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Con l'avvicinarsi dell'autunno sta per aprirsi anche la nuova stagione cinematografica. Fra i vari film in uscita non mancano anche alcune pellicole legate al mondo LGBT.
Il 16 settembre arriva in Italia "Gordos" di Daniel Sanchez Arévalo, una commedia spagnola del 2009 che narra le vicende di cinque personaggi che prendono parte ad una riunione per cercare di combattere la loro dipendenza dal cibo che, inevitabilmente, si ripercuote anche nella loro vita sociale e di coppia.
Il 23 settembre uscirà nelle sale "Il Richiamo" di Stefano Pasetto, una storia d'amore lesbico ambientata in Patagonia fra Lea, operaia di un' azienda alimentare, e Lucia, un'assistente di volo che non riesce ad avere figli.
Dal 7 ottobre troveremo "Tomboy" di Céline Sciamma fra i titoli al botteghino. Vincitore del Teddy Award a Berlino e di due premi al festival "Da Sodoma a Hollywood", affronta una riflessione sull'identità sessuale attraverso la storia di Laure, una ragazzina di dieci anni dagli atteggiamenti maschili che, trasferitasi nella periferia di Parigi, si spaccia per un maschio non appena conosce la giovane Lisa.
L'11 novembre uscirà "Melancholia" di Lars Von Trier, film che affronta il tema delle depressione attraverso la storia di due sorelle e di un evento apocalittico come l'impatto di pianeta contro la Terra.
La settima successiva (il 18 novembre) arriverà nelle sale cinematografiche il film "Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile". Tratto dall'omonimo romanzo di Peter Cameron, la pellicola narra le vicende di James, un adolescente gay che cerca la propria identità all'interno della sua squinternata famiglia: la madre che colleziona mariti, il padre che esce solo con ragazzine, la sorella ha una relazione con il proprio professore e la nonna anticonformista.
Il 23 novembre, infine, sarà la volta di "La Pelle Che Abito" di Pedro Almodóvar, un thriller che ruota attorno alla figura di un chirurgo plastico (interpretato da Antonio Banderas) che, sconvolto dalla morte della moglie rimasta carbonizzata in un incidente d'auto, deicide di sequestrare il ragazzo responsabile di un tentativo di stupro ai danni della figlia per utilizzarlo come cavia per la realizzazione di una nuova pelle umana più resistente.
Fonte: Gayburg
Su "L'Espresso" n°35 del 01 Settembre 2011, questa settimana in edicola, un'approfondita inchiesta di Stefano Livadiotti fa luce sui privilegi e le esenzioni che lo Stato italiano riserva al Vaticano,in particolare per quel che riguarda il suo sterminato patrimonio immobiliare.
Il pass a prezzi scontati
Nel 2006 il Comune di Roma (peraltro a guida di centrosinistra) ha ceduto alle pressioni del Vaticano e ha concesso alle auto della Santa Sede e dei suoi dipendenti il pass per il centro al prezzo politico di 55 euro. Ai comuni mortali costa esattamente dieci volte di più. Ignoto il motivo per cui sia stato concesso questo prezzo politico, ma non stupisce in una città a cui da sempre manca il coraggio di imporre qualsiasi regola agli autobus dei turisti e dei 'pellegrini', per non urtare il Vaticano.
Un canone Rai molto speciale
E' quello che si applica (in base a un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico sui televisori installati fuori dagli appartamenti) agli apparecchi degli istituti religiosi: 185 euro e 10 centesimi per il 2009, meno della metà rispetto ai 370 euro e 17 centesimi richiesti ad affittacamere e campeggi a una o due stelle.
Cinquanta milioni di euro in acqua
Già nel servizio pubblicato nei giorni scorsi in questo sito si denunciava il fatto che il Vaticano non paga (misteriosamente) la bolletta dell'acqua. Può sembrare un problema da poco, invece dall'inchieesta dell'Espresso è emerso che gli ampi e rigogliosi giardini del Vaticano esigono evidentemente a un'innaffiatura abbondante, visto che lo Stato si è recentemente dovuto far carico di arretrati per oltre 50 milioni di euro. A spese dei contribuenti italiani, naturalmente.
