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23 giugno 2014

SMANIA UAGLIUNS - PIACCIO A LUCA



Il rap è omofobo e machista? 
Il nuovo singolo degli Smania Uagliuns, "Piaccio A Luca", dimostra il contrario. Sia il testo sia il videoclip di questo ultimo estratto da "TrogloDigital" (ReddArmy), secondo album della band lucana, raccontano una storia di libertà sessuale contro il pregiudizio e la discriminazione di genere, in particolare facendo riferimento agli amori gay. Gli Smania Uagliuns sono Enzo “The Agronomist” Lofrano (1984), Gennaro “Pastor Flava” Suanno (1984) e Gianni “The Ol’Dirty Trumpet” Lofrano (1990). 
Sin dai loro esordi, nei primi anni duemila, sperimentano vie sonore non in linea con gli stereotipi dell’hip hop, men che meno italiano. TrogloDigital è uscito a giugno 2013 e in questi dodici mesi il trio ha pubblicato altri tre videoclip, un remix che anticipa la prossima uscita di una raccolta in cui producer di elettronica rimaneggiano i brani dell’album e ha suonato in vari club e festival in giro per l’Italia fino ad arrivare a Casa Sanremo. 
Il concept di "TrogloDigital" immagina una nuova vita ambientata sull’Isola-pianeta Totem, in cui, come dicono gli Smania Uagliuns, tra le varie abitudini non in linea con la civiltà terrestre, vige “l'amore libero: ci si ama tra umani, animali e piante, senza distinzione di sesso e specie”. Il videoclip di "Piaccio A Luca" mette in scena proprio questo tratto del mondo parallelo cantato nell’album, trasponendolo nella nostra vita di tutti i giorni e rafforzando il messaggio del brano. Il regista è Peppe Cammarata che, con la sua casa di produzione, Videoinflussi, ha già prodotto decine di videoclip tra cui Ma che discorsi di Daniele Silvestri - vincitore del PIV. Da anni, inoltre, Cammarata collabora con Fabio Luongo per la realizzazione di videoclip per alcuni tra i più popolari musicisti Italiani. 
Un live showcase del gruppo avrà luogo Festival MIX sul sagrato del Teatro Strehler il giorno di chiusura del festival, ovvero oggi lunedì 23 giugno.

07 febbraio 2013

RENZO RUBINO CANTA L'AMORE GAY AL FESTIVAL DI SANREMO 2013

L'amore gay tornerà ad essere celebrato sul palco dell'Ariston. A cantarlo sarà Renzo Rubino, in gara nella sezione giovani di Sanremo con il brano "Il Postino (Amami Uomo)" (video). Il testo racconta la storia di un ragazzo che decide di lasciare mamma e papà per vivere una storia d'amore con un altro uomo.
Mettendo da parte "
Luca Era Gay" (l'orrido brano omofobo che sosteneva la possibilità di poter "guarire" dall'omosessualità) che Povia portò sul palco di Sanremo 2009, sino ad oggi sono ben poche le canzoni in concorso che hanno parlato di amore gay. 

Il primo a farlo fu Federico Salvatore nel 1996, con il brano autobiografico intitolato "Sulla Porta" (video). Anche in quel caso il testo raccontava l'abbandono della famiglia per seguire un amore con un altro uomo: «Mammà son qui con le valigie sulla porta - recitava - e in macchina c'è un uomo che mi sta ad aspettare. La verità lo so ti lascerà sconvolta, quell'uomo è il mio primo vero amore». Da notare che la Rai non volle che la parola "omosessuale" venisse pronunciata ed impose la modifica del verso «Sono un diverso, mamma, un omosessuale» in «Sono un diverso, mamma e questo ti fa male».
Nel 2001, nella categoria "nuove proposte", il gruppo
Principe e Socio M.. Si presentarono con la canzone "Targato Na" (video),il racconto di ragazzo gay dell'hinterland napoletano che passa dai Movimenti No Global al servizio nell'Arma dei Carabinieri ma, rifiutandosi di usare le armi da fuoco, si ritroverà ad essere freddato da un suo vecchio compagno di protesta.
Poi nel 2008 Anna Tatangelo gareggiò con "Il Mio Amico" (video), classificandosi seconda. In questo caso si parlava di un suo amico gay che era alla ricerca di un nuovo fidanzato dopo essere stato tradito. Il tutto mentre nel ritornello ci si chiedeva: «Dimmi che male c'è, se ami un altro come te? L'amore non ha sesso. Il brivido è lo stesso o forse un po' di più».
Nello stesso anno Valeria Vaglio portò a SanremoLab il brano "Ore Ed Ore" (video), un brano dedicato alla storia d'amore fra due donne.


