03 luglio 2014

ARCIGAY: PRONTI A BOICOTTARE LA LOMBARDIA (#BOYCOTTLOMBARDIA)

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una mozione che suggerisce al Governo Italiano di non applicare il documento standard di Educazione Sessuale redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Inoltre, sostenendo l'incapacità di gay e lesbiche di formare una famiglia, e la non legittimità e parità delle loro unioni, contrariamente a quanto ha sentenziato due volte la Corte Costituzionale, ha istituito una Festa della Famiglia naturale, dove intende solo ed esclusivamente celebrare l'unione tra uomo e una donna come superiore ad altre unioni. Questa festa inoltre prevede azioni nelle scuole che di fatto, sulla base delle premesse della mozione, si caratterizzano come anti-gay.
Nel dibattito in aula tutti i proponenti hanno sostenuto l'intento e la necessità di discriminare legislativamente le famiglie omogenitoriali da quelle formate da un uomo e una donna.
La Lombardia è così da oggi un posto meno sicuro per le persone LGBT dove principi e pensieri discriminatori sono legittimati dalla massima istituzione territoriale.
La Giunta Regionale è stata invitata da Arcigay a rimandare la mozione in Consiglio per incostituzionalità e inapplicabilità e suggerto vivamente di non individuare nessuna data per celebrare una festa che finirebbe con il festeggiare le discriminazioni.

In Lombardia vivono e lavorano centinaia di migliaia di omosessuali che il Consiglio Regionale ha definito con questa mozione dei cittadini di serie B, incapaci e indegni di formare famiglia. Cittadini che lavorano in tutti settori produttivi, e come i cittadini eterosessuali, in quelle attività di richiamo internazionale che rendono unico il nostro territorio. Per i rappresentanti in Regione i cittadini omosessuali lombardi sono da trattare come gli ebrei che costruivano le piramidi dei faraoni.
Arcigay dichiara: "Vogliamo salvaguardare questo storico territorio di accoglienza e proteggerlo da una deriva pericolosa volta a cancellare le libertà, l'uguaglianza e i diritti, ma siamo pronti a una mobilitazione internazionale che denunci quanto deciso e boicotti il "made in Lombardia" e tutti quegli eventi, località turistiche e appuntamenti come EXPO che si reggono anche sul contributo delle nostre vite. Se dovesse essere necessaria un'azione radicale siamo pronti a prenderla, pronti a spiegarla alla maggioranza dei cittadini lombardi che vivono in famiglie "non naturali", perchè i nemici della Lombardia e delle loro vite non siamo noi, ma questa maggioranza".