Un'Ires su misura
Dall'inchiesta dell'espresso emerge anche che sono 998 le Opere pie e le società di mutuo soccorso che hanno beneficiato della riduzione dell'aliquota Ires (dal 33 al 16,5 per cento) per il 2006. Tutte insieme hanno risparmiato 12 milioni e 929 mila euro. I 133 ospedali che fanno capo al Vaticano hanno invece evitato di mettere mano al portafogli per 16 milioni e 899 euro.
E 40 mila euro all'Appennino Camerte
Nove milioni, 781 mila, 901 euro e 78 centesimi: è il totale dei contributi all'editoria incassati per il 2006 dai giornali che fanno capo alla Chiesa. Al primo posto nella classifica si piazza "Avvenire" (6.300.774 euro), seguito da "Famiglia Cristiana" , e fin qui ci può stare visto che si tratta di testate importanti, intelligenti e con un ampio seguito di lettori. Già qualche perplessità in più invece proviene dai contributi pubblici destinati a "Il Giornalino" (sempre della Periodici San Paolo e a quota 312 mila euro). Ma nell'elenco delle testate finanziate dallo stato ci sono anche "La Voce Isontina" (Arcidiocesi di Gorizia: 31.840 euro), "L'Aurora della Lomellina" (Diocesi di Vigevano: 45.197 euro), "L'Appennino Camerte" (Arcidiocesi di Camerino: 40.780 euro) e "Porziuncola Assisi" (altri 8.995 euro).
Fonte: L'Espresso
Se non sapete come sbucciare un'arancia,
questa potrebbe essere un'ottima idea ;-)
Sarà un visionario come il suo predecessore? Ce la farà a generare ancora prodotti innovativi e a spiazzare la concorrenza? Sono questi gli interrogativi che accompagnano l'esordio di Tim Cook, da poche ore balzato alla guida della più grande azienda tecnologica del mondo, la Apple, dopo le dimissioni di Steve Jobs, vero motore del successo della casa produttrice di iPhone e iPad.
Appassionato di calcio, fanatico del fitness, il nuovo amministratore delegato deve dimostrare a mezzo mondo di essere all'altezza dell'eredità raccolta e mostrare che il suo genio è capace di trainare l'azienda verso nuovi successi e il mantenimento della leadership, e soddisfare consumatori e investitori che vedono in Apple uno dei pionieri dell'informatica. E' in azienda dal 1998, Cook. Proveniva da Compaq, azienda concorrente produttrice di pc. Le persone che lo hanno conosciuto ed hanno lavorato con lui lo definiscono "brillante", "fenomenale", un manager che valorizza l'efficienza operativa tanto quanto il design. Il passaggio di mano intimorisce i mercati, forse, ma non certo la società. Se si defila Jobs, tra gli operatori esterni si fa spazio la sfiducia. Naturale, forse. Ma non avviene lo stesso in società.
Durante gli anni di relativo anonimato come n. 2 del co-fondatore di Apple, Cook ha già avuto la possibilità di testarsi come AD. "Tim è stato fatto amministratore delegato per qualche tempo e l'azienda ha avuto un enorme successo", ricorda oggi Colin Gillis, analista finanziario di BGC. "La vision e la road map resta intatta", peraltro. Nominato leader della gestione delle vendite nel 2000, nel 2004 Cook è balzato alla guida della divisione Mac. E dall'estate di quell'anno ha cominciato comincia ad assumere un ruolo di primissimo piano in azienda, non appena Jobs è stato costretto a ritirarsi momentaneamente a causa di una rara forma di cancro al pancreas.
