27 novembre 2009

SPAGNA CHIAMA ITALIA CONTRO LA VIOLENZA OMOFOBA

Si svolgerà venerdì 27 novembre 2009, alle ore 18, a Madrid in Calle Juan Bravo 14, di fronte all'Ambasciata Italiana, la dimostrazione contro la violenza omofoba in Italia, promossa da Arcòpoli, associazione lesbica, gay, bisessuale e transgender delle Università Politecnica e Complutense, con il supporto della federazione nazionale spagnola FELGBT e di Arcigay.
Arcòpoli ha organizzato questo evento per esprimere il proprio sostegno e la propria solidarietà alla comunità LGBT italiana. Questa manifestazione vuole essere un forte sollecito alle istituzioni italiane da parte delle associazioni spagnole attraverso il tentativo di consegna all'Ambasciata di una cassetta di pronto soccorso contenente tutto il materiale legislativo servito in Spagna per combattere l'omofobia e la transfobia e per garantire pari diritti, tra cui la legge sul matrimonio e quella contro le violenze basate sull'orientamento sessuale e l’identità di genere.
"La Spagna ci dimostra che le leggi si possono fare senza danno per nessuno. Questo è il dono che ci viene fatto dagli spagnoli: un kit di leggi già pronte che il governo italiano dovrebbe solo mettere in pratica" - dichiara il segretario nazionale
Arcigay Riccardo Gottardi - "Ringraziamo di cuore l'associazione Arcòpoli e il movimento LGBT spagnolo e invitiamo tutte le persone che vivono a Madrid, italiane e spagnole, che credono nell'uguaglianza e nella libertà e vogliono dimostrare solidarietà alle molte vittime di violenza in Italia, a partecipare alla manifestazione".
Durante la dimostrazione saranno osservati 5 minuti di silenzio per denunciare la gravità della situazione delle persone
LGBT italiane e successivamente sarà letto un messaggio di Arcigay che racconta l’incremento dei casi di aggressione in questi mesi e ribadisce le richieste di parità, dignità e laicità al nostro governo.

Il messaggio di Arcigay, associazione nazionale lesbica e gay italiana
Affermiamo la nostra dignità di persone
Madrid, 27 novembre 2009

Dopo l'incremento dei terribili episodi di violenza omofobica e transfobica accaduti in Italia negli ultimi mesi, il Parlamento italiano ha votato il 13 ottobre scorso a larga maggioranza un emendamento di legge che pone il termine "orientamento sessuale" fuori dal nostro ordinamento giuridico, ignorando che questa definizione è presente in tutti i Trattati e Direttive europee e ha accostato l’orientamento sessuale a incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo e così via delirando.
Ancora una volta il Parlamento, che stava discutendo una bozza di legge già non sufficiente contro l’omofobia, ha umiliato la dignità delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender italiane! La maggioranza della Camera dei Deputati, si è resa complice dei tanti criminali violenti omofobi e transofobi che imperversano nel Paese!
Noi disobbediamo alla violenza e siamo ancora più convinte che la nostra battaglia di civiltà è giusta e indispensabile per cambiare un Paese avvilito da questa classe politica lontana da ogni volontà di giustizia e dai reali bisogni delle persone. La comunità lgbt italiana è mobilitata da diverse settimane per continuare a far sentire la nostra voce insieme a quella dei milioni di italiane e italiani indignati per il comportamento di questo Parlamento e per chiedere al nostro governo di mettere in pratica con leggi urgenti le nostre richieste di pari dignità e pari diritti:
- garantire alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie eterosessuali, anche attraverso l'estensione del matrimonio civile a tutte le famiglie;
- affrontare il tema della responsabilità genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell'interesse soprattutto dei figli coinvolti;
- l’estensione della legge Mancino per considerare reati di odio tutti i crimini e le violenze contro le persone
LGBT;
- una legge efficace contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall'identità di genere sul lavoro, nella scuola, nella società;
- azioni positive nella società e in particolare nella scuola contro il pregiudizio di tipo omofobico, lesbofobico, transfobico e la promozione di iniziative culturali per l’inclusione e l’educazione all’alterità;
- la garanzia del diritto alla salute delle persone
LGBT, ponendo fine alle discriminazioni in ambito sanitario. L'Italia è uno dei pochissimi paesi europei a lasciare ancora le persone lgbt nella totale assenza di diritti. Per fare tornare l'Italia in Europa, prima di essere costretti a chiedere asilo politico in paesi civili come la Spagna, affermiamo, con la nostra visibilità, il nostro orgoglio, i nostri corpi, la dignità di persone che ci è negata dalle istituzioni.

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