16 marzo 2010

VISTO NEL WEEKEND: MINE VAGANTI

Ancora una volta Ferzan Ozpetek ha l'abilità, come solo lui sa fare, di provocare uno scossone esistenziale che ti stritola le emozioni, ti mescola i sentimenti e ti lancia nel limbo di un vortice esistenziale che a volte potrebbe sfiorare la pazzia. Con ogni suo film potrei prenotare sedute dall'analista per anni. Per questo lo amo; così come amerò sempre la sua capacità di raccontare e descrivere le storie che appartengono ad ognuno di noi. Le storie delle nostre famiglie, dei nostri amici. Le nostre storie.
Dopo "
Le Fate Ignoranti" e "Saturno Contro" Ozpetek ha realizzato un altro capolavoro. Grandioso il cast. Lunetta Savino eccezionale, Ilaria Occhini (la nonna) sublime e da Oscar. Elena Sofia Ricci fenomenale. Riccardo Scamarcio veramente bravo, molto; sicuramente il suo miglior film. Unica stonatura (ed è il caso di dirlo) una traccia della colonna sonora cantata da Patty Pravo o meglio una Patty Pravo che canta come Amanda Lear (visto il tono della sua voce). Ma qui c'è del personale: non sopporto Patty Pravo e la sua latente omofobia. Questa però è un'altra storia....che dobbiamo farci, del resto sono anch'io una Mina Vagante.




L'apoteosi MINE VAGANTI
di Marco Mori - Presidente CIG Arcigay di Milano

Mine Vaganti è una messa cantata. è l'apoteosi del cinema gay che supera i confini stessi del cinema gay finendo così per non esserlo per nulla. E' un film sulla famiglia e sull'amore di un padre verso i suoi figli. E' la fotografia reale e realista della nostra povera Italia.La fotografia di tanti gay di ogni latitudine che emigrano per una felicità di convenienza e alle feste comandate tornano al paese rinnegando se stessi e i propri amori di fronte a parenti ciechi o volutamente distratti. E' una fotografia sul ruolo delle donne, sulla loro funzione sociale e familiare, su quello che devono subire in questo fantomatico paese in cui la parità è solo una chimera. E' una fotografia sul ruolo della famiglia, che gli spot della barilla edulcorano e alleggeriscono rispetto a quello che è la realtà.La famiglia e la sua deriva familista e amorale. Un film che amo dove rivedo quella spiaggia gay di Punta della Suina a Gallipoli, dove quei balletti ci sono stati, e ogni giorno con coreografie diverse che ricordo con un sorriso nel cuore, come questo film. E' un film su noi e il popolo che siamo e amiamo essere: tragicomico, melodrammatico, isterico, insofferente, paziente e divertente. E' un film sulle diverse, tante e stupende sfaccettature dell'amore vero di queste incredibili Mine Vaganti.