11 luglio 2012

GOOGLE "LEGALISE LOVE": I DIRITTI DEI GAY SONO DIRITTI UMANI

Il logo multicolore di Google si fonde con l'arcobaleno del pride. E le tonalità che ne vengono fuori dipingono "Legalise Love", l'iniziativa di Mountain View a favore dei diritti per gli omosessuali, come un'altro sforzo tra quelli che il mondo dell'hi-tech sta riservando particolare attenzione alla sfera omosessuale: da qualche tempo, dopo il matrimonio gay di uno dei fondatori, su Facebook è possibile "sposarsi" anche per la comunità LGBT, con un'apposita icona che mostra due sposi o due spose. Ed è decisamente un mondo un passo avanti a quello dei molti stati in cui il matrimonio agli omosessuali è negato. La campagna di Google, naturalmente, è ad ampio respiro: "Legalise Love - spiega un portavoce di Mountain View - è una campagna per promuovere condizioni più sicure per le persone gay e lesbiche, all'interno e all'esterno dell'ambiente lavorativo, in paesi con leggi anti-omosessualità". 
La filantropia e l'inclinazione "amorosa" dell'azienda è nota ("Don't Be Evil", non essere cattivi, è il motto di Mountain View), ma dietro il supporto alla causa c'è anche una questione tecnica. Tra i molti dipendenti di Google non mancano gli omosessuali, e nelle operazioni logistiche dell'azienda, spostare un dipendente gay in un paese che non accetta le unioni diventa sempre più spesso un problema. La questione è affrontata da Mountain View in termini industriali e professionali, nell'ottica di fare pressione su quei governi in cui le decisioni negative in materia di matrimoni LGBT bloccano possibili iniziative anche molto importanti dal punto di vista economico. 
Affari a parte, Google è schierato apertamente a favore dei diritti gay da anni, nel mese di giugno non manca mai la celebrazione del "pride" omosessuale. E anche per questa iniziativa, Big G non ha girato tanto intorno all'argomento, anzi: "Legalise Love" è partito inizialmente a Singapore e in Polonia, paesi che osteggiano le unioni gay. Google ha in programma di estendere l'iniziativa in nazioni dove Mountain View ha degli uffici, e dove i governi non legiferano in questo senso. Anche l'Italia si contraddistingue per inattività su questo fronte, quando non manifesta opposizione. E qui come in altri paesi, il peso sempre più rilevante di Google nell'ecosistema economico potrebbe stavolta indurre i governi a una riflessione più ampia.