24 maggio 2012

PER CONSENTIRE IL MATRIMONIO ALLE COPPIE GAY E LESBICHE NON E' NECESSARIO CAMBIARE LA COSTITUZIONE

"Per consentire alle coppie lesbiche e gay di sposarsi non è necessario modificare la Costituzione. E' sufficiente una legge ordinaria. Il Parlamento ha il dovere di legiferare con sollecitudine aprendo il matrimonio a tutti i cittadini e tutte le cittadine senza discriminarli a causa del loro orientamento sessuale", lo dichiara Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford, associazione no profit di Avvocate e Avvocati che lavora a tutela delle persone omosessuali e transessuali.

Dopo le dichiarazioni di alcuni segretari ed esponenti di partito secondo i quali la Costituzione non consentirebbe di approvare una legge sui matrimoni tra persone dello stesso, l'Associazione ha scritto una lettera ad Alfano, Bersani, Casini, Di Pietro, Fini, Grillo e Vendola chiedendogli un incontro per poter illustrare le ragioni dell'infondatezza giuridica di certe affermazioni.

Scrive Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford: "Il Parlamento, per ragioni giuridiche, prima ancora che politiche, ha il dovere di legiferare con sollecitudine aprendo il matrimonio a tutti i cittadini e le cittadine senza discriminarli a causa del loro orientamento sessuale. Fino a quando le persone lesbiche e gay non potranno scegliere di esercitare il diritto fondamentale di sposarsi, anche se saranno introdotti nuovi istituti oggi inesistenti, permarrà nei loro confronti una discriminazione irragionevole basata sul loro orientamento sessuale e quindi una violazione della Costituzione. Saranno cittadine e cittadini di serie B".

Avvocatura per i Diritti LGBTI - i cui componenti hanno patrocinato tutte le cause che hanno portato alla sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010 sul matrimonio e la causa sulla trascrizione del matrimonio contratto all'estero da due uomini italiani su cui si è recentemente espressa la Corte di Cassazione - ricorda che: "già oggi migliaia di bambini crescono all'interno di coppie formate da genitori dello stesso sesso e non è pensabile immaginare istituti alternativi al matrimonio che non tengano conto di questa realtà".

La giurisprudenza ha chiarito che spetta al Parlamento consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso e tutelare i loro figli. Per questa ragione l'Associazione chiede a tutti i rappresentanti di partito che all'incontro si facciano assistere da propri giuristi o tecnici di fiducia, che potranno confermare la correttezza giuridica delle ragioni verranno illustrate.

Conclude l'Associazione: "Siamo sicuri che i rappresentanti dei partiti e dei movimenti accoglieranno la nostra richiesta. Se è vero che hanno a cuore la buona politica, non possono esimersi dall'ascoltare coloro che sono chiamati a rappresentare in Parlamento. Del resto, la Costituzione non è né di destra né di sinistra, poiché è posta a garanzia dei diritti fondamentali di tutte e di tutti".