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15 luglio 2014

"ANY DAY NOW" IN ESCLUSIVA ALLA CINETECA DI MILANO

In collaborazione con la casa di distribuzione 30 Holding, La Cineteca di Milano presenta in esclusiva italiana un lungometraggio mai uscito sugli schermi italiani e invece di assoluto valore, come dimostrano i numerossissimi riconoscimenti ottenuti a livello internazionale, fra i quali i premi del pubblico come miglior film al Tribeca Film Festival 2012, al Chicago International Film Festival 2012 e al Seattle International Film Festival 2012. 

Basato su una storia vera e ambientato a Los Angeles negli anni '70, "Any Day Now" è una coinvolgente storia ricca di umanità che affronta il tema delle adozioni gay, ancora così attuale oggi ma 40 anni fa sicuramente dirompente. I protagonisti sono tutti bravissimi ma l'attore protagonista Alan Cumming è da Oscar. 
Merito anche di una splendida regia, che evita sia il melodramma che la disquisizione politico-ideologica, concentrandosi esclusivamente su un’approfondita esplorazione dei personaggi, restituiti con grande equilibrio in tutta la loro umana complessità. Quello che ne risulta è così un racconto potente sull’amore, l’accettazione e la famiglia, di fronte al quale si ride, si piange, si prova rabbia, insomma ci si emoziona e commuove in quel modo speciale che solo il miglior cinema riesce a indurre. 

ANY DAY NOW
Cineteca di Milano - Spazio Oberdan
dal 10 Luglio al 23 Luglio 
QUI gli orari. 

Prezzi: Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’Area Metropolis 2.0 
Biglietto d’ingresso: € 7,00; € 5,50 con Cinetessera 
I tesserini delle Università sono validi come Cinetessera 2013.

 

19 dicembre 2011

IL DELIRIO OMOFOBO DEL VESCOVO COLOMBIANO CORDOBA: "I GENITORI GAY PENSANO SOLO AL SESSO CON I FIGLI"

Juan Vicente Córdoba è un vescovo colombiano che ha criticato molto l'adozione di due bambini del suo Paese da parte di un giornalista americano, Chandler Burr. L'adozione da parte di un noto omosessuale ha creato molto discussione in Colombia, Nazione molto cattolica, e il vescovo Córdoba si è scatenato in un pesantissimo attacco a chi è gay. "Non conosco il signor Burr, ma una cosa è chiara: è un uomo che ama altri uomini. Ora ha adottato due bambini, di età di 10 e 13 anni. Non avrà mai con loro la classica relazione che c'è tra un padre e un figlio, perchè tra qualche anno o anche adesso forse li troverà attraenti, e questo potrebbe indurre un gay in tentazione". Per il vescovo Córdoba l'adozione di una bambina avrebbe quantomeno alleggerito il pericolo, anche se ovviamente il religioso è contrario alla sentenza del tribunale di Bogotà che ha stabilito come l'orientamento sessuale della persona che vuole adottare non costituisce un problema. Córdoba ha precisato il perchè delle tentazioni continue vissute da un genitore gay che avrebbe a che fare con figli maschi: "Gli omosessuali non sono esattamente malati, ma sono disturbati, e il loro disturbo li mette in difficoltà quando hanno a che fare con bambini o adolescenti del loro sesso, un po' come i diabetici con i dolci. Solo se un gay reprime il suo istinto, la sua libido, allora un figlio da lui adottato non correrebbe pericoli". Così il vescovo Córdoba, in un'intervista che è stata condivisa anche da altri ecclesiasti. La polemica contro l'adozione di due bambini da parte di Chandler Burr è servita alla Chiesa colombiana per ribadire il suo secco no ad ogni ipotesi di riconoscimento per gli omosessuali. La Corte del Paese sudamericano ha stabilito che le coppie gay sono discriminate dall'attuale legislazione, indicando al Parlamento un limite temporale per legiferare sulla loro equiparazione. Ipotesi che ovviamente viene respinta con grande vigore dalla Curia colombiana, sia mai che il diabete si possa diffondere.

Fonte: Giornalettismo

24 febbraio 2010

FRANCO GRILLINI AD ANTONELLA CLERICI: "I GAY SONO BUONI GENITORI"

Franco Grillini, Presidente di Gaynet, replica a quanto dichiarato, qualche giorno fa, da Antonella Clerici in un'intervista rilasciata a Klaus Davi (QUI).
"Sugli omosessuali non siamo d'accordo con le parole di Antonella Clerici, anche se in materia di diritti delle coppie omosessuali ha fatto affermazioni positive. In particolare non condividiamo le affermazioni su matrimonio e adozioni perchè si tratta di stabilire se lesbiche e omosessuali sono cittadini come tutti gli altri e quindi se hanno gli stessi diritti dei cittadini eterosessuali.Non è tanto la questione adozione che è in discussione quanto il diritto degli omosessuali di essere considerati buoni genitori né più, né meno di tutti gli altri. Consigliamo ad Antonella Clerici di leggersi la grande quantità di letteratura esistente in materia che dimostra, come per esempio hanno sottolineato le associazioni di pediatri francesi e americani, che non esiste nessuna apprezzabile differenza nel successo educativo tra genitori etero e genitori omosessuali".

