18 maggio 2012

ISTAT: LA POPOLAZIONE OMOSESSUALE NELLA SOCIETA' ITALIANA

In Italia, un milione di persone si dichiara apertamente omosessuale o bisessuale, ma la cifra sale a circa 3 milioni se si considerano anche coloro che rispondono di aver sperimentato nel corso della propria vita l'innamoramento o l'attrazione o il rapporto sessuale per una persona dello stesso sesso. E' il dato che emerge dalla prima indagine compiuta dall'Istat, su impulso del Dipartimento per le Pari Opportunità, su "La popolazione omosessuale nella società italiana", presentato nella Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini, alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del sottosegretario al ministero del Welfare Cecilia Guerra

Il rapporto - che non è ovviamente un censimento ma che "è molto di più di un semplice sondaggio, bensì una vera e propria rilevazione statistica", come tiene a precisare Giovannini - dimostra che permane in Italia una base che si può genericamente definire omofoba, pur se con notevoli differenze di sesso, età e territorio, con un trend che va chiaramente nella direzione di una maggiore apertura. In particolare, il 62,8% ritiene che sia "giusto che una coppia di omosessuali che convive possa per legge avere gli stessi diritti di una coppia sposata" ma solo per il 43,9% "è giusto che una coppia omosessuale si sposi, se lo desidera". E ancora: il 59,1% ritiene accettabile che un uomo abbia una relazione affettiva e sessuale con un altro uomo e il 59,5% che una donna l'abbia con un'altra donna. Ma il 55,9% dichiara che "se gli omosessuali fossero più discreti, sarebbero meglio accettati". Quello che la grande maggioranza degli italiani, vicina all'80%, assolutamente non accetta è che una coppia omosessuale possa adottare un bambino. Inoltre, il 24,8% fa fatica a digerire l'idea di un omosessuale che ricopra una carica politica; il 28,1% che sia un medico; e addirittura il 41,4% che faccia l'insegnante nelle scuole elementari. 

Sul fronte delle discriminazioni, l'indagine Istat mette in evidenza che il 61,3% degli intervistati, fra i 18 e i 74 anni, pensa che gli omosessuali siano discriminati rispetto agli eterosessuali; percentuale che sale all'80,3% quando si parla più in particolare dei transessuali. Se vengono attribuite meno possibilità di trovare un lavoro o di fare carriera, minore è invece la percezione di difficoltà nel trovare una casa in affitto. In ogni caso, il 73% esprime la sua condanna di ogni comportamento discriminatorio. Percentuali simili per chi rifiuta l'idea che l'omosessualità sia una malattia (74,8%), che sia immorale (73%), che sia una minaccia per la famiglia (74,8%); corroborate da un ulteriore 65,8% d'accordo con l'affermazione che "si può amare una persona dell'altro sesso oppure dello stesso sesso: l'importante è amare". 

"Il diritto di ogni persona di godere concretamente dei diritti civili e sociali presuppone un'attenzione continua e una cura particolare delle istituzioni nel contrasto di quei comportamenti, come l'omofobia, che pregiudicano l'esercizio dei diritti individuali della persona". Lo ha detto Gianfranco Finii nel suo discorso in occasione della presentazione, a Montecitorio, dell'indagine Istat. "L'azione contro l'omofobia deve tradursi nella condanna non solo, come è ovvio, di ogni forma di violenza fisica ma anche, e ciò è assai meno scontato, di ogni atto di bullismo e di ogni provocazione capace di alimentare la cultura dell'intolleranza", ha aggiunto il Presidente della Camera. E ha sottolineato che "il percorso per il superamento di timori e pregiudizi è stato avviato da tempo anche in Italia ma, ciò nonostante, il nostro è un cammino ancora lungo e difficile e che presuppone la consapevolezza che solo il profondo rispetto delle 'diversità' può evitare quelle deriva contro la dignità delle persone che non sono ammissibili se davvero, come gia' ammoniva Voltaire nel suo famoso Trattato, si vuole fondare sulla tolleranza l'idealde della giustizia". 

"Nessuna ragazza, nessuna ragazzo dovrà più crescere nel nostro Paese pensando che subirà un diverso trattamento a causa del suo orientamento sessuale o della sua identità di genere. Questo è l'impegno che tutti dobbiamo assumere in occasione del 17 maggio, la Giornata Internazionale contro l'Omofobia istituita nel 2007 dal Parlamento Europeo". Lo afferma Pier Luigi Bersani in occasione della giornata internazione contro l'omofobia. "La vita di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali nel mondo - sottolinea il segretario del PD - è ancora molto pesante: in molti Paesi l'omosessualità è punita dalla legge, in alcuni casi con la pena di morte. In questi giorni l'opinione pubblica internazionale - prosegue - è attonita di fronte alla sentenza di condanna a morte di quattro ragazzi in quanto omosessuali in Iran: uniamo la nostra voce a chi chiede al Governo iraniano di fermarsi". 

Fonte: ADN Kronos