16 settembre 2011

IL 23 SETTEMBRE ONLINE L'ELENCO DEI POLITICI GAY ED OMOFOBI

I nomi di 10 politici gay, o di "altre differenti sessualità", ma che hanno tenuto nascosto il loro orientamento sessuale, verranno pubblicati on line il 23 settembre 2011 alle 10. Una forma per "riportare un pò di giustizia in un paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva". Lo annuncia il sito "Listaouting", creato da un gruppo di persone che chiedono di restare anonime, come spiega Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. "Sono il padre ispiratore dell'iniziativa - ha spiegato Mancuso - ma sono rimasto escluso dal progetto, tanto che non sapevo ancora che il sito fosse attivo". Sul sito www.listaouting.wordpress.com gli anonimi spiegano che "l'outing è uno strumento politico duro ma giusto" e consiste "nel dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici (single, sposati, conviventi), preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali". A questo primo elenco, promettono, "ne seguiranno altri nei prossimi mesi e anni: disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv". Il gruppo ha deciso di "iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell'ipocrisia e della discriminazione: i politici di cui conosciamo le vere identità sessuali - spiega - sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull'omofobia". Pertanto, avverte, "da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità LGBT da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell'informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente". Quest'iniziativa "non è nuova in altri paesi", commenta Mancuso, soprattutto "quando c'è un attacco alle persone" con diverso orientamento sessuale.