Fonte: Gatburg

19 gennaio 2012

DOLCENERA CANTERA' A SANREMO L'AMORE GAY

Dolcenera icona gay della musica italiana, porterà a Sanremo una canzone sull'amore in tutte le sue sfaccettature, etero ed omosessuale. Il pezzo si intitola "Ci Vediamo A Casa" e racconta il diritto di ognuno di avere una casa, una famiglia in un contesto storico e culturale che sottrae questa opportunità.
La canzone sarà la colonna sonora dell'omonimo film di Maurizio Ponzi che racconta la difficoltà di tre coppie (una appunto gay, formata da Primo Reggiani e Nicolas Vaporidis) nel trovare una casa.

Fonte: Bitchy Effe

06 dicembre 2011

STORIE DI ORDINARIA OMOFOBIA: DONNE, NON ASCOLTATE TIZIANO FERRO

dal Blog di Matteo Winkler:

In tempi di crisi, molti perdono il lavoro. Alcuni si rassegnano, moltissimi - credo - si mettono a cercarne un altro. Nel mondo delle professioni in crisi, insomma, ci si ricicla. Si smette di fare quello che si faceva prima e ci si mette a fare dell'altro.
Non per i giornalisti. Pure quando non sanno cosa scrivere (o hanno smesso di scrivere cose interessanti, ammesso che l'abbiano mai fatto), si impegnano a rincorrere argomenti da circo (con tutto il rispetto per la tradizione circense) o da Domenica Cinque.
L'esempio di Camillo Langone è proprio uno di questi. Il 1° dicembre ha pubblicato su "Il Foglio" una "preghiera" rivolta alle donne: non ascoltate Antony and the Johnsons, Tiziano Ferro, George Michael. La ragione? Perchè sono gay e l'omosessualità svilisce le donne.
Non solo. Langone corregge Tiziano Ferro, il quale si dichiara "fidanzato e felice". Lo corregge sostenendo che sarebbe più adatto all'ascolto un Tiziano Ferro che dichiarasse: "Ho un fidanzato e sono infelice perché questo è un abominio secondo Levitico 18,22 e quindi secondo Dio".
Non si finisce mai di imparare sulle citazioni bibliche come quella del Levitico, che ormai non si odono più neppure nelle prediche dei parroci.
C'è dell'evidente sadismo nel voler costantemente sottolineare il carattere abominevole delle relazioni omosessuali. Relazioni che - si badi - la religione condanna ma il diritto protegge: la Corte costituzionale, infatti, ha stabilito senza mezzi termini che le persone omosessuali hanno il diritto fondamentale di vivere liberamente la loro condizione di coppia. Anche cantandola, se ne hanno voglia.
Usare l'argomento religioso contro le coppie omosessuali è una cosa che abbiamo già sentito mille volte. Ce l'ha detto ieri pure Avvenire, che ritiene una "offesa ai cattolici" l'ingresso di due associazioni come Famiglie Arcobaleno e Agedo (Associazione di Genitori ed amici Di Omosessuali) nella Consulta del Comune di Bologna sulla famiglia.
Mi piace ricordare al riguardo che esistono religioni cristiane che benedicono le unioni omosessuali, ritenendo che la dignità della persona debba prevalere sulla lettera delle Sacre Scritture. Ma ciò che dovrebbe turbare ogni cittadino dotato di buon senso è che non si può usare il dato religioso per colpire, in un modo o nell'altro, persone o coppie la cui unica colpa è quella di vivere e mostrarsi nel pieno rispetto dello spazio riconosciuto loro dal diritto, in particolare dalla Costituzione. Se la volontà della Chiesa è quella di cancellare le unioni omosessuali, imponendo loro di vivere nel silenzio e sostenendo che qualsiasi loro visibilità rappresenta un'offesa ai cattolici, beh, forse la Chiesa ha un problema non solo con l'omosessualità ma anche col diritto costituzionale. Con buona pace, infine, di tutti i non credenti. Che, lo si riconosca oppure no, sono cittadini a tutti gli effetti al pari dei credenti.
Quelle dell'Avvenire, come quelle di Langone, sono parole e accuse gravi, perchè spingono i lettori a credere che si possa liberamente insultare le persone omosessuali, esortando addirittura al boicottaggio delle loro canzoni. Dalle parole alla discriminazione alla violenza il passo è breve, come ben insegna l'esperienza.
Come si chiami tutto questo, è chiaro. E' omofobia e chi scrive cose del genere, che lo faccia dallo scranno della curia o da una scrivania di un quotidiano, alimenta questo pericoloso fenomeno. Chi è, allora, il vero abominevole?
A queste condizioni, forse, una delle cose che spinge le società moderne a odiare così tanto gli omosessuali è la capacità di questi ultimi di essere felici nonostante tutto.

