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10 novembre 2011

I GAY CHE CONTANO

Scadrà il 20 novembre, il termine ultimo per consegnare i moduli del primo censimento gay friendly della storia italiana. Proprio per questo si fa pressante l'invito della militanza GLBT alle coppie conviventi a non temere di essere visibili nel questionario (e a non temere la diffusione dei dati). Basterà barrare a pagina 16 la casella 3 "convivente in coppia con l'intestatario" per "contare", esattamente come accade in molti paesi che hanno tradizioni più o meno consolidate nel censire le famiglie GLBT. Ma la difficile conta è foriera, e non solo in Italia, di più di un grattacapo per demografi e sociologi con una coda lunga di dibattiti e polemiche. È esemplificativo, in questo senso, quanto accaduto all'impressionante censimento 2010 degli Stati Uniti: oltre 300 milioni di americani censiti con il più breve questionario della storia, 10 domande per 10 minuti di compilazione. Il nostro questionario al confronto, dall'alto delle sue 24 pagine, un qualche imbarazzo lo prova. L'estrema sintesi americana ha stimato un totale di oltre 900.ooo famiglie gay in tutto il paese. Peccato che a settembre, il Census Bureau, l'Istat statunitense, abbia rivisto quel dato al ribasso e stabilito che le coppie conviventi sarebbero 514.735 e gli sposi marito e marito o moglie e moglie 131.729, per un totale comunque ragguardevole di 650 mila nuclei di affetti glbt. "L'aggiustamento", hanno spiegato i demografi, è dovuto a errori di decodifica dei dati e il numero potrebbe essere inferiore del 15% rispetto a quello reale perché gay e lesbiche, vuoi per questioni di riservatezza, vuoi per paura dello stigma possono aver eluso le domande. Insomma l'invisibilità gay è un bel problema anche in paesi con una mentalità più avanzata di quella italiana. Quei numeri comunque, sottostimato o meno, sono di tutto rispetto e attestano un aumento delle famiglie gay dell'80% rispetto al censimento americano del 2000. Gli attivisti lo hanno sottolineato ricordando che compilare il questionario è un passo importante sia nella direzione di una maggiore visibilità sia nel dissipare stereotipi come quello secondo cui i gay vivono solo nelle metropoli o sono solo bianchi e di classe agiata. Sicuramente anche il censimento del Canada di quest'anno registrerà numeri di coppie glbt in crescita. Nel 2001 il totale delle coppie dello stesso sesso si attestava a 34200 su una popolazione di circa 34 milioni di persone. Ma dati di altre ricerche, diffusi nel 2006, parlavano di un 32% in più di famiglie anche grazie all'approvazione del matrimonio gay. Il totale di coppie omosessuali canadesi comunque rappresentava lo 0,5% di tutte le coppie: è un numero che si avvicina a quello di altre rilevazioni come quelle dalla Nuova Zelanda (0,7%) e dell'Australia (0,6%) e che potrebbe anche emergere dal censimento italiano. Sempre che non si ripeta da noi l'"effetto Nepal", paese che si era posto all'avanguardia con un censimento che conteneva il genere trans e che si è fermato a metà del guado. Le autorità hanno purtroppo fatto sapere, tra i fischi dell'associazionismo locale, che i dati GLBT raccolti nel censimento non saranno diffusi in via preliminare, ma che qualcosa potrebbe emergere nella relazione finale. Un'occasione persa, ma passiamo all'Europa dove la conta di coppie gay, per molti paesi, non è una novità. In Inghilterra e Galles il dato è fermo al censimento del 2001: il numero di famiglie gay era esattamente 78552. Ma anche qui c'è molta attesa per i dati del censimento di quest'anno che segue l'approvazione del 2005 del Civil Partnership Act, il matrimonio gay all'inglese. La Francia, dopo il boom dei Pacs, ha conteggiato anche il numero di figli delle coppie gay che si assesterebbero in una forbice ampia (e impressionante) tra i 24 e i 40 mila. La forbice, ha spiegato l'Istituto di statistica, è perfezionabile solo con un'indagine sulla famiglia da legare al censimento e proprio il censimento 2011 si è dotato di soluzioni raffinate per cercare di tracciare una fotografia dai contorni più nitidi. L'esordio infine della cattolica Spagna con la conta dei gay risale al lontano 2001 e i numeri erano allora ben al di sotto di quelli di altri cugini europei con 6855 coppie di uomini e 3619 coppie di donne conviventi. Ma anche qui, a differenza dell'Italia, quei numeri sono stati diffusi. Poi la Spagna è andata avanti come sappiamo e ha fatto passi da giganti nel giro di pochi anni. Noi intanto dobbiamo attendere il 2012 per sapere se Istat deciderà di diffondere i dati glbt raccolti, o in seconda istanza il 2013, quando i dati saranno disponibili a tutti i ricercatori per avere i numeri e contare.