Originario dell'Alabama, Cook ama la competizione pura, proprio come Jobs Ma ha dalla sua atteggiamenti pacati, ben distanti dalle sfuriate di cui si rendeva protagonista il precedessore. "Si sono completati l'uno con l'altro", commenta oggi il Guardian. E' un mattiniero, Cook. Comincia a lavorare alle 4 e 30 del mattino, fa palestra alle 5, mangia barrette energetiche. E' calmo e silenzioso. Recentemnte la rivista "OUT" lo ha nominato gay più potente degli States. Cook non ha però mai parlato pubblicamente della sua sessualità.
Fonte: Gay News
Va in onda questa sera alle 23.05 su Real Time (Canale 124 di Sky e 31 del Digitale Terrestre) "Cher: Mia Figlia Cambia Sesso", il docureality che racconta la trasformazione della figlia della celebre cantante, nata Chastity nel 1969 e diventata Chaz nel 2008. Un difficile percorso di transizione sessuale raccontato senza filtri dalla madre Cher e dallo stesso protagonista, che ha raccontato la sua esperienza in un libro, diventato ora un documentario.
Il titolo originale del docureality trasmesso questa sera da Real Time è "Becoming Chaz" ed è andato in onda per la prima volta negli Usa lo scorso maggio dopo essere stato presentato al Sundance Film Festival.
Il documentario approda questa sera in Italia con un titolo che punta decisamente sulla fama di Cher più che sulla storia della figlia, per quanto si possa facilmente giocare a fare gli psicologi nell'individuare nell' "ingombrante" mamma un ruolo centrale nella decisione della ragazza di diventare uomo.
Nata nel 1969 dal matrimonio di Cher con Sonny Bono (all'epoca anche suo partner musicale), Chastity Bono si fa notare per i suoi lineamenti dolci e i capelli biondissimi. Ma, come rivelato nella sua biografia, Chastity (che deve il proprio nome a un film interpretato dalla mamma) si è sempre sentita un uomo imprigionato nel corpo di una donna e a 39 anni ha deciso di liberarsi dal giogo di un'identità non sua per diventare Chaz Salvatore Bono, adottando così anche il vero nome del padre.
"C'è voluto più coraggio da parte di mia figlia Chastity a diventare uomo di quello che ho avuto io ad accettare questo cambiamento" ha detto Cher nelle tante interviste concesse per il lancio di questo documentario. Un viaggio certo non semplice nel mondo dei transgender che però rischia di mescolare morbosità gossip al voyerismo da "fenomeni da baraccone" che purtroppo spesso avvolge queste storie: chissà che, facendo leva sulla fama di Cher, si riesca a uscire da qualche pregiudizio.
Murale dipinto su una parete di un muro del nord di Londra da Pegasus, artista di strada inglese, che ha creato questo stancil in onore del compleanno di Madonna.
QUI la sua pagina Facebook.
Sean Penn è in copertina su "Le Monde Magazine", supplemento settimanale del quotidiano francese "Le Monde" allegato al numero di sabato 20 Agosto 2011.
Ospite di amici in una villa di Porto Rotondo, Sophia Loren una delle più celebri star del cinema italiano, due volte premio Oscar, ambasciatrice per l'Italia nel mondo, 77 anni il 20 settembre, prende il sole su un lettino, e nel girarsi per cambiare posizione il costume le scivola mettendo a nudo il suo décolleté.
E' la prima volta che i paparazzi la immortalano così. L'unico altro topless della diva risale agli anni '50, quando, agli inizi della carriera era ancora Sofia Lazzaro e posava per i fotoromanzi. Ma quelli erano altri tempi....
Björk Guðmundsdóttir, meglio nota come Björk è in copertina su "IO DONNA" del 20 Agosto 2011. QUI l'articolo sul sito web della testata in distribuzione con il "Corriere della Sera".
Chi come me sta trascorrendo questi caldi giorni di Agosto in città, a Milano, avrà sicuramente avuto quella strana sensazione di vivere sul set abbandonato di un vecchio film western. Strade deserte, silenzio insolito, parcheggi liberi e negozi chiusi. Chilometri e chilometri di strade con saracinesche abbassate e di improbabili cartelli di "Buone Ferie". Anche "i cinesi", per istituzione aperti in qualsiagio giorno (e talvolta ora) dell'anno, sembrano aver ceduto alla tentazione del "riposino estivo" azzardando addirittura due o tre setttimane di "chiusura aziendale".
