12 marzo 2012

VISTO NEL WEEKEND: THE IRON LADY

Nonostante le buone intenzioni ed il rispetto per il vastissimo materiale biografico di partenza, il film non convince pienamente. Il risultato non è infatti né una biografia ufficiale né tantomeno una biografia non autorizzata della discussa premier. Piuttosto si ha l'impressione di una narrazione discontinua che parte da un'amara riflessione sull'irreversibilità del tempo (e della propria funzionalità sociale) per poi aprirsi lentamente ad un nostalgico rimpianto di un'epoca - in realtà non troppo lontana - in cui il patriottismo e il senso della nazione potevano giustificare l'impopolarità di una linea politica dura ma necessaria.
I momenti retorici dei continui ricordi della Thatcher sono legati, molto probabilmente, alla lampante soggettività della memoria stessa che li evoca, dato che tutto ciò che lo spettatore vede e sente viene senza dubbio filtrato dalla percezione della severa statista (dall'ambiente ultramaschilista del Partito Conservatore o del Parlamento, fino agli episodi più ironici o lirici relativi al defunto marito). Tuttavia, nel complesso, a parte la recitazione incredibilmente camaleontica di Maryl Streep, The Iron Lady non emoziona fino in fondo, né dà adito a riflessioni particolarmente elaborate sui meccanismi o sulle necessità del potere. Almeno, non più e meglio di altre biografie politiche anche meno riuscite.
NOIOSO.