Fonte: Stefano Bolognini

15 settembre 2011

CENSIMENTO ISTAT 2011 E COPPIE GAY: TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

Sul censimento ISTAT 2011 la stampa nazionale non ha le "idee chiare" e sta confondendo ancora di più i cittadini italiani.
Ieri si leggeva, su testate di opposto colore politico, che, da una parte, le coppie gay saranno "contate" nel prossimo censimento 2011, dall'altra, no.
E se "Il Manifesto" titolava "Censimento, manca il quesito sulle coppie di fatto", "Libero" diceva: "L'Istat spende milioni per dirti se sei gay". "Avvenire", per parte sua, è soddisfattissimo: "Resterà a bocca asciutta, dunque, chi ha cercato di strumentalizzare perfino una rilevazione statistica".
Considerato che Arcigay ha incontrato più volte ISTAT, i suoi ricercatori e i suoi dirigenti, proprio sul prossimo censimento, per trovare una soluzione idonea al conteggio delle famiglie conviventi gay e etero (anche in luce della normativa vigente, delle richieste Europee e della normativa sulla privacy),ci tiene a sgomberare il campo da ogni equivoco. Il censimento dirà il numero globale di coppie conviventi etero e gay per motivi affettivi. E cioè quelle che nel censimento barreranno la casellina, a p. 16 del questionario, "Convivente in coppia con l'intestatario". Il dato che emergerà sarà fondamentale nella battaglia di piena parità di tutte le famiglie, etero e gay che siano.
Ma veniamo ai gay. Nel censimento, a pagina 3, si dichiara il sesso dei conviventi. Istat, incrociando il dato relativo al sesso dei conviventi (M e M o F e F) con la casellina "Convivente in coppia con l'intestatario", disporrà del numero di famiglie di omosessuali e lesbiche che convivono per motivi affettivi. Istat quindi considererà le famiglie composte da persone dello stesso sesso allo stesso modo di ogni famiglia italiana. E questa è una grande vittoria.
Evidentemente rimarranno fuori dal censimento le coppie gay non conviventi, i single e quelli che, per ragioni loro o perché male informati, non vorranno dichiararsi come coppie conviventi.
Il Censimento non conterà quindi il numero di gay italiani, come nessun altro censimento al mondo, ma offrirà finalmente di un punto di partenza necessario e fondamentale per la nostra battaglia di piena parità per le nostre famiglie.
Proprio per questo, insieme all'Associazione Radicale Certi Diritti, Rete Lenford e a Gay.it, Arcigay ha lanciato la campagna "Fai Contare Il Tuo Amore" (QUI tutto il materiale informativo), chiedendo alle coppie di omosessuali e lesbiche conviventi di mettere una crocetta su quella casellina.
Qualunque altra ipotesi o illazione che sostenga che le coppie gay non saranno contate, ed è stato letto persino su siti gay di opinabile valore e ascoltato per bocca di persone che fanno parte del movimento LGBT, fa il gioco pericoloso di "Avvenire", che vorrebbe trasformare puerilmente una vittoria di tutti noi in una sconfitta.

Fonte: Arcigay