11 ottobre 2012

11 OTTOBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE DEL COMING OUT

L'11 ottobre si celebra anche in Italia la "Giornata Internazionale del Coming Out", ideata nel 1988 e celebrata per la prima volta in Svizzera nel 1991.
L'idea del
Coming Out fu introdotta nel 1869 dal tedesco Karl Heinrich Ulrichs, uno dei maggiori attivisti e leader del movimento per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisex e trans. Sin da allora il Coming Out ha rappresentato per tutto il movimento GLBT un importante mezzo di emancipazione per riuscire ad apportare cambiamento nell'opinione pubblica e nella società.
Questa espressione deriva dalla frase inglese "coming out of the closet" ("uscire dal ripostiglio" o "uscire dal nascondiglio", ma letteralmente significa "uscire dall'armadio a muro"), cioè "uscire allo scoperto".
Il
Coming Out rappresenta il momento in cui una persona omosessuale o lesbica decide di cominciare ad essere se stessa sempre e non uno stereotipo, normato dalla sola logica etero-sessista, dichiarandosi alla persone vicine (genitori, fratelli, sorelle e amici) e magari anche nel proprio ambiente lavorativo.
Il
Coming Out nulla ha a che fare con l'outing, con il quale s'intende la pratica di rivelare pubblicamente l'omosessualità di alcune persone che lo sono segretamente, spesso i due termini vengono confusi, soprattutto dai giornalisti.
Il decidere di dichiararsi è un momento significativo e di particolare importanza per tutti gli omosessuali e le lesbiche che decidono di farlo, sia per se stessi, sia per le persone che lo "ricevono", è una scelta, frutto di un percorso di crescita, di accettazione personale che ha anche un'importante valenza "politica".

Quello del
Coming Out è un obiettivo molto complesso e articolato, soggettivo e personale che non può essere imposto da niente e da nessuno.
E' fondamentalmente un percorso che ha un inizio ma non una fine, in quanto nella vita si conoscono sempre nuove persone, si affrontano nuovi contesti e situazioni, e in una società eteronormata che considera quella delle persone omosessuali un'identità non prevista, di volta in volta l'individuo si trova a dover decidere se, come e quando dichiararsi.
Prima di arrivare al
Coming Out pubblico bisogna passare da quello che viene definito Coming Out interiore, ovvero quello della completa accettazione della propria omosessualità. Questo percorso che per molti può durare mesi o anni, per altri può non completarsi mai, a causa di vari condizionamenti familiari, sociali e soprattutto religiosi.
E' evidente che molti omosessuali non fanno
Coming Out perchè si vergognano, perché non si accettano come tali o per paura di essere rifiutati e discriminati. Tutto questo ovviamente nulla ha a che fare con la propria privacy, ma è piuttosto una scelta forzata determinata dalla paura della discriminazione o di dovere subire atti di omofobia.
C'è da auspicarsi, che sempre più gay e lesbiche decidano di "venir fuori" soprattutto perché è ormai dimostrato che il vivere serenamente la propria sessualità ed affettività porta ad una crescita interiore, ad un accrescimento dell'autostima, della sicurezza di sé stessi, al miglioramento dei rapporti con chi ci vuole bene e soprattutto serve ad apportare i cambiamenti sociali radicali che tutti ci aspettiamo ormai da troppo tempo.

La pratica del
Coming Out può servire ad abbattere il pregiudizio nei confronti dell'orientamento affettivo e sessuale, causa spesso di omofobia e ingiustificabili discriminazioni. 

E tu? A chi l’hai detto la prima volta? Quando è successo? Com’è stato il tuo Coming Out?

Per maggiori informazioni: www.stonewall.it