04 luglio 2012

A BARI PARTE LA RIVOLUZIONE GAY. UNO SPORTELLO COMUNALE PER IL SUPPORTO

Una concessione alle istanze più provocatorie, perché "una rivoluzione potrebbe partire anche da Bari", e una promessa di dare voce, visibilità e aiuto a chi può aver bisogno di una mano. Il primo incontro tra il sindaco di Bari Michele Emiliano e i rappresentanti delle associazioni che si occupano di diritti di gay, lesbiche bisessuali e transessuali (GLBT), ha prodotto due risultati. L'atteso endorsement di Emiliano sulle unioni gay ("non ho difficoltà - ha promesso - a celebrare con crismi di ufficialità l'iscrizione di coppie dello stesso sesso al registro anagrafico già istituito a Bari") e la promessa della nascita, presto, entro l'estate, di uno sportello comunale dedicato alle problematiche gay. Sul modello di quanto già sperimentato a Torino. Un successo per le associazioni (quelle riunitesi nella rete antiviolenza, prima, alle quali via via si sono aggiunte anche le altre) che il 17 maggio, giornata contro l'omofobia, avevano chiesto di avviare appunto una discussione sul tema. Al primo incontro sono intervenuti gli esponenti di Arcilesbica, Un Desiderio In Comune, KéBari, Partifriendly, Arcigay, Between e Agedo. Con sfumature diverse, hanno sintetizzato le esigenze alle quali il Comune può dare una risposta: accesso di tutte le coppie, anche non etero, alle politiche sociali, servizi dedicati ai giovani che si scoprono omosessuali, formazione ai dipendenti comunali perché non si trovino impreparati davanti a questi temi, collaborazione e visibilità per le associazioni che si occupano di omosessualità. "Serve un modello di convivenza civile diverso - ha sintetizzato Emiliano - che diventi patrimonio di una istituzione, il Comune, non una conquista di una particolare amministrazione, quella che presiedo".

Il sindaco si è mostrato molto concreto. Ad accompagnarlo, alcuni consiglieri che avevano avviato il dialogo con le associazioni (Mariella Santacroce, Pietro Petruzzelli, Pierluigi Introna) e l'assessore all'Accoglienza, Fabio Losito. Le associazioni non si sono limitate a elencare carenze, ma hanno formulato proposte. Gianni Marsico dell'Agedo ha sostenuto che, a parità di costi, si potrebbero garantire, nelle case rifugio, due posti letto per omosessuali vittime di violenza. Pasqua Manfredi, di Un Desiderio In Comune, ha battuto sull'utilità anche di un semplice link tra il sito del Comune e quelli delle associazioni per promuoverne le iniziative e far uscire gay e lesbiche dalla invisibilità e dall'isolamento. Giuseppe Maffia dell'Arcigay ha parlato della necessità di sostenere i transessuali nell'inserimento nel mondo del lavoro. Il "tavolo" si è aggiornato a tra una decina di giorni. Emiliano si è impegnato a predisporre una delibera di giunta di indirizzo. "Un atto politico - ha spiegato - che contenga gli obiettivi ai quali la macchina comunale dovrà uniformarsi". Emiliano è pronto a prendersi la responsabilità politica dell'azione.

"Certo, se il Consiglio comunale volesse avviare una discussione costruttiva e non ideologica - ha detto - sarebbe un bene. Ma il rischio che questo tema si trasformi in occasione di marketing elettorale, c'è. Noi possiamo andare avanti autonomamente, come abbiamo fatto applicando la norma che consente alle coppie omosessuali a Bari di registrarsi come famiglia e come stiamo facendo contemplando le coppie non sposate nel bando per l'assegnazione di case popolari". Lo sportello per gli omosessuali potrebbe essere operativo fin dall'estate, stima Emiliano. Riguardo alla "celebrazione" delle unioni, chiesta da Between, il sindaco di Bari ha spiegato la sua posizione: "Nessuno vieta di celebrare l'iscrizione anagrafica, con una enfasi che manifesti la gioia dell'amministrazione per la costituzione di un nuovo vincolo. Ma non chiamiamolo matrimonio".

In foto un muro di Bari