03 giugno 2011

VLADIMIR LUXURIA: OMOFOBIA DA CAMERA

Insulti, sputi e cazzotti. Li ho subiti prima ancora che la parola "omofobia" fosse di uso corrente. E' solo da qualcheanno che la si conosce, prima non esisteva nemmeno l'esigenza di definire l'aggressione verbale o fisica verso gay, lesbiche e trans; era una tradizione acquisita nei secoli. Torture, roghi, inquisizioni, elettroshock, campi di concentramento nazisti e gulag stalinisti, campi di rieducazione cubani, carceri, impiccagioni. L'omo/transfobia si è espressa diversamente in base alle geografie e ai contestistorici, ma sempre con una motivazione: i "sessualmente diversi" non devono avere una vita facile. In Italia le aggressioni ci sono sempre state, ma mai con tale frequenza; sono anche aumentate le persone che denunciano,che non subiscono in silenzio per timore che la denuncia in questura sia la denuncia della propria omosessualità. A colpireè sempre un branco, spesso contro una persona sola: bel modo di dimostrare virilità! Ma a essere codardi non sono solo i gruppi di picchiatori ma tutti quei parlamentari che, dopo aver bocciato la leggeConcia, hanno cercato giustificazioni per travestire la propria omofobia: incostituzionalità, reato di opinione, discriminazione al positivo... Poi succede che uno viene picchiato e tutti pronti a ipocrite attestazioni di solidarietà. Un omo/transfobo non intende colpiresolo la malaugurata e sconosciuta persona che gli capita sotto tiro, intende terrorizzare tutta la comunità alla quale appartiene per mandare un messaggio semplice: non dichiaratevi, rintanatevi e se avete un partner nessuno deve capire che voi due state insieme. Se uno dice "negro di m...." è perché li odia tutti gli stranieri, se uno profana la tomba di un ebreo non è perché pensa che il defunto gli ha fatto un torto ma è per antisemitismo. L'odio razziale e religioso è punito con un'aggravante dalla Legge Mancino, pernoi non vale. La maggioranza di governo ha deciso che gli insulti e le botte ci fanno meno male e che ogni tanto una lezioncina ce la siamo andata a cercare. Lo vadano a spiegare a chi le ha subite e mai dimenticate, chi si sveglia con gli incubi di notte, non esce più da solo e ha le palpitazioni al cospetto di un possibile pericolo. Noi senza scorta e senza leggi ma con la rabbia e la passione di lottare contro l'omofobia più rozza da strada e quella più sofisticata da Camera.
Vladimir Luxuria


Fonte: SETTE - Corriere della Sera - n°21 del 26 Maggio 2011
Foto: Fabio Lovino