02 febbraio 2010

ECCO COS'E' IL MATRIMONIO PER LORELLA CUCCARINI

Queerboy di "Queerway" fa un'analisi molto interessante e particolarmente approfondita sul "caso Cuccarini" che non posso non condividere. Leggetela con attenzione:

"Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre". Da questa risposta data qualche settimana fa in un'intervista a Vanity Fair è nato quello che oggi potremmo chiamare l'affaire Cuccarini. Dopo quell'intervista la Cuccarini ha intrapreso il suo nuovo lavoro, un musical teatrale che, a quanto pare, non sta attirando le folle oceaniche che ci si augurava, ed ha quindi chiesto (questo dicono le cronache) al Mario Mieli di poter tornare ospite della serata disco che l'ha spesso vista guest star degna di un sold out. Il Mieli, sempre secondo le cronache associative, ha chiesto in cambio dell'ospitata/marchetta una spiegazione pubblica di quelle dichiarazioni discriminatorie in merito al matrimonio e alle unioni civili. La Cuccarini ha accettato la sfida e si è presentata sul palco del Mieli. Qui la sorpresa: la più amata dagli italiani (gay) è stata accolta da fischi come non era mai accaduto. Evidentemente i fischi fanno brutti scherzi al raziocinio e così la Cuccarini pare sia partita con un repertorio banale ed erroneo per difendere le proprie idee (sbagliate e discriminatorie) che vedrebbero il matrimonio solo per persone di sesso diverso grazie alla matrice cattolica della soubrette e dell'istituto.
Ovviamente i fischi sono aumentati e il rancore della Cuccarini pure tanto da farle gridare all'intolleranza nel tentativo, piuttosto comune, di passare per vittima invece che da carnefice.Inusitatamente il "movimento" ha avuto un rigurgito di orgoglio proprio rispetto ad una delle sue tante icone, questo è l'evento nuovo, e pare si stia facendo venire il mal di pancia lanciando boicottaggi e strali contro chi, probabilmente, vede come una traditrice. Ma nella realtà che cosa è successo nella testa di tutti gli attori coinvolti in questa vicenda? Difficile dirlo ma sicuramente è entrata in gioco una forte dose di orgoglio che, da una parte e dall'altra, ha fatto sì che si chiudessero le orecchie e che non si ascoltassero gli altri. E' stata così annullata anche la possibilità di spiegare alla succitata soubrette che non solo quello che dice è profondamente discriminatorio ma pure sbagliato tanto per le coppie omo che per quelle etero. Il punto, forse, non è su quella visione distinta tra unioni civili e matrimonio ( visto che nella piattaforma del Pride si legge "matrimonio civile o istituto equivalente"!) ma sulla largamente diffusa e insopportabilmente sbagliata idea del matrimonio che risiede nella testa dell'italiano medio, del quale la Cuccarini si è fatta degna portavoce. Per l'italiano medio (mediocre?) il matrimonio, infatti, è quella messa in scena da album di fotografie che vuole un attore vestito da pinguino e un'altra vestito da meringa che entrano solenni in una navata di una chiesa e ne escono sotto il fuoco incrociato dei parenti caricati a riso. Poi foto che nessuno mai farebbe nel resto della vita, pranzo di sei ore, marcia longa di bomboniere e confetti, scherzi triviali fatti con cravatte e banane, e lancio di un fascio di fiori per cui alcune sono disposte anche a rompersi una gamba in virtù di superstizioni futuribili (è successo davvero, si badi bene!). In altre parole il matrimonio, per moltissimi, è solo la festa e la farsa legata ad esso e prevede l'immancabile comprimario vestito da prete.

Ora in molti sosterranno che non è vero ma fatevi una domanda: come vedete il matrimonio in Comune? Per molti è una sorta di sotto prodotto cheap della succitata festa. Una sorta di compromesso a ribasso per risparmiare. Un modo come un altro per accontentarsi.Invece, cari signori e signore, è quello l'unico matrimonio di cui si dovrebbe parlare. La festa, o farsa, che è nella mente di molti la rappresentazione del matrimonio è l'unica che per lo Stato non ha alcun valore. Per la religione sì ma questo riguarda solo chi crede nella confessione di turno e non certo per tutti (quanti sono davvero convinti del sacramento che si impegnano a rispettare? Ma questo è tutt'altro discorso!). Forse non tutti sanno che un tempo i carabinieri, tanto per fare un esempio, non potevano sposarsi prima di una certa età (di servizio?). I carabinieri innamorati e sicuri di non volersi far scappare la fidanzata avevano quindi un solo modo per impalmare la donna della loro vita e non incorrere nel congedo obbligatorio: sposarsi solo in chiesa. Questo proprio perché il matrimonio esclusivamente religioso non ha alcun valore per lo Stato mentre ne ha per i credenti. Quello che è successo nella testa della Cuccarini, quindi, deve essere qualcosa di simile a quello che per un sacco di gente è l'equazione matrimonio+sposi=chiesa+prete+vestito da meringa+riso ecc.+sacramento. In questa visione, ovviamente, due uomini vestiti da meringa o due donne vestite da pinguino davanti ad un prete non sono compresi. Peccato che nessuno abbia chiesto questo e soprattutto che questo non riguardi minimamente lo Stato al quale, piuttosto, si chiede il riconoscimento di diritti e doveri in tutto e per tutto aderenti ai principi costituzionali. Non è certo questione di usiecostumi ma di eguaglianza quindi e questo la Cuccarini non l'ha capito facendo una magra figura e interpretando il ruolo della qualunquista che non ha nemmeno lontanamente intuito l'argomento del contendere. Quello che la Cuccarini, come tanti italiani, non ha capito è che non solo gay e lesbiche (ma anche trans e intersessuali) non chiedono il matrimonio religioso ma che la sua idea di matrimonio è sbagliata perché aderente ad un istituto che nemmeno riguarda le leggi dello Stato e lo Stato stesso e che per questo non ha valore. Il matrimonio non è un sacramento per lo Stato italiano e quindi è soggetto ad altre dinamiche e tutt'altre logiche ed è a questo che ci si riferisce quando se ne parla (o almeno a questo ci si dovrebbe riferire!). In altre parole, quindi, se avete l'idea di matrimonio che coincide con quello religioso sappiate che è sbagliata e che, quando se ne parla per le coppie omosessuali, si sta parlando di tutt'altro. Si parla di diritti e doveri tra persone che decidono di costruire un futuro di coppia insieme, indipendentemente dal sesso dei due protagonisti, e che a tutti gli effetti devono essere considerati dallo Stato in maniera egualitaria agli altri cittadini. Né più né meno.In buona sostanza, quando ci si sente chiedere se si è o meno favorevoli alle unioni omosessuali ci si deve prima interrogare se si reputano le persone omosessuali uguali a se stessi e solo dopo rispondere, possibilmente motivando la risposta. A questo punto le possibili risposte sono solo due:
- Sì sono uguali a me e quindi devono godere degli stessi diritti e assolvere agli stessi doveri;
-
No sono inferiori a me e quindi è bene che vengano trattati in maniera diversa dagli altri cittadini italiani e che possano accedere esclusivamente ad istituti creati ad hoc per tenerli separati.
Nel secondo caso, va da se, state operando una discriminazione basata sull'orientamento sessuale e per questo, per molti di quelli che ascolteranno la vostra risposta, siete a vario titolo identificabili come omofobi (e ad assolvervi non servirà né una presunta iconografia gay né il vostro orientamento sessuale, sappiatelo!).