23 febbraio 2010

HO TANTI AMICI ETERO...

Pare che ormai, come già scritto da Fabio, la domanda sui matrimoni gay sia obbligatoria in qualsiasi intervista, una sorta di intercalare che, a ben vedere, non ha alcun motivo d'essere (se non l'interesse personale di chi la pone convinto che non si noti che probabilmente lo riguarda).
L'ultima a regalare le proprie perle di saggezza (?) pare sia la
Clerici che, reduce dagli sfarzi di Sanremo, ritiene (e chi se ne frega non è consentito a quanto pare!) che "sia giusto legalizzare la convivenza tra due persone dello stesso sesso, perché uno può così vantare dei diritti sull'altro, qualsiasi cosa accada, bella o brutta, proprio come avviene per una coppia etero. Non sono d'accordo, invece, sul matrimonio canonico".
Ovviamente da cosa nasce cosa e a quanto pare da matrimonio nasce adozione. Così anche la
Clerici casca in una consequenzialità che non esiste legando al matrimonio e alle unioni il tema dell'adozione. La presentatrice nazional-popolare ci tiene a far sapere che è contraria alla possibilità di adozione per le coppie gay perché, a suo dire, "per un proprio equilibrio personale e per una questione anche di natura, un figlio deve avere un padre e una madre". Che l'organizzazione più importante a livello mondiale sostenga il contrario è del tutto irrilevante per l'italico pensiero delle varie soubrettes e politici.
Ma non sia mai che a una simile dichiarazione smentita da studi scientifici non si abbini la frase di rito: "conosco tantissimi omosessuali che la pensano come me".

E' vero anche io ne conosco alcuni (tutt'altro che tantissimi!) che la pensano come la Clerici, la Cuccarini, la Mussolini e Buttiglione. Ne conosco anche tanti, però, che la pensano in modo del tutto opposto.
A questo punto, allora, come se ne esce? Andiamo alla conta e vediamo se sono di più i miei amici "pro" o i suoi "contro"? Facciamo a chi ce l'ha più grosso?
E come la mettiamo se dico che ho tanti amici etero che la pensano come me?
E' più rappresentativa la
Clerici dei miei amici? O sono più rappresentativi i miei amici etero contrai al matrimonio anche per le coppie etero e che sperano in una abolizione totale dell'istituto?
Quando si parla di diritti siamo davvero convinti che l'opinione personale sia meritevole di nota solo in quanto tale? E bastano davvero delle eccezioni per confermare qualche regola?
Un diritto è tale solo se suffragato da una qualche maggioranza che lo riconosce o piuttosto è tale proprio perché diritto e "semplicemente" viene negato da interessi, convinzioni e/o ignoranza di una moltitudine che, non essendone coinvolta, si arroga una supremazia numerica in grado di calpestare gli altri?
In Sud Africa l'apartheid è durata finché una maggioranza (economica non numerica!) ha potuto controllare i diritti dei neri. I neri, però, non è che non avessero diritti, piuttosto non gli venivano riconosciuti e non potevano avvalersene. Naturalmente, anche lì, c'era chi sosteneva la superiorità dell'uomo bianco sostenendo di avere "tanti amici neri". Peccato che probabilmente quei loro amici non erano i neri vessati nelle periferie ma tra quei pochi eletti che godevano di qualche libertà in più.
Proprio come gli amici gay della
Clerici, della Cuccarini, della Carfagna, della Mussolini e via dicendo che, con tutta probabilità, vivono una condizione tutt'altro che "comune". Magari sono i vari costumisti o Dolce e Gabbana o Gai Mattiolo. Tutta gente che, se vuole, può permettersi di sposarsi all'estero, di provvedere a stipulare mega-contratti privati che abbiano effetti internazionali o, magari, abbiano bisogno di non dover coinvolgere eventuali "metà" nelle varie spartizioni di capitali e quote azionarie.
Magari no, sono solo persone che non sono interessate a sposarsi o ad adottare, proprio come i miei amici etero, ma questo non fa di loro né una rappresentanza titolata né tantomeno una forza in grado di poter decidere se altri siano titolari di diritti o meno.
(Tra le righe: c'è anche un sacco di gente che è convinta che un bambino debba essere allevato da una madre giovane e che una ultra quarantacinquenne non debba averne. Su questo che ha da dire la
Clerici?)

Fonte: QueerWay