A fare il punto della situazione ci ha pensato il "Corriere della Sera" che in bell'articolo pubblicato qualche giorno fa QUI, descrive le "disavventure" di alcuni turisti in visita in terra meneghina.
Nonostante i dati incoraggianti della Camera di commercio (sei mila negozi aperti, 1.500 più dell'anno scorso e +3,8% di strutture ricettive rispetto al 2010), a guardarla con lo sguardo affilato e implacabile del turista straniero, la Milano d'agosto è un mezzo disastro. Dalla Centrale al Duomo, dal museo di San Siro (1.700 visite in un giorno di fine luglio) al Museo del Novecento (oltre 2.100 la settimana scorsa), europei, russi, orientali e sudamericani sono tutti d'accordo: Milàn l'è minga on gran Milàn. Bocciata. Ma non tutto è insufficiente. La città brilla per musei, cultura, bar e verde: qui recupera (+10% di visite a Brera e musei civici), si riscatta, emerge. Promossa.
Si parte dai trasporti. Metrò: voto insufficiente. "Abituata a Madrid, sono rimasta delusa", accusa Manoli Rodriguez, giunta in città insieme alla nipote Marcela, fanatica dello shopping. "Pochissime indicazioni, né mappe. A ogni viaggio cresce l'ansia: "avrò preso il treno giusto?"; "saranno aperti i negozi?"". A rincarare la dose, ci pensa Arturo Perez, ecuadoregno di 25 anni, arrivato con madre, sorella e nipotina: "La città è servita male. Come fate voi milanesi
a muovervi con i mezzi pubblici? Il metrò copre pochissime zone". Ritirare i soldi in stazione Centrale, poi, sembra un'impresa: "Abbiamo girato mezz'ora in cerca di un bancomat", raccontano Matteo e Nailya Zhabagina, insolita coppia calabro-kazaka. "Solo uno e fuori servizio". Non meglio, le segnalazioni di ztl e posteggi: "Non ci abbiamo capito niente...", commenta laconica la famiglia olandese Huygens, ignara dello stop estivo dell'area Ecopass.
E in aeroporto non va certo meglio: "Esistono le passerelle al gate, senza che si debba ogni volta aspettare che arrivi il minibus sotto l'aereo?", si chiede Zu Leng, di Nanchino, 30enne che, in città, ci lavora.
Male metrò, stazione e aeroporti, si passa al fronte umano: ma la situazione non migliora. "L'altra sera ci hanno maggiorato il conto della cena del 20% in un ristorante del Duomo", denuncia Wieke Smiths, classica mamma olandese con al seguito la piccola Charlotte. Ma non solo: "La città? Unfriendly", incalza Pablo Mair da Colonia, sospinto dalla fidanzata Sadaf Mirzaci, di origini moldave: "A simpatia, i milanesi fanno a gara con i francesi". Touché. Di male in peggio. Lo ribadisce la portoghese Alice, 21 anni, cresciuta a pane e Mourinho. "I milanesi sembrano tutti individualisti. Troppo concentrati su se stessi. Spingono sui bus e sono pericolosi con le bici", sottolinea piccata. "Se arrivate a Milano, scordatevi il cliché dell'italiano solare e accogliente", insiste l'architetto 50enne francese Sylvie Merckell con la figlia Julie, che aggiunge: "Finché non gli mostri che sai l'italiano nemmeno ti ascoltano. Anche al supermercato. E i musei", aggiunge riferendosi alla Pinacoteca, "tanto belli quanto poco valorizzati".
