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24 ottobre 2011

IL PHON DEL PIZZAIOLO GAY

A ognuno secondo i suoi bisogni, i suoi meriti o la sua sessualità? È la domanda che mi viene da fare dopo aver letto i dati emersi dalla ricerca "Io sono Io lavoro" realizzata dall'Arcigay. Le donne già sanno cosa significa la discriminazione per sesso, tanti disabili e molti stranieri hanno sperimentato le porte chiuse del mondo del lavoro. Adesso, ed è la prima volta che viene fatta una ricerca del genere, ci sono numeri scritti nero su bianco di una realtà che gay, lesbiche e soprattutto trans conoscono da tempo, forse i meno meravigliati da tali risultati.
Il 13% di omosessuali si è sentito dire "no grazie" a causa della propria identità sessuale, cifra che sale al 45% per le persone trans che neanche si possono permettere il lusso di nascondere se stesse e soprattutto i dati anagrafici. E poi discriminazioni, trattamenti diversi, mobbing. E se ti licenziano l'onere della prova non è in favore del lavoratore ricorrente, "grazie" (si fa per dire) al decreto legislativo 216/2003, Governo Berlusconi II. Se sei precario e non sei così sicuro che il tuo datore di lavoro sia "friendly" ci pensi cento volte prima di fare confidenze alla macchinetta
del caffè per paura che lo venga a sapere e magari per omofobia non ti rinnovi il contratto. La precarietà è il miglior alleato della paura e del ricatto. Questo vuol dire che il tuo collega etero può sfogarsi delle sue beghe sentimentali (come cantava Gianni Bella in "Amico Gay") ma tu non puoi fare lo stesso con lui e dovrai deglutire dentro non solo il caffè. Né ci consola sapere che esistono professioni da riserve indiane dove i gay sono invece ben visti: assistenti di volo, nella moda e nell'estetica. Ma è mai possibile che nel 2011 ci sia ancora qualcuno che pensa che l'orientamento sessuale e l'identità di genere determinino una capacità professionale? Una persona in un lavoro o è capace o non è capace, punto. Mi tocca allora fare la maestrina della banalità dell'ovvio:
1) I pizzaioli gay non usano il phon per tenere la pizza calda né ti fraintendono se ordini un calzone ripieno.
2) Un elettrauto diversamente etero non ti sostituisce le candele con quelle aromatizzate agli agrumi.
3) Un'insegnante lesbica non ti chiederà a memoria i versi di una canzone della Nannini.
4) Una dipendente pubblica trans non userà come timbro sui documenti il suo bacio alrossetto stampato.
Sembra assurdo, ma vi assicuro che certi pregiudizi lo sono ancora di più.

Vladimir Luxuria - Sette (Corriere della Sera), n° 42 del 20 Ottobre 2011

18 maggio 2011

SCALFAROTTO SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E NAPOLITANO RISPONDE

"Atti e affermazioni di carattere discriminatorio possono anche portare un danno all'immagine dell'Italia, con effetti negativi anche sulla propensione delle imprese straniere ad investire nel nostro paese. Tali comportamenti infatti offendono convinzioni e valori ormai consolidati in tutte le democrazie mature e largamente condivisi". E' quanto scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in risposta ad una lettera inviatagli da Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD in occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia e pubblicata oggi dal Corriere della Sera.
Nella sua lettera Scalfarotto lamentava le difficoltà riscontrate nella vita con il suo compagno rispetto a quanto gli accadeva in altri paesi dove hanno vissuto: "Dal mio ritorno in Patria ho potuto notare quanto il mio orientamento sessuale costituisca per me e la mia famiglia un impedimento assai più concreto di quanto questo fosse negli altri Paesi in cui ho vissuto. Soltanto qui io e Federico siamo considerati due estranei, soltanto qui espressioni di esclusione, pronunziate anche da personalità pubbliche, sembrano non essere colpite da nessuno stigma sociale. L'omofobia sembra essere in Italia un dato universalmente accettato". Scalfarotto ha citato il caso recente dell'attacco del sottosegretario Giovanardi allo spot dell'Ikea che ritraeva due uomini definendoli "una famiglia". "Dove mai si è visto - scrive - un governo che mette a rischio la relazione con un investitore estero che garantisce stipendi a centinaia di famiglie pur di affermare l'intolleranza verso un particolare gruppo di suoi stessi cittadini?".

QUI l'articolo completo pubblicato sul Corriere di oggi, mercoledì 18 Maggio 2011.