17 dicembre 2009

"ZIGGY STARDUST" E' L'ALBUM PIU' GAY

La rivista OUT ha stilato con la partecipazione di numerosi personaggi della musica, gay e non, la lista dei dischi più "Gay" di tutti i tempi.
David Bowie si aggiudica così un altro primato nella sua lunga e onorata carriera: "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars", il suo disco del 1972, è stato votato il disco più gay di tutti i tempi. In seconda e terza posizione due dischi di debutto: quello degli Smiths e quello della cantautrice americana Tracy Chapman. La classifica è stata compilata sulla base di un sondaggio svolto su un centinaio di celebrità omosessuali – attori, comici, musicisti, scrittori, dj eccetera – a cui è stato chiesto di elencare i dischi più importanti della loro vita. Tra gli interpellati anche Boy George, Rufus Wainwright e Perez Hilton.

Ecco la Top Ten:
01.
David Bowie: The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1972)
02.
The Smiths: The Smiths (1984)
03.
Tracy Chapman: Tracy Chapman (1988)
04.
Indigo Girls: Indigo Girls (1989)
05.
Judy Garland: Judy at Carnegie Hall (1961)
06.
The Smiths: The Queen Is Dead (1986)
07.
Elton John: Goodbye Yellow Brick Road (1973)
08.
Madonna: The Immaculate Collection (1990)
09.
Cyndi Lauper: She's So Unusual (1983)
10.
Antony And The Johnsons: I Am a Bird Now (2005)

Fonte:
GayNews24

16 dicembre 2009

TANGO DIVERSO - BREVE VIAGGIO TRA LE PARTITURE OMOAFFETTIVE ITALIANE

Sarà un breve viaggio tra le partiture omoaffettive italiane l'incontro che si terrà oggi 16 Dicembre 2009 alle ore 21.00 presso la sede del CIG Arcigay Milano (via Bezzecca, 3). Da adesso la biblioteca del CIG dispone anche di una collezione dei brani italiani a tematica GLBT più significativi degli ultimi 60 anni. Tutto questo grazie a "Tango Diverso", una compilation di trenta canzoni, alcune delle quali rischiavano davvero l'oblio, restaurate e rimasterizzate da Teodoro Scorcia. La compilation non è in vendita, fa parte dell'archivio della biblioteca CIG ed è a uso interno di soci e frequentatori. Teodoro Scorcia è un musicista polistrumentista, suona tastiere, basso e chitarra e presso il suo studio di registrazione ha fatto questo lavoro di "restauro" su molte canzoni del repertorio leggero italiano a tematica gay, alcune di queste introvabili. Durante l'incontro Scorcia parlerà del progetto e della storia dell'omosessualità nella musica italiana, inoltre saranno eseguite dal vivo alcune tra le pagine più interessanti dell’intero progetto: "Tango Diverso" dell'orchestra di liscio Athos & Mancini, colonna sonora del film "La Patata Bollente" (1979) con Renato Pozzetto e Massimo Ranieri, "Andrea" di Fabrizio De Andrè, "Pierre" dei Pooh, "Lady Oscar" de I Cavalieri del Re, sigla dell'omonimo cartone animato e altre. A tutto questo lavoro di ricerca si aggiunge anche l'intero introvabile album di Alfredo Cohen, "Come Barchette In Un Tram" (1977).
Cohen era un militante del "Fuori!" e fece questo disco con Franco Battiato. I testi dell'album sono tutti molto espliciti, anche il titolo è un gioco di parole, dove barchette sta per marchette. Il vinile originale a tiratura molto bassa, non ebbe neanche una vera e propria distribuzione, probabilmente era venduto solo nel corso delle varie esibizioni dal vivo.
Tra gli altri brani restaurati e disponibili al CIG vi segnaliamo anche : "Polisex" di Ivan Cattaneo (1980), "In Un Stanza Quasi Rosa" di Biagio Antonacci (1996), "Onda Gay" di Renato Zero (1980), "Braccio Di Ferro" di Samuele Bersani (1992), "Il Mio Amico Misterioso" dei Tiromancino (1994), "Mondi Sommersi" di Mango (1991), "Trans" di Enrico Ruggeri (1990), "Lei" di Gianna Nannini (1980), "Luca" di Raffaella Carrà (1978), "Gianni" di Donatella Rettore (1991), "Amico Gay" di Gianni Bella, "Amori Diversi" di Rossana Casale e Grazia Di Michele, "Vecchio Frack" di Domenico Modugno (1955), e "Il Nostro Concerto" di Umberto Bindi.

Fonte: Gay.it