Povera Milano bistrattata. "Nessuno parla inglese", dicono all'unisono Anna & Anna, giovani russe di San Pietroburgo. "E poi la notte è un mortorio: ci aspettavamo tutt'altro". E poi ci sono "quasi più venditori di mangime che piccioni", s'indigna la transalpina Annabelle. "Gli ambulanti sono spesso fastidiosi", sostiene Niklas da Bochum. "Loro sì, ma nessun artista di strada. Lo trovo strano" dice, senza sapere che i figuranti sono appena stati sottoposti a una "gabella" della nuova giunta di centrosinistra.
A soccorre la Milano amata da Stendhal e da Nietzsche ci pensano due giovani, da Singapore: Herman e Fizah. "Milano èla città più efficiente che abbiamo trovato finora in Europa. Stiamo viaggiando da mesi e non c'è paragone". Ma qualè stata la città peggiore, allora? "Ginevra", rispondono di getto. "Ci hanno rubato i bagagli, cacciato dall'albergo e trattato malissimo. No, no, nessun dubbio: Milano è il meglio in Europa. Evviva l'Italia, evviva Milano".
Svizzera meno efficiente dell'Italia, è l'eccezione che conferma la regola per cui Milano funziona poco, almenosul fronte turisti. E allora è benvenuta l'iniziativa del Museo del Novecento: i "buttadentro", simpatici immigratipoliglotti, con il camice colorato, pronti a invogliare i turisti a visitare l'esposizione. Nuovi passi d'integrazione per una città da sempre crocevia di culture.
Oggi Papa Ratzinger va a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù. Ci sono molte polemiche su questa visita, soprattutto per i costi in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Su questo versante c'è da segnalare l'iniziativa "De Mis Impuestos Al Papa Cero: Por Un Estado Laico" (Dalle mie tasse nessun soldo al Papa: per uno stato laico) e la denuncia contro il vescovo Martínez Camino che ha definito parassiti quanti sostengono questa iniziativa di protesta. Le azioni legali contro Monsignor Camini sono sostenute anche dalle organizzazioni per le minoranze sessuali COGAM, Girasol, Transexuales Andalucía e Transexualidad Euskadi.
La comunità gay spagnola, comunque, forte dell'esperienza di Barcellona, ha pensato bene di accogliere il Papa con un bacio gay collettivo. L'iniziativa di protesta contro Papa Benedetto XVI si terrà lungo il percorso della papamobile verso la Porta di Alcalá e la Plaza de Cibeles, in cui è previsto il primo incontro con i papaboys.
Fonte: QueerBlog
La prima stagione in prima visione per l'Italia del telefilm culto degli anni '70 Wonder Woman:
è il regalo che FoxRetro (canale 132 di Sky) fa, per festeggiare i suoi primi due anni di vita, a tutti gli appassionati delle serie vintage.
Dal 17 agosto ogni mercoledì alle 21 andrà in onda la prima stagione di Wonder Woman, trasmessa negli USA nel 1975, in versione originale, sottotitolata in italiano.
Basata sulle avventure del personaggio dei fumetti DC Comics e creata da William Moulton Marston, la serie vede protagonista la splendida Lynda Carter (Miss Universo nel 1973) nel ruolo di Diana, principessa del regno delle Amazzoni proveniente dalla remota isola Paradiso.
Giunta in America per combattere la tirannia e difendere la democrazia, la giovane Diana lascia l'isola con uno speciale equipaggiamento e numerosi superpoteri, tra cui un lazo d'oro in grado di indurre chi lo tocca a dirle la verità; una tiara d'oro con una stella al centro che simboleggia il suo essere principessa e che utilizza come arma a distanza, due polsiere in grado di respingere i proiettili ed un cinturone che le conferisce una forza sovraumana. Durante il primo episodio dal titolo Wonder Woman e la baronessa Von Gunther, vedremo apparire la principessa Diana con il suo famoso costume da combattimento, un corpetto rosso con un'aquila al centro e delle culotte azzurre a stelle bianche, intenta a salvare il Maggiore Steve Trevor (Lyle Waggoner) dall'accusa di alto tradimento ai danni degli Stati Uniti d'America.