05 settembre 2012

LA PROPOSTA (INSENSATA) DI GIOVANARDI PER LE UNIONI CIVILI

Dopo aver creato clamore mediatico con le sue continue dichiarazioni omofobe, Carlo Giovanardi ha presentato a sorpresa un disegno di legge al Senato per la regolamentazione delle coppie di fatto, sia gay che eterosessuali.
Un svolta dal sapore elettorale, giunto a fine legislatura (lui stesso afferma di sapere che non ci sarà il tempo per poterne discutere in aula) e con una sinistra che pare incapace di trovare il coraggio di parlare di matrimoni gay. E di matrimoni non ne parla neppure l'ex sottosegretario alla famiglia, preferendo il ricorso ad un "contratto di convivenza e solidarietà" che potrà essere sottoscritto da chi vive una convivenza di qualsiasi tipo (anche fra amici, purché residenti nello stesso domicilio) e che dovrà essere sottoscritta alla presenza di un notaio per poi essere depositato all'anagrafe del Comune. In tal modo ci si potrà assicurare una serie di diritti, come l'eredità, l'assistenza sanitaria, la cointestazione dell'abitazione e le decisioni in materia di salute in caso di incapacità di intendere e volere dell'altra persona.
Ma è lui stesso a mettere le mani avanti e a precisare come non sia previsto alcun "accostamento alla famiglia tradizionale" dato che, perlomeno secondo il suo parere, il matrimonio è un lusso che deve rimanere riservato alle coppie eterosessuali.
Immediata è giunta la replica di Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, che ha commentato: "Chi è omofobo lo resta, e una proposta di questo tipo la respingiamo al mittente: sicuramente è una mossa pubblicitaria e la prendo in quanto tale. Ma l'unica cosa credibile è la sua omofobia [...] Questo disegno di legge poteva essere presentato, al massimo, negli anni '80. Al di là del fatto che provenga da lui, è a una distanza siderale dall'unica proposta che ci interessa: realizzare l'eguaglianza tra le persone come vorrebbe la nostra Costituzione, ovvero l'estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali"

Fonte: Gayburg