzate i primi Gay Pride in diverse città della Polonia. L'anno scorso a Varsavia per la prima volta fu organizzato l'Europride con la partecipazione di 7-8mila persone giunte da diversi paesi. Biedroń militava nel partito l'Alleanza della sinistra democrastica (Sld) che in questa campagna elettorale gli aveva offerto di candidarsi senza però la prospettiva di vincere. Cosi ha deciso di cambiare lista e di concorrere per quella del Movimento di Janusz Palikot (MP). Dalla lista dello stesso Movimento Palikot nel seggio di Cracovia è stata eletta per la prima volta anche la transessuale Anna Grodzka, la presidente della fondazione Trans-fuzja che si batte per la parità di diritti dei trans. Biedroń fa parte del consiglio anche di questa organizzazione.

Fonte: Ansa

10 ottobre 2011

POLONIA: EXPLOIT DEI RADICALI. ANNA GRODZKA FORSE PRIMO DEPUTATO TRANS

Si chiamava Ryszard, era sposato e aveva un figlio. Da un pò di tempo, invece, si chiama Anna Grodzka e potrebbe essere il primo deputato trans dopo il successo del Movimento Palikot alle ultime elezioni polacche. Psicologa e produttore cinematografico, ha 57 anni e presiede la fondazione Trans-Fuzja che si batte per la parità dei diritti dei transessuali.
Il movimento, fondato dal ricco imprenditore Janusez Palikot, rappresenta una forte rottura con la tradizione politica polacca, notoriamente conservatrice e religiosa. Infatti, è favorevole alla separazione tra Stato e chiesa, all'abolizione dell'insegnamento della religione nelle scuole, alla totale legalizzazione dell'aborto, ai matrimoni gay e alla legalizzazione delle droghe leggere. La nuova forza radicale ha ottenuto il 10,1% dei voti, un vero exploit, posizionandosi al terzo posto dopo la Piattaforma civica (39,6%), formazione liberale del premier Donald Tusk, e il partito conservatore Diritto e Giustizia (30,1%).

Fonte: Settimo Potere