14 marzo 2013

PAPA FRANCESCO, UN PONTEFICE OMOFOBO E MISOGINO

"Vivo" un Papa, se ne fa un altro.
E così il Vaticanoo ha un nuovo Capo di Stato: Jorge Mario Bergoglio in arte "Papa Francesco", di nazionalità argentina e appartenente alla Compagnia di Gesù (i gesuiti per intenderci, ovvero una congregazione che non brilla di certo per trasparenza o progressismo).
Papa buono o Papa cattivo? Innovatore o conservatore. E' ancora difficile saperlo. In più occasioni, però, Bergoglio ha già mostrato tutta la sua omofobia. Nel 2009 si è fortemente scagliato contro la decisione di un giudice che ha permesso il matrimonio tra due uomini e, attraverso un comunicato stampa, ha preso posizione sostenendo che la sentenza fosse "assolutamente illegale". Inoltre, dopo aver preteso un incontro urgente con il governatore locale Mauricio Macri (lanciando anche anatemi anche contro di lui) sostenne che "non ricorrendo contro la decisione del giudice nel contenzioso amministrativo sul matrimonio di persone dello stesso sesso, aveva mancato gravemente al suo dovere di governante e di custode della legge". Nel 2010, inoltre, riconfermò la sua posizione anti-gay sostenendo che i matrimoni fra le persone dello stesso sesso non fossero "semplicemente una posizione politica, ma un tentativo di distruggere i progetti di Dio". Laconica fu la risposta della presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner, che lo liquidò sostenendo che un discorso simile "ricordava il Medioevo e l'Inquisizione".

Questione gay a parte, il neo vescovo di Roma, è stato più volte oggetto di dibattito per il suo rapporto con i vertici del regime dittatoriale che governò l'Argentina dal 1976 al 1983. Nel 2005 il futuro papa fu accusato da un avvocato per i diritti umani di complicità in relazione al rapimento di due sacerdoti gesuiti ostili al regime, Orlando Yorio e Francisco Jalics. L'episodio, avvenuto nel 1976, quando Bergoglio era Provinciale dei Gesuiti argentini, è approfondito anche nel libro del giornalista Horacio Verbitsky "L'isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina", pubblicato nel 2005.
Dopo che l'accusa fu respinta, il prelato è stato chiamato a testimoniare su questo rapimento dal tribunale di Buenos Aires durante il processo ESMA nel 2010; nella sua deposizione ha affermato di aver segretamente incontrato Emilio Massera e Jorge Videla con l'obiettivo di ottenere la liberazione dei due religiosi.
Nel 2011 Bergoglio è stato chiamato a testimoniare anche in relazione al caso del cosiddetto Robo de Bebés, la sottrazione di neonati avvenuta durante la dittatura.

E con la "questione donna" non va meglio. Dall'armadio rispunta anche una dichiarazione del 2007 dell'allora arcivescovo di Buenos Aires in riferimento alla candidatura alle presidenziali di Cristina Kirchner: "Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo". E come se non bastasse evocò l'immagine dell'ex presidente Maria Estela Martinez de Peron: "abbiamo avuto una donna come Presidente della nazione e tutti sappiamo cosa è successo".


Cos'altro aggiungere: Benvenuto Papa!